Art. 1941 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Limiti della fideiussione

Articolo 1941 - codice civile

La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose (1598, 1942).
Può prestarsi per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose.
La fideiussione eccedente il debito o contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell’obbligazione principale (1339).

Articolo 1941 - Codice Civile

La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose (1598, 1942).
Può prestarsi per una parte soltanto del debito o a condizioni meno onerose.
La fideiussione eccedente il debito o contratta a condizioni più onerose è valida nei limiti dell’obbligazione principale (1339).

Massime

La prestazione di garanzia fideiussoria può essere concessa con durata inferiore al mutuo ipotecario garantito, non assumendo rilevanza né che il creditore adempia sin dall’inizio del rapporto al suo obbligo di esborso di quanto mutuato, né che l’obbligo restitutorio del mutuatario sorga per l’intero dal momento della conclusione del contratto, pur se la restituzione sia dilazionata nel tempo, sicché il fideiussore non risponde degli inadempimenti verificatisi dopo la scadenza della garanzia se durante il suo periodo di efficacia sia stato rispettato il piano d’ammortamento. Cass. civ., sez. , III 30 dicembre 2014, n. 27531

Il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace. L’obbligo del garante è limitato al pagamento di tale saldo anche qualora il debito dell’accreditato, al momento in cui la successiva chiusura del conto rende la garanzia attuale ed esigibile, risulti aumentato in dipendenza di operazioni posteriori, e senza che peraltro, ai fini della determinazione dell’ambito della prestazione dovuta dal garante, possa aversi una considerazione delle ulteriori rimesse dell’accreditato separata e diversa rispetto ai prelevamenti dallo stesso operati, e ciò stante l’unitarietà e l’inscindibilità del rapporto tra banca e cliente. Solo se il saldo esistente alla chiusura del rapporto di apertura di credito sia inferiore a quello esistente al momento del recesso del fideiussore, si verifica una corrispondente riduzione dell’obbligazione fideiussoria, in applicazione della regola sancita dall’art. 1941, primo comma, c.c., per cui la fideiussione non può eccedere l’ammontare dell’obbligazione garantita. Cass. civ., sez. , I 15 giugno 2012, n. 9848

Le rimesse effettuate alla banca in conto corrente dal debitore principale dopo il recesso del fideiussore hanno natura solutoria – e quindi effetti riduttivi sul contenuto dell’obbligazione di garanzia, per il principio contenuto nell’art. 1941 c.c. – quando esse afferiscono ad un conto non assistito da un contratto di concessione di credito (ovvero quando il saldo passivo superi l’importo massimo del credito che la banca si è impegnata a concedere), mentre, in presenza di un’apertura di credito (configurabile anche sulla base di fatti concludenti, non essendo necessaria la forma scritta), le suddette rimesse hanno la funzione di ripristinare la disponibilità che la banca è obbligata ad apprestare al correntista.  Cass. civ. sez. III 9 marzo 1995, n. 2752

In tema di fideiussione prestata a garanzia di un’apertura di credito in conto corrente, senza predeterminazione di durata, il recesso del fideiussore è operante dal momento in cui viene a conoscenza della banca e produce l’effetto di limitare la garanzia al saldo passivo esistente a tale data, non essendo al garante opponibile l’ulteriore prosecuzione del rapporto di apertura del credito. Tuttavia, poiché l’obbligazione del fideiussore ha lo stesso contenuto dell’obbligazione garantita (non potendo eccedere ciò che è dovuto dal debitore principale – art. 1941, comma 1, c.c.) e diventa attuale quando questa, con l’estinzione del rapporto di credito viene definitivamente determinata ed è esigibile, l’intervenuto recesso assume rilievo in relazione al saldo finale del conto, contenendo nei limiti suddetti l’ambito della garanzia, senza che – valendo il principio di inscindibilità delle rimesse attive e passive sia nel rapporto tra banca e cliente, che in quello tra banca e garante – le rimesse attive affluite sul conto dopo il recesso del fideiussore e fino alla chiusura del rapporto creditizio possano essere conteggiate a favore del garante in riduzione del saldo esistente alla data del recesso medesimo. Cass. civ. sez. I 21 gennaio 1995, n. 711

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