Art. 2474 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Operazioni sulle proprie partecipazioni

Articolo 2474 - codice civile

In nessun caso la società può acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie, ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

Articolo 2474 - Codice Civile

In nessun caso la società può acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie, ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il loro acquisto o la loro sottoscrizione.

Massime

Il divieto di accordare prestiti o fornire garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione di proprie partecipazioni, stabilito per le società a responsabilità limitata dall’art. 2483 c.c. (nel testo applicabile “ratione temporis”, ora sostituito dall’art. 2474 c.c.), in quanto volto a garantire l’effettività del capitale sociale (e le regole di versamento almeno parziale del capitale sottoscritto), non trova applicazione nell’ipotesi in cui la società rinunci a perseguire ulteriormente una pretesa creditoria litigiosa nei confronti dell’acquirente o del sottoscrittore: in tale ipotesi, infatti, diversamente da quanto accade in caso di rinuncia ad un credito certo, l’aumento di capitale non si concretizza in un apporto proveniente in sostanza dal patrimonio della società stessa, senza immissione di ricchezza nuova da parte del sottoscrittore, non potendosi porre la rinuncia ad una mera possibilità (l’esito vittorioso della lite) sullo stesso piano della mancata acquisizione di un valore patrimoniale sicuramente esistente. Cass. civ. sez. I, 4 agosto 2009, n. 17936

Non rientra nel divieto di concedere prestiti o garanzie per l’acquisto delle proprie quote, posto a carico delle società a responsabilità limitata dall’art. 2483 c.c. l’adempimento, ancorché preordinato alla cessione, di pregresse e distinte obbligazioni della società nei confronti del socio cedente. Cass. civ. sez. I, 11 ottobre 2006, n. 21804

In tema di società di capitali, nonostante che prima dell’entrata in vigore dell’art. 28 D.P.R. 30 del 1986 (che ha dato attuazione alla seconda direttiva CEE in materia societaria, n. 77/91 del 13 dicembre 1976 ) l’art. 2483 c.c. (applicabile nel testo vigente ratione temporis ) non prevedesse, analogamente a quanto stabilito per le società per azioni, ai sensi dell’art. 2358 c.c. il divieto di accordare prestiti o fornire garanzie per l’acquisto di quote rappresentative del proprio capitale, tale divieto deve considerarsi operante anche per le società a responsabilità limitata, in ragione del fatto che finanziare un terzo per l’acquisto di quote o prestare a tal fine garanzie, anche mediante l’accollo del debito relativo al pagamento del corrispettivo stabilito nella cessione, pregiudica o rischia di pregiudicare gli interessi protetti dal divieto espressamente posto dal citato art. 2483. Cass. civ. sez. I, 14 maggio 2004, n. 9194

In tema di società a responsabilità limitata, la disposizione dell’art. 2483 c.c. la quale fa divieto alla società, a garanzia dell’integrità del capitale sociale, di acquistare proprie quote non osta a che essa possa vendere le quote del socio quali beni altrui, ai sensi dell’art. 1478 c.c. ossia assumendo l’obbligo di procurarne l’acquisto al compratore, dato che l’automatismo e l’immediatezza del trasferimento al compratore stesso di dette quote evita, nel momento in cui siano conseguite dalla società, che questa divenga «partecipazione di sè stessa», con pregiudizio della consistenza del capitale. Cass. civ. sez. I, 25 gennaio 2000, n. 796

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