Art. 2229 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Esercizio delle professioni intellettuali

Articolo 2229 - Codice Civile

La legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi (2062, 2231).
L’accertamento dei requisiti per la iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati alle associazioni professionali, sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente (2642).
Contro il rifiuto dell’iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all’esercizio della professione è ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.

Articolo 2229 - Codice Civile

La legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi (2062, 2231).
L’accertamento dei requisiti per la iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati alle associazioni professionali, sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente (2642).
Contro il rifiuto dell’iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all’esercizio della professione è ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.

Note

Massime

Il rispetto del principio di personalità della prestazione, che connota i rapporti di cui agli artt. 2229 e ss. c.c. ben può contemperarsi con l’autonomia riconosciuta allo studio professionale associato, al quale può essere attribuita la titolarità dei diritti di credito derivanti dallo svolgimento dell’attività professionale (nella specie, attività di difesa e assistenza in un contenzioso tributario) degli associati allo studio, non rientrando il diritto al compenso per l’attività svolta tra quelli per i quali sussiste un divieto assoluto di cessione. Cass. civ. sez. II, 2 luglio 2019, n. 17718

Nella categoria generale delle professioni intellettuali, solo quelle determinate dalla legge (art. 2229, comma 1, c.c.) sono tipizzate ed assoggettate all’iscrizione in albi ed elenchi; mentre, all’infuori di queste, vi sono non solo professioni intellettuali caratterizzate per il loro specifico contenuto, ma anche prestazioni di contenuto professionale o intellettuale non specificamente caratterizzate, che ben possono essere oggetto di rapporto di lavoro autonomo. Fine consegue che prestazioni di contenuto professionale o attività intellettuali possono essere svolte anche da una società di capitali, sicchè il relativo rapporto va inquadrato nell’ambito del contratto d’opera intellettuale, anziché di appalto di servizi. (La S.C. ha enunciato il principio con riferimento ad una fattispecie in cui l’attività di tenuta della contabilità e di redazione delle dichiarazioni scali era stata affidata ad una s.r.l.). Cass. civ. sez. II, 18 ottobre 2018, n. 26264

Costituisce prestazione d’opera intellettuale ed è soggetta alle norme che il codice civile prevede per il relativo contratto quella espletata da un perito assicurativo, atteso che l’esercizio di tale attività è subordinata – come richiesto dall’art. 2229 cod. civ. – all’iscrizione in apposito albo o elenco, ai sensi della legge 17 febbraio 1992, n. 166. Fine consegue l’applicazione della facoltà di recesso “ad nutum”, prevista dall’art. 2237 cod. civ. in difetto di prova, da parte del prestatore di lavoro, circa la pattuizione, anche implicita, di una deroga convenzionale alla disciplina legale. Cass. civ. sez. L, 6 maggio 2013, n. 10420

Per accertare la natura professionale di una prestazione che utilizzi sistemi di elaborazione elettronica come tale riservata non alle società di servizi, bensì a professionisti iscritti negli appositi albi professionali il giudice deve valutare la prevalenza dell’attività intellettuale su quella materiale, tenendo conto che possono esservi servizi in cui la prima ha una funzione ridotta rispetto all’elaborazione elettronica (come nel caso in cui l’elaborazione consista nel conseguire il risultato di un calcolo così complesso che sarebbe impensabile affidarlo alla sola mente umana) e servizi in cui, invece, l’attività intellettuale prevale, intervenendo con le proprie cognizioni specialistiche e trovando nell’elaboratore solo uno strumento che si limita a rendere piveloce, rispetto alla mano dell’uomo, la scritturazione dei calcoli. (Nella specie, la Suprema Corte, in base all’enunciato principio, ha cassato la sentenza del giudice di merito il quale, senza spiegare perché l’attività intellettuale non dovesse ritenersi prevalente su quella materiale, aveva negato natura professionale all’attività svolta da una società di servizi, consistita nella preparazione dei modelli scali 101 e 102, nella redazione delle dichiarazioni dei sostituti d’imposta, nella compilazione dei modelli 01M e 03M e nella chiusura delle posizioni assicurative e contributive presso l’Inail e l’Inps, limitandosi ad affermare che essa s’era risolta nell’elaborazione di dati ed indicazioni forniti dai clienti ed, in minima parte, nello svolgimento di un’elementare contabilità). Cass. civ. sez. II, 10 gennaio 1996, n. 163

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