Art. 1230 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262 - Aggiornato alla legge 26 novembre 2021, n. 206)

Novazione oggettiva

Articolo 1230 - codice civile

L’obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione originaria una nuova obbligazione con oggetto o titolo (1173) diverso (1246, 1256, 1300, 1325).
La volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco (1268, 1272, 1273, 1937; 66 l. camb.; 58 l. ass.).

Articolo 1230 - Codice Civile

L’obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione originaria una nuova obbligazione con oggetto o titolo (1173) diverso (1246, 1256, 1300, 1325).
La volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco (1268, 1272, 1273, 1937; 66 l. camb.; 58 l. ass.).

Massime

La novazione oggettiva del rapporto obbligatorio postula il mutamento dell’oggetto o del titolo della prestazione, ai sensi dell’art. 1230 c.c. non è ricollegabile alle mere modificazioni accessorie di cui all’art. 1231 c.c. e deve essere connotata non solo dall’”aliquid novi”, ma anche dall”animus novandi” (inteso come manifestazione inequivoca dell’intento novativo) e dalla “causa novandi” (intesa come interesse comune delle parti all’effetto novativo); l’accertamento di tali tre elementi (volontà, causa ed oggetto del negozio) compiuto dal giudice di merito è incensurabile in cassazione, se adeguatamente motivato. Cass. civ. sez. lav. 29 ottobre 2018, n. 27390

Poiché la novazione oggettiva si configura come un contratto estintivo e costitutivo di obbligazioni, caratterizzato dalla volontà di far sorgere un nuovo rapporto obbligatorio in sostituzione di quello precedente con nuove ed autonome situazioni giuridiche, di tale contratto sono elementi essenziali, oltre ai soggetti e alla causa, l’”animus novandi”, consistente nella inequivoca, comune intenzione di entrambe le parti di estinguere l’originaria obbligazione, sostituendola con una nuova, e l’”aliquid novi”, inteso come mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione o del titolo del rapporto. L’esistenza di tali specifici elementi deve essere in concreto verificata dal giudice del merito, con un accertamento di fatto che si sottrae al sindacato di legittimità solamente se è conforme alle disposizioni contenute negli artt. 1230, commi primo e secondo, e 1231 c.c. e se risulta congruamente motivato. Cass. civ. sez. lav. 11 ottobre 2012, n. 17328

La novazione non forma oggetto di un’eccezione in senso proprio, come si deduce dalla nozione e dalla disciplina quali delineate negli artt. 1230 -1235 c.c. poste a raffronto con l’espressa previsione della non rilevabilità d’ufficio della compensazione (art. 1242 c.c.), e quindi il giudice può rilevare d’ufficio il fatto corrispondente, ove ritualmente introdotto nel processo. Cass. civ. sez. lav. 8 aprile 2009, n. 8527

L’atto con il quale le parti convengono una modificazione accessoria di una precedente obbligazione, pur non costituendo una novazione e non comportando, dunque, l’estinzione dell’obbligazione originaria, ha, in ogni caso, natura contrattuale ed è soggetto, quindi, alle regole che fine prevedono l’annullabilità, con la conseguenza che, ove tale annullabilità sia stata eccepita soltanto riguardo all’atto negoziale modificativo e siffatta eccezione sia fondata, le obbligazioni nascenti dal contratto restano quelle antecenti alla modificazione. Cass. civ. sez. III, 24 ottobre 2007, n. 22339

Perché possa verificarsi novazione oggettiva di una precedente obbligazione occorre che vi sia un mutamento sostanziale dell’obbligazione e, cioè, che con la seconda obbligazione siano apportati alla prima cambiamenti riguardanti l’oggetto della prestazione o la natura giuridica dell’obbligazione che trasformino questa in una nuova obbligazione incompatibile con la prima. Consegue che non sussiste novazione nel caso in cui in un contratto di vendita vi sia la semplice modificazione del prezzo, fermi restando gli altri elementi. Cass. civ. sez. II, 12 settembre 2000, n. 12039

L’animus novandi, che dev’essere comune ad entrambe le parti e rappresenta la volontà di estinguere l’obbligazione precedente, costituisce elemento essenziale della novazione, che rispecchia lo specifico intento negoziale dei contraenti e dev’essere in concreto provato. Cass. civ. sez. II, 12 settembre 2000, n. 12039

La novazione quale modo di estinzione dell’obbligazione diverso dall’adempimento implica la imprescindibile necessità che all’accordo novativo intervengano tutti i soggetti del rapporto che si intende modificare, non potendo alcuna modificazione verificarsi senza il concorso dell’animus novandi degli autori del negozio originario. Cass. civ. sez. II, 19 aprile 1995, n. 4363

La novazione oggettiva, quale modo di estinzione dell’obbligazione diverso dall’adempimento, oltre a presupporre l’esistenza di un’obbligazione inadempiuta o adempiuta solo in parte, è caratterizzata dalla stretta connessione tra l’elemento oggettivo (diversità dell’oggetto o del titolo dell’obbligazione) e quello subiettivo o animus novandi (volontà risultante in modo non equivoco di estinguere la precedente obbligazione). Pertanto, per stabilire l’esistenza della novazione, l’animus novandi non può desumersi puramente e semplicemente da un comportamento negativo (mancata protesta) od anche dall’adesione ad una diversa proposta contrattuale (nella specie: per fornitura di merce a prezzo diverso e maggiore rispetto a quello fissato in un precedente contratto parzialmente inadempiuto), ma dall’inequivoca manifestazione della comune intenzione di estinguere l’originaria obbligazione sostituendola con una nuova. Cass. civ. sez. II, 6 agosto 1983, n. 5274

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