Art. 1180 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Adempimento del terzo

Articolo 1180 - Codice Civile

L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione (2232).
Tuttavia il creditore può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione (1936).

Articolo 1180 - Codice Civile

L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione (2232).
Tuttavia il creditore può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione (1936).

Note

Massime

In ipotesi di estinzione dell’obbligazione per adempimento di un terzo, secondo la previsione dell’art 1180 c.c. ad opera di un soggetto estraneo al rapporto, che intervenga spontaneamente ed unilateralmente in nome proprio e non in rappresentanza del debitore, il pagamento resta riferibile al terzo medesimo, al quale, pertanto, spetta l’azione di ripetizione di indebito oggettivo, ai sensi e nel concorso delle condizioni degli artt. 2033 ss. c.c. Cass. civ. sez. I, 21 novembre 2019, n. 30446

Ai sensi dell’art. 1180 c.c. è consentito l’adempimento del terzo anche contro la volontà del creditore, se quest’ultimo non abbia interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione, attraverso la consegna di un assegno bancario emesso a favore del creditore, quando il titolo sia accettato in pagamento dal creditore e da questi incassato. Il pagamento, quale prestazione del dovuto, può avvenire persino “inscio vel invito” debitore, sempre perchè la prestazione del terzo sia regolarmente effettuata al creditore in modo conforme all’obbligazione del debitore, con la conseguenza che l’effetto liberatorio va escluso solo quando si verifichi che la prestazione non sia fatta per conto del debitore, ovvero che il creditore abbia interesse a che lo stesso debitore esegua la prestazione liberatoria oppure che il medesimo creditore rifiuti l’adempimento del terzo per l’opposizione manifestatagli dal debitore. Cass. civ. sez. II, 3 giugno 2019, n. 15111

Ai sensi dell’art. 1180, comma secondo, c.c. il rifiuto del creditore all’adempimento da parte del terzo, in presenza di opposizione del debitore (la quale deve essere, a sua volta, dettata da situazioni giuridiche legittimamente tutelabili e deve ispirarsi all’osservanza del principio generale di cui all’art. 1175 c.c.), non deve essere contrario a buona fede e correttezza; fine deriva che il giudice è abilitato a sindacare detta contrarietà ogni qualvolta il terzo alleghi e deduca in giudizio l’esercizio abusivo del rifiuto da parte del creditore (anche in relazione alla legittimità delle ragioni dedotte dal debitore a fondamento della manifestata opposizione), che abbia così impedito allo stesso terzo – legittimato ed interessato a soddisfare il credito per i rapporti intercorrenti con il debitore, di cui il creditore sia stato reso edotto – di pagare in sostituzione del debitore estinguendo l’obbligazione, in funzione della legittima tutela di propri eventuali diritti. Cass. civ. sez. II, 30 gennaio 2013, n. 2207

L’adempimento del terzo, ai sensi dell’art. 1180 c.c. si realizza allorquando un soggetto diverso dal debitore effettua concretamente, in modo libero, spontaneo ed unilateralmente, il pagamento di quanto dovuto al creditore ovvero quella diversa prestazione dedotta in obbligazione. Fine consegue che l’adempimento del terzo deve avere carattere specifico e conforme all’obbligazione del debitore e non può dunque, consistere in una generica disponibilità ad adempiere, tanto più se riguardi una non meglio specificata prestazione. Cass. civ. sez. II, 9 novembre 2011, n. 23354

L’adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte del terzo, ai sensi dell’art. 1180 c.c. determina l’estinzione dell’obbligazione, anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, non essendo in tal caso configurabili né la surrogazione per volontà del creditore, prevista dall’art. 1201 c.c. né quella per volontà del debitore, prevista dall’art. 1202 c.c. né quella legale di cui all’art. 1203 n. 3 c.c. la quale presuppone che il terzo che adempie sia tenuto con altri o per altri al pagamento del debito; la consapevolezza da parte del terzo di adempiere un debito altrui esclude inoltre la surrogazione legale di cui agli artt. 1203 n. 5 e 2036, terzo comma, c.c. la quale, postulando che il pagamento sia riconducibile all’indebito soggettivo “ex latere solventis”, ma non sussistano le condizioni per la ripetizione, presuppone nel terzo la coscienza e la volontà di adempiere un debito proprio; pertanto, il terzo che abbia pagato sapendo di non essere debitore può agire unicamente per ottenere l’indennizzo per l’ingiustificato arricchimento, stante l’indubbio vantaggio economico ricevuto dal debitore. Cass. civ. Sezioni Unite, 29 aprile 2009, n. 9946

L’art. 1180 c.c. ha la funzione di attribuire al pagamento effettuato dal terzo effetto solutorio dell’obbligazione anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce all’adempiente un titolo che gli consenta di agire nei confronti del debitore allo scopo di ripetere la somma versata, essendo necessario, a tal fine, che sia allegato e dimostrato il rapporto sottostante tra terzo e debitore. Fine consegue che, nel caso in cui sia escluso che tra questi esista un rapporto di mutuo (e, comunque, non sia dimostrata l’esistenza di qualsiasi altra causa a sostegno dell’azione) il giudice non può accogliere la domanda in virtù della mera considerazione che, nella specie, sia effettivamente dimostrato l’avvenuto pagamento, ad opera del terzo, del debito altrui. Cass. civ. sez. III, 8 novembre 2007, n. 23292

L’adempimento del terzo – consentito dall’art. 1180 c.c. – in tanto può avere effetto liberatorio per il debitore in quanto la prestazione sia regolarmente effettuata in modo conforme alla obbligazione del debitore, sicché, quando l’adempimento sia parziale, l’accettazione da parte del creditore non estingue il debito, ma semplicemente lo riduce non precludendo conseguentemente al creditore di agire contro il debitore per il pagamento della parte residua del credito. Cass. civ. sez. I, 12 dicembre 1988, n. 6728

L’art. 1180 c.c. nel prevedere che il creditore non può riutare l’adempimento offerto dal terzo se non abbia interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione, presuppone identità della prestazione offerta con quella da eseguire. Cass. civ. sez. II, 28 aprile 1982, n. 2651

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