Art. 1856 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Esecuzione d'incarichi

Articolo 1856 - codice civile

La banca risponde secondo le regole del mandato (1710 ss.) per l’esecuzione d’incarichi ricevuti dal correntista o da altro cliente.
Se l’incarico deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca, questa può incaricare dell’esecuzione un’altra banca o un suo corrispondente (1717).

Articolo 1856 - Codice Civile

La banca risponde secondo le regole del mandato (1710 ss.) per l’esecuzione d’incarichi ricevuti dal correntista o da altro cliente.
Se l’incarico deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca, questa può incaricare dell’esecuzione un’altra banca o un suo corrispondente (1717).

Massime

In tema di responsabilità della banca in caso di operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, anche al fine di garantire la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema (il che rappresenta interesse degli stessi operatori), è del tutto ragionevole ricondurre nell’area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento, prevedibile ed evitabile con appropriate misure destinate a verificare la riconducibilità delle operazioni alla volontà del cliente, la possibilità di una utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte dei terzi, non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo. Ne consegue che, anche prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 11 del 2010, attuativo della direttiva n. 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, la banca, cui è richiesta una diligenza di natura tecnica, da valutarsi con il parametro dell’accorto banchiere, è tenuta a fornire la prova della riconducibilità dell’operazione al cliente. Cass. civ., sez. , I 3 febbraio 2017, n. 2950

In tema di conto corrente bancario, l’esecuzione del bonifico da parte della banca su ordine del correntista ha natura di negozio giuridico unilaterale con efficacia vincolante ai sensi dell’art. 1856 cod. civ. e costituisce una specificazione del mandato generale da lui conferito all’ente creditizio, cui è estraneo il beneficiario (terzo rispetto all’ordine). Nei confronti di quest’ultimo l’incarico di effettuare il pagamento ha natura di “delegatio solvendi”, senza che, pur in assenza di un espresso divieto del delegante, la banca delegata possa assumere un’autonoma obbligazione, ai sensi dell’art. 1269, primo comma, cod, civ., verso il creditore delegatario al fine di compensare i crediti dalla stessa vantati, ove l’assunzione di tale obbligo si ponga in contrasto con il rapporto di mandato ex art. 1856 cod. civ. Cass. civ., sez. , III 22 maggio 2015, n. 10545

Ove un istituto previdenziale incarichi una banca dell’emissione e della spedizione di assegni circolari a favore di creditori della prestazione pensionistica, la corretta esecuzione del mandato conferito alla banca non si esaurisce nella emissione degli assegni circolari non trasferiti, ma abbraccia anche la fase del relativo pagamento, importando l’obbligo della banca di onorare quegli assegni nei confronti dei relativi prenditori, rispondendo ciò anche al precipuo interesse del mandante di ottenere così l’effetto liberatorio nei confronti dei pensionati suoi creditori; il connesso dovere di protezione dell’altro contraente comporta, quindi, che la banca emittente non possa esimersi dall’operare con la ncessaria diligenza anche nella fase del pagamento degli assegni da essa medesima emessi per incarico dell’istituto previdenziale, restando a carico di essa mandataria l’onere della prova liberatoria. Cass. civ. sez. I 8 agosto 2003, n. 11961

La mancata contestazione dell’addebito in conto corrente delle passività derivanti dall’esecuzione di un mandato affidato alla banca non preclude al cliente di far valere successivamente, nei confronti della medesima banca mandataria, il proprio eventuale credito risarcitorio per la non diligente esecuzione di quel mandato. Cass. civ. sez. I 8 agosto 2003, n. 11961

Nell’ipotesi in cui un assegno venga presentato dal beneficiario per l’incasso non alla banca trattaria, ma ad altra banca di cui egli sia correntista, tale ultima banca risponde secondo le regole del mandato, come per ogni altro incarico ricevuto dal correntista, ed è, in particolare, soggetta all’obbligo di comunicare senza ritardo l’impossibilità di eseguire il mandato, ovvero l’esito infruttuoso di esso, non esaurendosi il mandato con l’invio dell’assegno alla banca trattaria; ne consegue che quest’ultima non ha alcun obbligo di fornire informazioni al beneficiario o giratario dell’assegno in ordine all’esito della presentazione per il pagamento, dovendo fornire comunicazioni unicamente alla banca negoziatrice che ha effettuato la presentazione del titolo. Cass. civ. sez. III 9 giugno 1998, n. 5659

L’acquisto di valuta estera svolto per un cliente da parte di una banca nell’ambito del rapporto di conto corrente, allorché non costituisce un atto autonomo e fine a sé stesso, ma rappresenta lo strumento per dar corso al pagamento di fatture, va collocato nella categoria dei servizi accessori resi dalla banca alla clientela, rientrando nell’ampia nozione di «incarichi» prevista dall’art. 1856 c.c., con conseguente applicabilità delle regole del mandato. Cass. civ. sez. I 5 maggio 1998, n. 4486

c.c. – anche per il ritardo nella comunicazione al mandante dell’esecuzione dell’incarico, a norma dell’art. 1712 c.c., nonché per omessa diligenza (art. 1710 c.c.) consistente nel non essersi attivata, anche vigilando sul sostituto, affinché l’esecuzione dell’incarico (di cui solo il sostituto è responsabile) concreti anche il corretto espletamento del mandato, cioè la realizzazione del vantaggio che con esso il mandante intendeva perseguire (nella specie, effettuazione del pagamento al beneficiario entro uno specifico termine). Cass. civ. sez. I, 17 settembre 1993, n. 9584

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