(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Vizi del possesso

Articolo 1163 - Codice Civile

Il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l’usucapione se non dal momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata (1170).

Articolo 1163 - Codice Civile

Il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giova per l’usucapione se non dal momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata (1170).

Note

Massime

 Ai fini dell’usucapione, il requisito della non clandestinità va riferito non agli espedienti che il possessore potrebbe attuare per apparire proprietario, ma al fatto che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile a tutti o almeno ad un’apprezzabile ed indistinta generalità di soggetti e non solo dal precedente possessore o da una limitata cerchia di persone che abbiano la possibilità di conoscere la situazione di fatto soltanto grazie al proprio particolare rapporto con quest’ultimo. (omissis). Cass. civ. sez. II, 23 luglio 2013, n. 17881

A norma dell’art. 1163 c.c. il possesso è acquistato in modo violento – e, perciò inutile ai fini dell’usucapione, se non dal momento in cui la violenza è cessata – qualora l’impossessamento sia avvenuto con l’esercizio di una violenza sica o morale, sicché la legittimità del possesso può aversi anche se esso non abbia tratto origine da una consegna proveniente dal titolare del diritto. Ne consegue che, ove la P.A. abbia occupato “sine titulo” una particella di terreno al di fuori delle regole del procedimento ablatorio, ciò non implica che il possesso debba ritenersi solo per questo acquistato con violenza, così come va escluso che tale violenza possa identicarsi con la trasformazione del bene successivamente alla sua apprensione. Cass. civ. sez. II, 3 febbraio 2012, n. 1672

Nel caso di beni immobili acquistati dallo Stato, ex art. 586 c.c. a titolo di eredità, la mancata conoscenza da parte dell’Amministrazione dell’intervenuto acquisto non impedisce, ai sensi dell’art. 1163 c.c. nel testo (applicabile “ratione temporis”) anteriore alla modica di cui all’art. 1, comma 260, della L. n. 296 del 2006, il decorso del termine utile per l’usucapione del diritto da parte del terzo, dovendo escludersi in tal caso la natura clandestina del possesso continuato per venti anni ed esercitato pubblicamente e pacificamente. Cass. civ. sez. II, 26 gennaio 2010, n. 1549,

Ai sensi dell’art. 1163 c.c. la violenza, quale elemento escludente l’esistenza di un possesso utile ai fini dell’usucapione, deve verificarsi al momento dell’acquisto del possesso, per cui la sopravvenienza di tale elemento non incide sull’inizio del termine per usucapione. Cass. civ. sez. II, 15 marzo 1982, n. 1682

 

 

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