(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Errore riconoscibile

Articolo 1431 - Codice Civile

L’errore si considera riconoscibile (1428) quando, in relazione al contenuto (1322, 1708), alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo (1176, 1428).

Articolo 1431 - Codice Civile

L’errore si considera riconoscibile (1428) quando, in relazione al contenuto (1322, 1708), alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo (1176, 1428).

Note

Massime

Nell’ipotesi di errore bilaterale, che ricorre quando esso sia comune a entrambe le parti, il contratto è annullabile a prescindere dall’esistenza del requisito della riconoscibilità, poiché in tal caso non è applicabile il principio dell’affidamento, avendo ciascuno dei contraenti dato causa all’invalidità del negozio. Cass. civ., sez. , VI 15 dicembre 2011, n. 26974

Il principio di rilevanza dell’errore in base alla sua riconoscibilità, benché espressamente dettato in riferimento all’annullamento del contratto per vizi del consenso, esprime un principio generale dell’ordinamento in materia di idoneità invalidante dell’errore. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto infondata la censura di violazione dell’art. 490 c.p.c., per inosservanza dell’obbligo di pubblicità di un atto del processo esecutivo, avendo il giudice del merito, in base a motivazione esente da censure, escluso la rilevanza dell’erronea indicazione dell’estensione del terreno staggito nell’avviso d’asta predisposto dal notaio e pubblicato per via informatica, giacché a tale pubblicazione era allegata la perizia integrale sul bene e, inoltre, era risultata esatta l’indicazione della consistenza del terreno nella pubblicità apparsa su un quotidiano, così da rendere facilmente riconoscibile l’errore materiale anzidetto). Cass. civ., sez. , III 18 luglio 2011, n. 15729

Il pagamento legittimo al lavoratore di una retribuzione superiore ai minimi previsti dal contratto collettivo indica la volontà di derogare in meglio (ai sensi dell’art. 2077, comma secondo, c.c.), tacitamente manifestata dal datore ed accettata dal lavoratore, il trattamento economico di quest’ultimo e, al riguardo, spetta al primo dedurre e provare l’invalidità di questa volontà contrattuale e non al secondo provare il titolo giustificativo della maggiorazione, il quale è insito nella causa stessa del contratto individuale di lavoro subordinato, autonomamente convenuto purché nel rispetto dei limiti dell’art. 1418 c.c. Pertanto, quando venga affermata dal datore di lavoro l’invalidità della clausola contrattuale avente ad oggetto la prestazione di detta maggiorazione retributiva per errore a lui imputabile, a tale declaratoria potrà pervenirsi solo qualora egli provi, in virtù dell’art. 1431 c.c., che l’errore era riconoscibile dal lavoratore. Cass. civ. sez. lav. 16 gennaio 2007, n. 818

In tema di annullabilità del contratto per errore, il requisito della riconoscibilità è posto dagli artt. 1431 e 1428 c.c. a tutela della buona fede dell’altro contraente, per modo che l’indagine sulla ricorrenza di detto requisito si risolve in un’indagine sulla buona fede dell’altro contraente. Pertanto il giudice del merito davanti al quale venga impugnato un contratto per errore non può limitarsi a stabilire se, con riguardo alla dichiarazione dell’errante, egli abbia realmente stipulato alla stregua di una falsa conoscenza della realtà, ma deve altresì accertare se il contraente cui è diretta la dichiarazione dell’errante avrebbe potuto, con l’uso della normale diligenza, riconoscere tale errore, con la conseguenza, in caso positivo di tale indagine, della sussistenza della riconoscibilità dell’errore, che unitamente alla sua essenzialità ne legittima la rilevanza e quindi l’annullamento del contratto. Cass. civ. sez. III 1 febbraio 1991, n. 980

In ipotesi di clausola contrattuale affetta da errore (di diritto) la mera conoscenza della stessa da parte dei contraenti non comporta di per sé la riconoscibilità di quell’errore. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale i giudici del merito, pur avendo esattamente affermato l’essenzialità di un errore di diritto in forza del quale si era data attuazione ad una clausola negoziale affetta da nullità, avevano poi omesso di indagare adeguatamente sulla riconoscibilità dell’errore stesso. Cass. civ. sez. lav. 28 marzo 1984, n. 2052

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati