Art. 1328 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Revoca della proposta e dell'accettazione

Articolo 1328 - codice civile

La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso (782, 1329, 1887). Tuttavia, se l’accettante ne ha intrapreso in buona fede (1335, 1337, 1366, 1375) l’esecuzione prima di avere notizia della revoca, il proponente è tenuto a indennizzarlo (843, 924, 925, 1038, 1053, 2045, 2047) delle spese e delle perdite subite per l’iniziata esecuzione del contratto.
L’accettazione può essere revocata, purché la revoca giunga a conoscenza (1335) del proponente prima dell’accettazione (1326, 1329).

Articolo 1328 - Codice Civile

La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso (782, 1329, 1887). Tuttavia, se l’accettante ne ha intrapreso in buona fede (1335, 1337, 1366, 1375) l’esecuzione prima di avere notizia della revoca, il proponente è tenuto a indennizzarlo (843, 924, 925, 1038, 1053, 2045, 2047) delle spese e delle perdite subite per l’iniziata esecuzione del contratto.
L’accettazione può essere revocata, purché la revoca giunga a conoscenza (1335) del proponente prima dell’accettazione (1326, 1329).

Massime

L’art. 1328, comma 1, c.c., il quale prevede che la proposta contrattuale può essere revocata finché il contratto non sia concluso, va inteso, in correlazione con la diversa disciplina dettata per la revoca dell’accettazione dal comma 2, nonché tenendo conto del carattere recettizio di entrambi gli atti, nel senso che la revoca si perfeziona quando sia spedita all’indirizzo dell’accettante, prima che l’accettazione sia giunta a conoscenza del proponente, mentre resta irrilevante che l’accettante ne abbia notizia in un momento successivo a quello in cui l’accettazione sia giunta a conoscenza del preponente, restando tutelato l’affidamento dell’accettante, in tale evenienza, dalla previsione di un indennizzo a carico del proponente per le spese e le eventuali perdite subite per l’iniziata esecuzione del contratto. Cass. civ., sez. , II 15 aprile 2016, n. 7543

La proposta – salvo che essa sia irrevocabile ai sensi dell’art. 1329 c.c. – può essere dal proponente revocata senza bisogno di alcuna motivazione o giustificazione e senza dover attendere che sia trascorso il termine ordinariamente necessario, secondo la natura dell’affare o gli usi, perché gli pervenga l’accettazione della controparte, in quanto tale termine, previsto dal secondo comma dell’art. 1326 c.c., non concerne l’istituto della revoca ma il diverso istituto della caducazione automatica (senza cioè bisogno di alcuna revoca) della proposta. Cass. civ. sez. lav. 9 febbraio 1985, n. 1072

Il comportamento di chi, dopo aver emesso una proposta – irrevocabile o meno – dichiara di non mantenerla, non può ricevere altra configurazione che quella della revoca della proposta e non può che dar luogo alla responsabilità prevista nell’art. 1328 c.c. ovvero, se del caso, a quella conseguente all’inosservanza dell’obbligo di correttezza, sancito dall’art. 1337 c.c., nonché, ove si riveli configurabile, ad altra maggiore responsabilità per illiceità di condotta. Cass. civ. sez. I 8 marzo 1972, n. 664

Anche nell’ipotesi di negozio per il quale la legge prescrive la forma scritta ad substantiam, la revoca della proposta non è soggetta a tale forma, essendo solo indispensabile che essa sia fatta in modo tale da essere conosciuta dall’altra parte e sia emessa prima che al proponente sia giunta notizia dell’accettazione. Cass. civ. sez. I 7 febbraio 1972, n. 282

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