(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Agente con rappresentanza

Articolo 1752 - Codice Civile

Le disposizioni del presente capo si applicano anche nell’ipotesi in cui all’agente è conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione dei contratti (1387, 1388, 1745).

Articolo 1752 - Codice Civile

Le disposizioni del presente capo si applicano anche nell’ipotesi in cui all’agente è conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione dei contratti (1387, 1388, 1745).

Note

Massime

In tema di rappresentanza processuale dell’agente di assicurazione deve distinguersi il caso in cui non vi è conferimento di potere rappresentativo da parte della società da quello opposto. Nel primo la rappresentanza e` fondata sull’art. 1903 cod. civ. ed è limitata alle obbligazioni dipendenti dal contratto di assicurazione stipulato dall’agente; nel secondo deriva dall’atto di conferimento, ai sensi degli articoli 1744, 1752 e 1753 cod. civ.- che non è necessario menzionare espressamente, essendo sufficiente che l’agente indichi la propria qualità – e può estendersi alla riscossione dei premi anche di contratti stipulati da un altro agente, ma appartenenti allo stesso portafoglio, indipendentemente dalla circostanza che l’agente sia a gestione libera o legato all’impresa da un rapporto di subordinazione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7033 del 7 luglio 1999

L’agente che impegna la società preponente, di cui ha la rappresentanza, in atti di vendita con acquirenti fittiziamente indicati, trattenendo per sé le merci costituenti oggetto di dette vendite, resta debitore del relativo prezzo nei confronti della società, incorrendo — considerata l’assimilabilità, sul piano pratico, dell’ipotesi di nomina fittizia a quella di mancata nomina — nella stessa sorte che gli artt. 1405 e 1762, secondo comma c.c. stabiliscono (in conformità al principio generale della responsabilità di ciascuno per i propri atti) per il contraente per persona da nominare e per il mediatore che non indichino il terzo nei cui confronti il contratto avrebbe in definitiva dovuto, secondo l’affidamento dato, spiegare i suoi effetti. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 842 del 5 febbraio 1985

Poiché l’agente ha, di norma, soltanto il compito di stimolare le proposte contrattuali da parte dei clienti e trasmetterle al preponente, a cui spetta — in modo esclusivo — di accettarle o meno, egli può ricevere e trasmettere una proposta di opzione ma non anche stipulare tale contratto per il preponente, a meno che questi gli abbia eccezionalmente conferito poteri rappresentativi. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3341 del 26 luglio 1977

L’agente senza rappresentanza non ha il potere di porre nel nulla gli effetti di una vendita già conclusa, ritirando la merce difettosa senza l’autorizzazione del committente e promettendo la restituzione del prezzo. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4597 del 10 dicembre 1976

All’agente può essere conferita dal preponente anche la rappresentanza per la conclusione degli affari oggetto del contratto di agenzia (art. 1752 c.c.). In ogni caso, però, resta fermo il tratto caratteristico del contratto di agenzia: l’assoluta indipendenza, cioè, dell’esercizio professionale dell’agente, rispetto all’attività imprenditoriale del preponente, e l’assunzione, a carico dello stesso agente, del costo e dei rischi dell’esercizio medesimo, il quale si attua attraverso lo svolgimento di un’attività economica organizzata ed autonoma, la quale si sostanzia in un risultato di lavoro, posto in essere dall’agente come sopra e con il solo vincolo, verso il preponente, di stabile collaborazione.  Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 3575 del 27 ottobre 1975

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