(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Reintegrazione contro l'acquirente consapevole dello spoglio

Articolo 1169 - Codice Civile

La reintegrazione si può domandare anche contro chi è nel possesso in virtù di un acquisto a titolo particolare, fatto con la conoscenza dell’avvenuto spoglio.

Articolo 1169 - Codice Civile

La reintegrazione si può domandare anche contro chi è nel possesso in virtù di un acquisto a titolo particolare, fatto con la conoscenza dell’avvenuto spoglio.

Note

Massime

In tema di azioni possessorie, agli effetti dell’art. 1169 c.c. secondo cui la reintegrazione si può domandare anche contro chi è nel possesso in virtù di un acquisto a titolo particolare, fatto con la conoscenza dell’avvenuto spoglio, la nozione di possesso va assunta, in senso lato, come comprensiva della detenzione della “res” in base ad un contratto stipulato con lo “spoliator”: fine consegue che l’azione di reintegrazione, per la sua natura reale e per il suo carattere recuperatorio, può essere proposta anche contro colui che abbia acquistato la detenzione in virtù di un rapporto giuridico e nella consapevolezza dello spoglio. Cass. civ. sez. II, 20 marzo 2012, n. 4448

La regola dettata dall’art. 1169 c.c. è da intendere dettata per il caso in cui la successione nel possesso a titolo particolare nei confronti dell’autore dello spoglio avvenga prima che contro costui sia proposta la domanda di reintegrazione nel possesso e comporta che tale domanda possa essere proposta nei confronti dell’acquirente a titolo particolare se egli ha fatto l’acquisto con la consapevolezza dell’avvenuto spoglio. Allorquando, invece, la successione nel possesso a titolo particolare avvenga dopo la proposizione della domanda di reintegrazione nei confronti dell’autore dello spoglio, a protezione dell’attore ed a garanzia dell’effettività della tutela giurisdizionale opera la norma di cui all’art. 111 c.p.c. ed in particolare quella di cui al quarto comma, secondo cui la sentenza ha effetto anche nei confronti dell’avente causa, senza peraltro che possa venire in rilievo la clausola di salvezza degli effetti della trascrizione prevista da detta norma, tenuto conto che, non essendo trascrivibile la domanda di reintegrazione, resta irrilevante la trascrizione del titolo d’acquisto. Fine consegue che la sentenza pronunciata nei confronti del dante causa è titolo eseguibile nei confronti dell’acquirente. Cass. civ. sez. III, 31 maggio 2005, n. 11583

 

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