Art. 1937 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Manifestazione della volontà

Articolo 1937 - codice civile

La volontà di prestare fideiussione deve essere espressa (1268, 1272, 1273).

Articolo 1937 - Codice Civile

La volontà di prestare fideiussione deve essere espressa (1268, 1272, 1273).

Massime

L’art. 1937 c.c., nel prescrivere che la volontà di prestare la fideiussione deve essere espressa, si interpreta nel senso che non è necessaria la forma scritta o l’utilizzo di formule sacramentali, purché la volontà sia manifestata in modo inequivocabile, potendosi fornire la relativa prova con ogni mezzo e, dunque, anche con presunzioni. Cass. civ., sez. , I 24 febbraio 2016, n. 3628

La norma di cui all’art. 1937 c.c., dettata per la fideiussione, il cui scopo è quello di garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui, non opera in relazione ad un “impegno di sicurezza” rilasciato da un contraente in favore dell’altro al fine di regolare le conseguenze della propria prestazione di fare, sia pure eseguita avvalendosi dell’opera materiale di un terzo in veste di collaboratore. (Omissis). Cass. civ., sez. , II 29 settembre 2009, n. 20872

La volontà di prestare fideiussione deve essere manifestata in modo chiaro ed inequivocabile, e qualora la dichiarazione sia inserita in un atto posto in essere allo scopo della conclusione di un diverso negozio, per stabilire se la dichiarazione integri anche l’assunzione delle obbligazioni conseguenti alla fideiussione è necessario valutare se essa possa essere interpretata solo in questo modo, o se essa piuttosto non abbia un contenuto congruente con il negozio per cui l’atto è stato formato ed esaurisca in esso il suo significato. (Omissis). Cass. civ. sez. III 24 giugno 2004, n. 11727 

L’art. 1937 c.c. non pone limiti all’ammissibilità dei mezzi di prova diretti a dimostrare la sussistenza della fideiussione, sicché sono ammissibili sia la prova per testi che quella per presunzioni. Cass. civ. sez. III 9 settembre 1998, n. 8922

La sottoscrizione per avallo importa che la garanzia prestata dall’avallante non si estende, salva la dichiarazione di una volontà diversa, al rapporto causale intercorrente tra creditore e debitore principale e che la garanzia cessa se il titolo, su cui è apposta, perde il suo valore di cambiale. Alla dichiarazione di avallo può affiancarsi una promessa extracambiaria di garanzia personale per l’adempimento del debito portato dalla cambiale o di quello risultante da un rapporto causale sottostante, ma l’esistenza di tale obbligazione fideiussoria non è desumibile in via presuntiva dalla sola dichiarazione di avallo, dovendo essere fornita la prova di una volontà espressamente diretta ad assumerla, in conformità di quanto previsto all’art. 1937 c.c. Cass. civ. sez. I 11 settembre 1997, n. 8990

Per provare l’esistenza di una fideiussione è necessario provare l’esistenza di un atto attraverso il quale la parte manifesti in modo inequivocabile la volontà di prestare la garanzia e, quando le espressioni usate non siano esse stesse in tal senso, è necessario che il diverso comportamento preso in considerazione possa solo essere interpretato come espressivo della volontà di garantire l’obbligazione altrui. Né, in ipotesi di più obbligazioni assunte nel tempo dal terzo, è sufficiente ad assolvere quest’onere probatorio la dimostrazione che, per alcune di esse, la prestazione di garanzia era stata data, in quanto tale dimostrazione non può valere a creare la presunzione, da vincersi con una prova a carico dell’altra parte, che la garanzia fosse stata prestata per tutte le obbligazioni assunte dal terzo. Cass. civ. sez. III 18 ottobre 1994, n. 8471

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