(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissione

Articolo 1433 - Codice Civile

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche al caso in cui l’errore cade sulla dichiarazione, o in cui la dichiarazione è stata inesattamente trasmessa dalla persona o dall’ufficio che ne era stato incaricato (1428, 2706).

Articolo 1433 - Codice Civile

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche al caso in cui l’errore cade sulla dichiarazione, o in cui la dichiarazione è stata inesattamente trasmessa dalla persona o dall’ufficio che ne era stato incaricato (1428, 2706).

Note

Massime

L’errore nella dichiarazione o nella sua trasmissione da parte della persona o dell’ufficio che ne è stato incaricato, regolato dagli artt. 1432 e 1433 c.c., deve essere sempre preceduto dall’interpretazione del contratto, perché quando è possibile ricostruire la comune intenzione delle parti, secondo quanto stabilito dagli art. 1362 e 1363 c.c., non è applicabile la disciplina giuridica dell’errore ostativo come vizio del consenso produttivo, in presenza delle condizioni previste dalla legge, dell’annullamento del contratto. Pertanto, quando il regolamento negoziale, così come materialmente redatto, non corrisponda, quanto alle espressioni usate, alla comune ed effettiva volontà delle parti, per erronea formulazione, redazione o trascrizione di elementi di fatto, anche se la discordanza non emerga dalla semplice lettura del testo, si deve ritenere esistente un mero errore materiale, ricostruibile con ogni mezzo di prova, indipendentemente dalla forma propria del contratto cui si riferisce. Cass. civ. sez. I 9 aprile 2008, n. 9243 

L’ipotesi in cui, per errore di trascrizione, il testo del contratto non corrisponde al comune volere delle parti – ancorché siffatta discordanza non emerga prima facie, ma sia accertabile mediante complesse e sottili indagini di carattere logico – non integra alcuna delle fattispecie dell’errore ostativo (art. 1433 c.c.) e non è riconducibile alla normativa dell’annullamento del contratto per tale vizio. In tale ipotesi, infatti, rispetto alla lettera del contratto deve prevalere la reale volontà comune dei contraenti, desumibile dal giudice del merito sulla scorta delle trattative preparatorie e di tutto il materiale probatorio acquisito. Cass. civ. sez. III 16 ottobre 1976, n. 3540

Ai fini dell’annullamento del contratto a norma dell’art. 1433 c.c. occorre una discordanza tra volere interno e manifestazione, che costituisce il presupposto per la configurabilità dell’errore ostativo. Cass. civ. sez. III 19 gennaio 1973, n. 206

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