Art. 2195 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato al D.Lgs. 26 ottobre 2020, n. 147)

Imprenditori soggetti a registrazione

Articolo 2195 - codice civile

Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese (2188) gli imprenditori che esercitano:
1) un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi (2135);
2) un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
3) un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria (1678);
4) un’attività bancaria (1834 ss.) o assicurativa (1882);
5) altre attività ausiliari delle precedenti (1754).
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano (371, 397, 425, 2201).

Articolo 2195 - Codice Civile

Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese (2188) gli imprenditori che esercitano:
1) un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi (2135);
2) un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
3) un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria (1678);
4) un’attività bancaria (1834 ss.) o assicurativa (1882);
5) altre attività ausiliari delle precedenti (1754).
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano (371, 397, 425, 2201).

Note

Massime

Lo scopo di lucro (cd. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, poiché è configurabile attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell’attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest’ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, può essere presente anche in una società cooperativa pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci, sicché anche tale società, ove svolga attività commerciale, può in caso di insolvenza, essere assoggettata a fallimento in applicazione dell’art. 2545 terdecies c.c. Cass. civ. sez. VI-I, 12 luglio 2016, n. 14250

La disposizione di cui al comma 1 dell’art. 2195 c.c. non ha alcun carattere definitorio, ma sostanzialmente esaurisce, ai numeri 1 e 2, l’ambito della nozione di imprenditore (di cui all’art. 2082 c.c.) mediante la previsione delle imprese industriali e, rispettivamente, di quelle commerciali in senso stretto, sicché le successive previsioni, contenute nei numeri 3, 4 e 5 del comma 1 del citato art. 2195 c.c. sono mere specificazioni, motivate dalla importanza dei rispettivi settori economici, delle categorie generali delineate nei primi due punti. Cass. civ. sez. lav. 20 aprile 1995, n. 4421

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