Art. 1188 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Destinatario del pagamento

Articolo 1188 - Codice Civile

Il pagamento deve essere fatto al creditore (1000, 1189, 1190) o al suo rappresentante (1387 ss.), ovvero alla persona indicata dal creditore (1269, 1744, 1777) o autorizzata dalla legge o dal giudice a riceverlo (1208, 2726, 2883).
Il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore, se il creditore lo ratifica (1399) o se ne ha approfittato (1190, 1444).

Articolo 1188 - Codice Civile

Il pagamento deve essere fatto al creditore (1000, 1189, 1190) o al suo rappresentante (1387 ss.), ovvero alla persona indicata dal creditore (1269, 1744, 1777) o autorizzata dalla legge o dal giudice a riceverlo (1208, 2726, 2883).
Il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore, se il creditore lo ratifica (1399) o se ne ha approfittato (1190, 1444).

Note

Massime

L’art. 1188, secondo comma, c.c. secondo cui il debitore che ha pagato al non legittimato a ricevere è liberato qualora il creditore abbia nondimeno approfittato del pagamento, comporta per il debitore, che si affermi liberato, l’onere di provare l’approttamento del creditore. Pertanto, il datore di lavoro che abbia versato all’INPS una parte della retribuzione dovuta al lavoratore onde rendere possibile all’Istituto di recuperare una pensione indebitamente pagata, e si affermi così liberato dall’obbligo retributivo, ha l’onere di provare che il lavoratore ha approfittato di quel versamento ossia ha evitato l’azione di ripetizione della pensione ossia, ancora, che sussistono tutti i presupposti stabiliti dalla legislazione speciale per la ripetizione dell’indebito previdenziale. Cass. civ. sez. lav. 5 giugno 2007, n. 13113

Il pagamento delle obbligazioni per somma di denaro che devono essere adempiute al domicilio del debitore, ove effettuabile in banca, si perfeziona, con la liberazione dell’obbligato, solo allorché la rimessa entri materialmente nella disponibilità dell’avente diritto e non anche quando (e per il solo fatto che) il debitore abbia inoltrato alla propria banca l’ordine di bonifico e questa abbia pur dichiarato di avervi dato corso. Cass. civ. sez. I, 10 gennaio 2003, n. 149

L’incaricato a ricevere il pagamento, di cui al primo comma dell’art. 1189 (Recte: 1188 N.d.R.) c.c. è persona diversa sia dal rappresentante che dal mandatario del creditore, trattandosi di soggetto cui viene conferito esclusivamente il (limitato) potere di ricevere la prestazione ed i relativi atti a questa inscindibilmente connessi, così che quello scaturente dalla indicazione operata dal creditore non può ritenersi un potere rappresentativo in senso tecnico. Cass. civ. sez. III, 23 giugno 1997, n. 5579

Il mandato a riscuotere un credito, ancorché conferito pure nell’interesse del mandatario, creditore del mandante (cosiddetto mandato in rem propriam), non priva il mandante della titolarità del credito e del diritto di esigerlo, di modo che il debitore può pagare, con effetti liberatori, sia al mandatario, che al mandante, nonostante la conoscenza del mandato. Fine consegue, in caso di pagamento al mandante, che il mandatario non può chiedere un nuovo adempimento in suo favore, salvo che alleghi e provi un diverso impegno assunto dal debitore direttamente nei suoi confronti. Cass. civ. sez. I, 20 giugno 1991, n. 6972

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