Art. 1707 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Creditori del mandatario

Articolo 1707 - codice civile

I creditori del mandatario non possono far valere le loro ragioni sui beni che, in esecuzione del mandato, il mandatario ha acquistati in nome proprio (1706), purché, trattandosi di beni mobili o di crediti, il mandato risulti da scrittura avente data certa (2704) anteriore al pignoramento, ovvero trattandosi di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri (1683), sia anteriore al pignoramento la trascrizione dell’atto di ritrasferimento (2914, 2915) o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo (2652).

Articolo 1707 - Codice Civile

I creditori del mandatario non possono far valere le loro ragioni sui beni che, in esecuzione del mandato, il mandatario ha acquistati in nome proprio (1706), purché, trattandosi di beni mobili o di crediti, il mandato risulti da scrittura avente data certa (2704) anteriore al pignoramento, ovvero trattandosi di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri (1683), sia anteriore al pignoramento la trascrizione dell’atto di ritrasferimento (2914, 2915) o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo (2652).

Massime

Nella società fiduciaria, i fiducianti – dotati di una tutela di carattere reale azionabile in via diretta ed immediata nei confronti di ogni consociato – vanno identificati come gli effettivi proprietari dei beni da loro affidati alla società ed a questa strumentalmente intestati; il mandato dei fiducianti ad investire il danaro, anche quando rimetta alla discrezione professionale della società fiduciaria l’opzione tra le diverse ipotesi di investimento considerate nel mandato, è diretto a costituire patrimoni separati da quello della società stessa ed intangibili dai creditori di quest’ultima. Ne consegue che l’eventuale “mala gestio” dei beni dei fiducianti, da parte degli amministratori e dei sindaci della società, non comporta lesione all’integrità del patrimonio sociale, sicché i commissari liquidatori sono privi di legittimazione ad agire per far valere la responsabilità degli amministratori e dei sindaci nei confronti non della generalità dei creditori (per avere compromesso la funzione di generica garanzia del patrimonio sociale, ledendone l’integrità), bensì dei fiducianti, ai quali soltanto (come ai terzi danneggiati) spetta la legittimazione in ordine all’azione individuale di cui all’art. 2395 cod. civ.. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4943 del 21 maggio 1999

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