Art. 1960 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Nozione

Articolo 1960 - codice civile

L’anticresi è il contratto col quale il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore a garanzia del credito, affinché il creditore ne percepisca i frutti (821), imputandoli agli interessi (1194, 1282), se dovuti, e quindi al capitale (1350, 2643).

Articolo 1960 - Codice Civile

L’anticresi è il contratto col quale il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore a garanzia del credito, affinché il creditore ne percepisca i frutti (821), imputandoli agli interessi (1194, 1282), se dovuti, e quindi al capitale (1350, 2643).

Massime

Poiché il contratto di anticresi è soggetto a trascrizione, gli atti di trasferimento del bene dato in garanzia sono inefficaci nei confronti del creditore anticretico solo se quel contratto sia stato trascritto anteriormente alla trascrizione dell’atto di trasferimento dello stesso bene a terzi. Qualora siffatta situazione non si verifichi, il creditore anticretico, tuttavia, ha nei riguardi dell’acquirente del bene diritto ad un’indennità per le migliorie apportatevi, ai sensi dell’art. 1150 c.c., applicabile alle più diverse situazioni giuridiche, ed avente la funzione specifica di evitare un ingiustificato arricchimento. Cass. civ. sez. III 12 marzo 1983, n. 1866

Seppure l’art. 1960 c.c., che contempla l’ipotesi normale dell’anticresi c.d. «estintiva», prevede l’imputazione dei frutti dapprima agli interessi e quindi al capitale, tuttavia non esula dallo schema legale l’ipotesi in cui si sia prevista l’imputazione dei frutti ai soli interessi, essendo la c.d. «anticresi compensativa» esplicitamente considerata nell’art. 1964 c.c. Cass. civ. sez. III 12 marzo 1983, n. 1866

L’anticresi costituisce una misura di rafforzamento dell’obbligazione, che dà vita ad un rapporto accessorio di garanzia, in virtù del quale il creditore acquisisce il diritto di ritenzione sull’immobile fino ad integrale soddisfacimento delle sue ragioni, con la facoltà di far suoi i frutti fino al soddisfacimento del suo credito. Pertanto, non sarebbe realizzabile con detto contratto lo scopo pratico, che eventualmente perseguissero i contraenti, di sostituire al diritto di credito la proprietà dell’immobile consegnato, poiché tale patto sarebbe nullo per il divieto del patto commissorio. Cass. civ. sez. II 11 luglio 1969, n. 2548

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