Art. 1159 bis – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale

Articolo 1159 bis - Codice Civile

La proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge si acquista in virtù del possesso continuato per quindici anni.
Colui che acquista in buona fede (1144) da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia debitamente trascritto (2643), un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie l’usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.
La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai fondi rustici con annessi fabbricati, situati in comuni non classificati montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale.

Articolo 1159 bis - Codice Civile

La proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge si acquista in virtù del possesso continuato per quindici anni.
Colui che acquista in buona fede (1144) da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia debitamente trascritto (2643), un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie l’usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.
La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai fondi rustici con annessi fabbricati, situati in comuni non classificati montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale.

Note

Massime

Per l’applicazione dell’usucapione speciale di cui all’art. 1159 bis c.c. – introdotta dalla l. 346 del 1976 con la finalità di incoraggiare lo sviluppo e salvaguardare il lavoro agricolo -non è sufficiente che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso, quanto meno all’atto dell’inizio della “possessio ad usucapionem”, sia destinato in concreto all’attività agraria, atteso che tale usucapione può avere ad oggetto soltanto un fondo rustico inteso come entità agricola ben individuata ed organizzata, che sia destinata ed ordinata a una propria vicenda produttiva. Ne consegue che l’art. 1159 bis c.c. non é applicabile, né in via analogica, trattandosi di norma eccezionale rispetto a quella di cui all’art. 1158 c.c. né in base ad un’interpretazione estensiva, tenuto conto delle finalità perseguite dal legislatore, qualora il possesso protratto venga dedotto ai fini dell’acquisizione di limitate superfici, ancorché facenti parti di maggiori fondi coltivati o coltivabili siti in zone montane, che non siano di per sé idonee a costituire un’autonoma unità produttiva. Cass. civ. sez. II, 28 agosto 2017, n. 20451

In tema di usucapione speciale per la piccola proprietà rurale, la destinazione urbanistica del bene costituisce elemento rilevante per la qualificazione del fondo come rustico, poiché, ove il fondo sia destinato ad insediamenti e attività diversi da quelli agricoli, viene meno lo scopo stesso della disposizione di cui all’art. 1159 bis cod. civ. volto ad incoraggiare e salvaguardare il lavoro rurale. Cass. civ. sez. VI-II, 22 ottobre 2014, n. 22476

In tema di usucapione speciale per la piccola proprietà rurale, l’art. 1159 bis c.c. richiede, che il fondo rustico ricada in un comune classificato montano, non che esso ricada nella zona montana del comune classicato montano. Ne consegue che, qualora il comune presenti le caratteristiche altimetriche previste dalla legge per essere classificato montano (almeno l’80 per cento della superficie al di sopra dei 600 metri di altitudine sul livello del mare o dislivello tra la quota altimetrica inferiore e quella superiore del territorio comunale non minore di 600 metri), il fondo incluso nel territorio comunale può essere usucapito ai sensi dell’art. 1159-bis c.c. ancorché si trovi nel livello inferiore del territorio medesimo. Cass. civ. sez. II, 5 luglio 2012, n. 11312

In base alle modiche apportate alla legge n. 346 del 1976 dalla legge n. 97 del 1994 la disposizione di cui all’art. 1159 bis c.c. si applica anche ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in territori non classicati montani, quando il loro reddito dominicale iscritto in catasto non supera complessivamente le lire trecentocinquantamila. Cass. civ. sez. II, 22 giugno 2006, n. 14414

La disciplina dettata dell’art. 1159 bis c.c. relativa all’usucapione speciale per la piccola proprietà rurale è applicabile soltanto per l’acquisto a titolo originario del diritto di proprietà, non contemplando la norma in questione la servitù o altri diritti reali. Cass. civ. sez. II, 26 gennaio 2000, n. 867

Ai fini del compimento del periodo di quindici anni, necessario per l’usucapione speciale di cui all’art. 1159 bis c.c. introdotto dalla L. 10 maggio 1976, n. 346, mentre non può tenersi conto del possesso del fondo rustico di durata pari al periodo suddetto, ma interrottosi prima dell’entrata in vigore di tale legge, è invece invocabile sia tale possesso, quando non sia seguita interruzione, sia quello quindicennale iniziatosi prima del detto momento e conclusosi dopo, senza che in contrario rilevi il disposto dell’art. 252 att. c.p.c. alla cui applicabilità ostano la ratio ed il contesto normativo della citata L. n. 346 del 1976, indicativi dell’intento del legislatore di sottrarla ai temperamenti derivanti dalla norma codicata. Cass. civ. Sezioni Unite, 27 ottobre 1993, n. 10690

L’usucapione speciale disciplinata dall’art. 1159 bis c.c. ha ad oggetto tutti i fondi rustici, ancorché privi di annessi fabbricati – e non già soltanto quelli sui quali insistano manufatti del genere – ed è insensibile, una volta decorso il lasso di tempo per essa necessario, a mutamenti di destinazione (da agricola ad edilizia) del terreno, successivi a tale decorso, anche se anteriori alla dichiarazione giudiziale dell’intervenuta usucapione. Cass. civ. Sezioni Unite, 18 ottobre 1993, n. 10301

Anche con riguardo all’usucapione speciale di cui alla legge n. 346/1976 la prova del possesso, per tutto il quindicennio richiesto dalla legge, deve essere fornita dalla parte che chiede il riconoscimento, in suo favore, della fattispecie acquisitiva, anche se in via di eccezione riconvenzionale. A tal ne non può ritenersi sufficiente la prova del possesso intermedio, in mancanza di riscontri idonei a dimostrare la retroazione della signoria di fatto sul fondo n dal momento inizialmente necessario per l’acquisto della proprietà ad usucapionem. Cass. civ. sez. II, 28 agosto 2007, n. 18136

Nello speciale procedimento disciplinato dall’art. 3 della l. n. 346 del 1976 (usucapione speciale per la piccola proprietà rurale), il decreto pretorile di accertamento della proprietà, emesso in assenza di qualsiasi contraddittorio, non ha valore di sentenza e non è quindi suscettibile di passaggio in giudicato in ordine alla titolarità del diritto di proprietà con esso riconosciuto in pregiudizio delle situaziofini giuridiche effettive di coloro che siano rimasti estranei al procedimento e che agiscono in giudizio contro il beneficiario del provvedimento pretorile per far valere i loro pretesi diritti reali sui befini oggetto del provvedimento, in cofinitto con la situazione in questo riconosciuta e che, pertanto, nell’ambito di un giudizio contenzioso, possono chiedere la disapplicazione del decreto di riconoscimento ovvero proporre in via principale o incidentale un’ordinaria azione di nullità del provvedimento stesso. Cass. civ. sez. II, 23 ottobre 2018, n. 26759

In tema di usucapione speciale, il decreto di riconoscimento della proprietà rurale, di cui alla l. n. 346 del 1976, non ha valore di sentenza e, quindi, è inidoneo a passare in cosa giudicata, conferendo soltanto una presunzione di appartenenza del bene a favore del suo beneficiario no a quando, a seguito dell’opposizione di cui all’art. 3 della citata legge, non sia emessa pronuncia di accertamento della proprietà. Ne consegue che, pur in difetto di opposizione, non è precluso al proprietario del bene di far accertare il proprio diritto dominicale in un giudizio ordinario, onde ottenere una statuizione che abbia idoneità a passare in giudicato ed a divenire, dunque, incontrovertibile. Cass. civ. sez. II, 18 ottobre 2016, n. 21016

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