(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Rapporti con i creditori

Articolo 1416 - Codice Civile

La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato (1147, 2910 ss.; 483 ss. c.p.c.).
I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti, e, nel conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito è anteriore all’atto simulato (483 c.p.c.).

Articolo 1416 - Codice Civile

La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato (1147, 2910 ss.; 483 ss. c.p.c.).
I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti, e, nel conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito è anteriore all’atto simulato (483 c.p.c.).

Note

Massime

La dichiarazione relativa al versamento del prezzo di una compravendita immobiliare, seppur contenuta nel rogito notarile, non ha valore vincolante nei confronti del creditore di una delle parti del contratto che abbia proposto azione diretta a far valere la simulazione dell’alienazione poiché questi è terzo rispetto ai soggetti contraenti. Cass. civ., sez. , II 22 ottobre 2014, n. 22454

La simulazione relativa della vendita (dissimulante un diverso contratto) a norma dell’art. 1416, primo comma c.c. non è opponibile al curatore del fallimento, la cui situazione legittimante si identifica con quella dei creditori del titolare apparente, ai quali non può essere opposta una titolarità del bene (acquisito all’attivo per effetto del pignoramento ex lege connesso alla dichiarazione di fallimento) diversa da quella apparente, salvo che la domanda giudiziale diretta a far valere la simulazione del trasferimento (in ipotesi non voluto, secondo il contratto dissimulato) non sia stata trascritta in data anteriore alla dichiarazione di fallimento. Cass. civ. sez. I 22 agosto 1997, n. 7865

La domanda di simulazione proposta da chi si dichiari legittimato in quanto creditore del simulato alienante comporta l’allegazione, come fatto di legittimazione, di uno specifico credito nonché la dimostrazione del pregiudizio che alla soddisfazione di questo può derivare dall’alienazione del bene. Cass. civ. sez. I 5 marzo 2008, n. 5961 

Con riguardo all’azione di simulazione proposta dal creditore del simulato alienante, a norma dell’art. 1416 secondo comma c.c., il pregiudizio del creditore stesso, ravvisabile in presenza di una diminuzione quantitativa o variazione qualitativa del patrimonio del debitore, che renda più incerto, difficile, o comunque oneroso il soddisfacimento, integra condizione di detta azione, e, pertanto, deve essere provato dall’istante, e va riscontrato con riferimento al momento della decisione. Cass. civ. sez. II 18 febbraio 1991, n. 1690 

Il coniuge, titolare di assegno provvisorio di mantenimento, in pendenza di causa di separazione, ancorché soddisfatto dei ratei già maturati, può impugnare per simulazione, ai sensi dell’art. 1416, secondo comma, c.c., l’atto con cui l’altro coniuge, alienando i suoi beni, renda incerto l’ulteriore versamento dell’assegno medesimo, tenendo conto che la suddetta norma trova applicazione anche a tutela di crediti non ancora scaduti ed a prescindere dall’attuale verificarsi di un danno. Cass. civ. sez. III 30 gennaio 1990, n. 644

Sussiste il pregiudizio del terzo creditore del simulato alienante, necessario per l’esperibilità dell’azione di simulazione a norma dell’art. 1416 c.c., qualora, a seguito dell’atto simulato, si verifichi una diminuzione qualitativa e quantitativa nel patrimonio del debitore, tale da rendere, in rapporto all’ammontare del credito, l’adempimento più incerto, più difficile o, comunque, più oneroso. In ordine ai suddetti momenti, la valutazione della prova – generalmente congetturale, presuntiva ed indiziaria – è rimessa al potere discrezionale del giudice del merito, insindacabile in sede di legittimità se sorretto da adeguata e congrua motivazione. Cass. civ. sez. III 17 settembre 1981, n. 5154

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