Art. 1717 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Sostituto del mandatario

Articolo 1717 - codice civile

Il mandatario che, nell’esecuzione del mandato, sostituisce altri a se stesso, senza esservi autorizzato o senza che ciò sia necessario per la natura dell’incarico (1770, 1804), risponde dell’operato della persona sostituita (1228).
Se il mandante aveva autorizzato la sostituzione senza indicare la persona, il mandatario risponde soltanto quando è in colpa nella scelta (1710, 1856).
Il mandatario risponde delle istruzioni che ha impartite al sostituto.
Il mandante può agire direttamente contro la persona sostituita dal mandatario (1232, 1705).

Articolo 1717 - Codice Civile

Il mandatario che, nell’esecuzione del mandato, sostituisce altri a se stesso, senza esservi autorizzato o senza che ciò sia necessario per la natura dell’incarico (1770, 1804), risponde dell’operato della persona sostituita (1228).
Se il mandante aveva autorizzato la sostituzione senza indicare la persona, il mandatario risponde soltanto quando è in colpa nella scelta (1710, 1856).
Il mandatario risponde delle istruzioni che ha impartite al sostituto.
Il mandante può agire direttamente contro la persona sostituita dal mandatario (1232, 1705).

Massime

In tema di mandato, l’azione diretta del mandante nei confronti del sostituto del mandatario, di cui all’art. 1717, comma 4, c.c., è consentita in tutti casi di sostituzione previsti dai primi tre commi della medesima disposizione, e dunque anche nell’ipotesi di sostituzione non autorizzata, indebitamente operata dal mandatario nell’ambito di un mandato allo svolgimento di un incarico professionale, necessariamente caratterizzato dall’ “intuitus personae”. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1580 del 23 gennaio 2018

In tema di rappresentanza, poiché la procura è un atto conferito intuitu personae, il rappresentante non può sostituire altri a sé nell’esecuzione dell’incarico ricevuto, a meno ché tale facoltà non gli sia stata espressamente conferita; ne consegue che la legittimazione del sostituto del mandatario o del procuratore a compiere atti efficaci nella sfera giuridica del dominus richiede necessariamente un’esplicita autorizzazione da parte di quest’ultimo, senza che a diversa conclusione possa giungersi in base al disposto dell’art. 1717 c.c., il quale si limita a regolare la responsabilità del mandatario per aver sostituito altri a sé senza esserne autorizzato. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 15412 del 28 giugno 2010

Il mandato, pur essendo un contratto caratterizzato dall’elemento della fiducia, non è tuttavia basato necessariamente sull’intuitus personae per cui al mandatario non è vietato avvalersi dell’opera di un sostituto, a meno che il divieto non sia stato espressamente stabilito oppure si tratti di attività rientrante nei limiti di un incarico fiduciario affidato intuitu personae. L’articolo 1717 del c.c. prevede, difatti, tre diverse ipotesi di sostituzione del mandatario: a) sostituzione non autorizzata dal mandante o non necessaria per la natura dell’incarico, in cui il mandatario risponde dell’operato del sostituto; b) sostituzione autorizzata dal mandante senza indicazione della persona del sostituto, in cui il mandatario risponde dell’operato del sostituto solo se è dimostrata la sua colpa nella scelta di quest’ultimo; c) sostituzione autorizzata dal mandante con contemporanea indicazione del sostituto, in cui il mandatario è esonerato da responsabilità. In tutte e tre le ipotesi il mandante può agire direttamente contro la persona del sostituto. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 18512 del 25 agosto 2006

Il mandante non ha azione diretta verso il sostituto del mandatario qualora quest’ultimo abbia approvato ed accettato l’opera del sostituto giudicandola sostanzialmente conforme alle istruzioni impartite con il comportamento dovuto.

Il mandato, pur essendo un contratto caratterizzato dall’elemento della fiducia, non è, tuttavia basato necessariamente sull’ intuitus personae per cui al mandatario non è vietato avvalersi dell’opera di un sostituto, a meno che il divieto non sia stato espressamente stabilito oppure si tratti di attività rientrante nei limiti di un incarico fiduciario affidato intuitu personae. L’articolo 1717 del c.c. prevede, difatti, tre diverse ipotesi di sostituzione del mandatario: a) sostituzione non autorizzata dal mandante o non necessaria per la natura dell’incarico, in cui il mandatario risponde dell’operato del sostituto; b) sostituzione autorizzata dal mandante senza indicazione della persona del sostituto, in cui il mandatario risponde dell’operato del sostituto solo se è dimostrata la sua colpa nella scelta di quest’ultimo; c) sostituzione autorizzata dal mandante con contemporanea indicazione del sostituto, in cui il mandatario è esonerato da responsabilità. In tutte e tre le ipotesi il mandante può agire direttamente contro la persona del sostituto. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7515 del 16 luglio 1999

A norma dell’art. 1717 c.c. il mandatario che, nell’esecuzione del mandato, sostituisce altri a sé stesso, senza esservi autorizzato o senza che ciò sia necessario per la natura dell’incarico risponde dell’operato della persona sostituita e in tal caso il mandante può agire direttamente contro la persona sostituita dal mandatario. Deve escludersi, peraltro – tenute presenti la formulazione letterale della disposizione e la sua ratio – che il sostituto sia legittimato ad agire nei confronti del mandante originario. Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1642 del 25 febbraio 1999

L’azione diretta del mandante nei confronti del sostituto del mandatario, prevista dall’art. 1717, ultimo comma, c.c., si applica in tutte le ipotesi in cui l’esecuzione del mandato sia compiuta in tutto o in parte ad opera di un terzo; incaricato dal mandatario, e cioè non solo quando l’intervento del terzo sia autorizzato dal mandante o sia necessario per l’esecuzione dell’incarico, ma anche quando il terzo operi per esclusiva e non necessaria iniziativa del mandatario. (Nella specie, la S.C., alla stregua del principio suesposto, ha censurato l’impugnata sentenza, la quale aveva escluso la legittimazione e la responsabilità del Banco di Roma, in relazione all’azione di garanzia esperita dall’Inail, sul rilievo, in particolare, che, poiché il servizio di cassa di tale istituto era stato affidato al Credito Italiano, a sua volta avvalsosi dell’opera del Banco di Roma, non sussisteva alcun rapporto diretto fra questo e l’Inail). Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7430 del 20 luglio 1990

Ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 1717 c.c., il mandante può agire direttamente contro la persona sostituita (nell’esecuzione del mandato) dal mandatario non solo quando l’intervento del terzo sia stato autorizzato dal mandante o si sia reso necessario per la natura dell’incarico, ma anche nel caso in cui il sostituto abbia agito per esclusiva e non necessaria iniziativa del mandatario. Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 301 del 16 gennaio 1988

Il mandatario, anche quando si serva di altri per l’espletamento dell’incarico ricevuto, conserva la sua qualità, né essa viene acquistata dai suoi incaricati, in quanto continuano a gravare su di lui gli obblighi relativi al compimento di atti giuridici per conto del mandante, il quale è liberato, pertanto, da ogni obbligo con il pagamento, al mandatario medesimo, del compenso concordato. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2199 del 3 aprile 1980

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