Art. 1907 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Assicurazione parziale

Articolo 1907 - codice civile

Se l’assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del sinistro, l’assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente convenuto (1908, 1909).

Articolo 1907 - Codice Civile

Se l’assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del sinistro, l’assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente convenuto (1908, 1909).

Massime

In tema di assicurazione della responsabilità civile per danni prodotti a terzi da cose, il valore dell’edificio per il quale l’assicurato intende essere coperto da assicurazione non incide né sul rischio in senso tecnico (cioé sulla probabilità di verificazione del sinistro), né sulla stessa entità della prestazione dell’assicuratore (e quindi sul premio), in quanto in tale tipo di contratto l’ammontare massimo dell’eventuale esposizione debitoria dell’assicurato e perciò dell’obbligazione dell’assicuratore di liberarlo dal debito che lo ha colpito non è determinato in funzione del valore del bene, ma dei danni subiti dal terzo. Ne consegue che in siffatto tipo di assicurazione non può trovare applicazione la norma di cui all’art. 1907 c.c. e l’unica possibilità di introdurre un limite convenzionale alla garanzia prestata dall’assicuratore è costituita dal massimale previsto in contratto. , Cass. civ. sez. I 19 agosto 1995, n. 8958 

Con riguardo a polizza di assicurazione contro i danni cosiddetta «a primo rischio», cioè con patto di deroga, in favore dell’assicurato, della regola della proporzionale riduzione dell’indennizzo in caso di inferiorità del valore assicurato rispetto a quello reale (art. 1907 c.c.), deve ritenersi nulla, e quindi come non apposta nella polizza medesima, la clausola che non si limiti a fissare un eventuale «tetto» del valore reale, oltre il quale riprenda vigore detta regola, ma escluda l’indennizzo per il solo fatto che il medesimo valore reale superi il massimale, atteso che siffatta clausola è radicalmente incompatibile con l’indicato patto di deroga, comportando per l’assicurato un trattamento deteriore anche rispetto a quello che avrebbe in difetto della deroga stessa. Cass. civ. sez. I 5 gennaio 1991, n. 44

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