Art. 1311 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Rinunzia alla solidarietà

Articolo 1311 - codice civile

Il creditore che rinunzia alla solidarietà a favore di uno dei debitori conserva l’azione in solido contro gli altri (1313).
Rinunzia alla solidarietà:
1) il creditore che rilascia a uno dei debitori quietanza (1199) per la parte di lui senza alcuna riserva;
2) il creditore che ha agito giudizialmente contro uno dei debitori per la parte di lui, se questi ha aderito alla domanda, o se è stata pronunciata una sentenza di condanna.

Articolo 1311 - Codice Civile

Il creditore che rinunzia alla solidarietà a favore di uno dei debitori conserva l’azione in solido contro gli altri (1313).
Rinunzia alla solidarietà:
1) il creditore che rilascia a uno dei debitori quietanza (1199) per la parte di lui senza alcuna riserva;
2) il creditore che ha agito giudizialmente contro uno dei debitori per la parte di lui, se questi ha aderito alla domanda, o se è stata pronunciata una sentenza di condanna.

Massime

In tema di obbligazioni solidali, la circostanza che il creditore accetti da uno dei debitori il pagamento di una parte del debito complessivo, rilasciandone quietanza e non riservandosi di agire nei confronti dello stesso debitore per il residuo, integra gli estremi della rinuncia alla solidarietà disciplinata dall’artt. 1311, secondo comma, n. 1), cod. civ., con conseguente conservazione dell’azione in solido nei confronti degli altri condebitori, non rinvenendosi nella specie gli estremi per l’applicazione della remissione del debito liberatoria per gli altri coobbligati, disciplinata dall’art. 1301, primo comma, cod. civ., giacché l’effetto della rinuncia è solo quello di ridurre l’importo del debito residuo verso quell’obbligato e non di abdicare al diritto di esigere dagli altri coobbligati il pagamento di quanto ancora dovuto. Cass. civ., sez. , III 27 gennaio 2015, n. 1453 

In ipotesi di responsabilità solidale, il fatto che il creditore accetti puramente e semplicemente da uno dei debitori il pagamento di una parte del debito complessivo, ancorché corrispondente alle quote interne gravanti sul debitore medesimo, non è sufficiente ad integrare gli estremi della rinuncia alla solidarietà (la cui presunzione si realizza soltanto qualora il creditore stesso rilasci quietanza al debitore per la sua parte e senza riserve per il credito residuo), trattandosi solo di un pagamento parziale del debito che, nella sua complessiva entità, ricade, nei rapporti esterni, sul condebitore in solido e che il creditore può accettare, ove non ritenga di rifiutarlo. Cass. civ. sez. I 12 luglio 2001, n. 9424

Nel caso di rinuncia alla solidarietà a favore di taluno dei condebitori, mentre nei rapporti esterni con il creditore il beneficiario della rinuncia rimane tenuto al pagamento soltanto della sua quota, per altro verso lo stesso creditore conserva l’azione in solido contro gli altri debitori, non destinatari della rinuncia, per l’intero suo credito, compresa, perciò, la quota del beneficiario ex art. 1311 c.c. Il creditore che rinuncia alla solidarietà a favore di taluno dei condebitori non può, infatti, mutare la qualificazione della natura dell’obbligazione, la quale, se dipende da un medesimo titolo, non può atteggiarsi consolidale soltanto nei confronti di alcuni e non di tutti i coobbligati. Rafforza ulteriormente tale conclusione la norma di cui all’art. 1313 c.c., che specifica la regola generale dell’art. 1299, secondo comma, c.c. e che è applicabile sia ai rapporti interni di regresso tra i condebitori, sia a quelli esterni: Quanto ai rapporti interni, essa comporta che il condebitore solidale che ha pagato per l’intero e non riesce ad ottenere la quota di un condebitore insolvente, ha regresso verso il beneficiario della rinuncia sia dalla parte proporzionale della quota dell’insolvente sia dell’intera quota propria dello stesso beneficiario. Cass. civ. sez. III 28 marzo 2001, n. 4507

Il creditore che rinunzia alla solidarietà a favore di uno dei debitori, conserva l’azione in solido contro gli altri, dai quali può pretendere il pagamento dell’intero debito; la presunzione di rinunzia alla solidarietà di cui all’art. 1311 comma primo c.c., pertanto, opera solo nei confronti del debitore cui sia stata rilasciata quietanza per la parte di lui senza alcuna riserva. Cass. civ. sez. III 5 marzo 1997, n. 1934

Il giudice al quale sia stata richiesta la condanna di più convenuti, pro quota, al pagamento di una obbligazione solidale non può, per le combinate norme di diritto sostanziale e processuale dettate rispettivamente dall’art. 1311 codice civile e 112 codice di procedura civile, pronunciare condanna dei convenuti medesimi in solido e per l’intero. Cass. civ. sez. II 2 maggio 1996, n. 4018

Nel caso di scontro tra veicoli, la proposizione dell’azione giudiziaria, per il conseguimento dell’intero risarcimento, da parte del terzo trasportato di uno dei mezzi, soltanto nei confronti del conducente dell’altro mezzo, non implica rinuncia tacita alla solidarietà, gravante su entrambi i conducenti, riconosciuti corresponsabili dello scontro, non ricorrendo nessuna delle ipotesi previste dall’art. 1311 c.c. (secondo le quali la presunzione di rinuncia alla solidarietà si verifica soltanto se il creditore rilasci quietanza «per la parte di lui», senza riserve per il credito residuo, ovvero se ha agito giudizialmente pro quota, con l’adesione del debitore convenuto), con la conseguenza che il conducente che ha risarcito il danneggiato ha regresso nei riguardi dell’altro conducente nella misura del corrispondente grado di colpa. Cass. civ. sez. III 17 maggio 1990, n. 4280

Istituti giuridici

Novità giuridiche