Art. 1825 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Interessi

Articolo 1825 - Codice Civile

Sulle rimesse decorrono gli interessi (1282) nella misura stabilita dal contratto o dagli usi ovvero, in mancanza, in quella legale (1284).

Articolo 1825 - Codice Civile

Sulle rimesse decorrono gli interessi (1282) nella misura stabilita dal contratto o dagli usi ovvero, in mancanza, in quella legale (1284).

Note

Massime

Le variazioni dei tassi praticati dalle aziende di credito “su piazza” spiegano effetti sugli interessi inerenti a contratto di conto corrente bancario, in relazione al rinvio che esso faccia agli usi, non anche sugli interessi inerenti a mutuo bancario “di scopo”, ove il saggio degli interessi medesimi, in quanto agevolato ed in funzione di detto scopo, si sottrae, in difetto di specifiche pattuizioni, a riallineamenti corrispondenti (o proporzionali) a quelle variazioni. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7547 del 18 giugno 1992

In tema di operazioni bancarie in conto corrente, la mancata inclusione, tra le norme richiamate dall’art. 1857 cod. civ., anche dell’art. 1825 cod. civ. (che, per l’ordinario contratto di conto corrente, dispone che sulle rimesse gli interessi decorrono nella misura stabilita dal contratto o dagli usi, ovvero, in mancanza, in quella legale) impedisce l’applicazione automatica del tasso previsto dagli usi nel caso che il contratto relativo alle operazioni bancarie in conto corrente non regoli la materia degli interessi, ma non vieta alle parti di pattuire il riferimento agli usi per la determinazione della misura degli interessi stessi. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2521 del 9 aprile 1983

La norma dettata dall’art. 1825 cod. civ., in ordine al decorso ed alla misura degli interessi sulle rimesse nel contratto di conto corrente, ha carattere speciale, e, pertanto, in difetto di espressa pattuizione, non è applicabile in rapporti di dare ed avere, conseguenti a più negozi giuridici intervenuti fra le medesime parti, che non siano regolati da una convenzione di conto corrente. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1065 del 14 febbraio 1980

Qualora sia stato concluso un contratto di conto corrente a norma degli artt. 1823 e seggi c.c., il saldo, risultante a favore di una delle parti, costituisce un credito pecuniario che, in mancanza di patto contrario, produce interessi legali corrispettivi dal giorno della chiusura del conto, senza necessità di costituzione in mora. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3807 del 23 ottobre 1976

In tema di apertura di credito in conto corrente, non è applicabile la norma dell’art. 1825 c.c., la quale pone un’eccezionale deroga a quella dell’art. 1284 c.c.; pertanto gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto, richiesto ad substantiam. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1107 del 24 marzo 1975

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