Art. 1153 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Effetti dell'acquisto del possesso

Articolo 1153 - Codice Civile

Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso (1994, 2920), purché sia in buona fede (1147) al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà (1161, 1192, 1599).
La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell’acquirente.
Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto (978), di uso (1021) e di pegno (2784, 2913).

Articolo 1153 - Codice Civile

Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso (1994, 2920), purché sia in buona fede (1147) al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà (1161, 1192, 1599).
La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell’acquirente.
Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto (978), di uso (1021) e di pegno (2784, 2913).

Note

Massime

La buona fede che rileva, ex art. 1153 c.c. ai fini dell’acquisto della proprietà di beni mobili “a non domino”, corrisponde a quella di cui all’art. 1147 c.c. sicché, ai sensi del comma 2 di quest’ultima norma, essa non è invocabile da chi compie l’acquisto ignorando di ledere l’altrui diritto per colpa grave, che ricorre quando quell’ignoranza sia dipesa dall’omesso impiego, da parte dell’acquirente, di quel minimo di diligenza, proprio anche delle persone scarsamente avvedute, che gli avrebbe permesso di percepire l’idoneità dell’acquisto a determinare la lesione dell’altrui diritto, poiché “non intelligere quod omnes intellegunt” costituisce un errore inescusabile, incompatibile con il concetto stesso di buona fede. (omissis). Cass. civ. sez. II, 20 gennaio 2017, n. 1593

L’applicazione della regola “possesso vale titolo” nell’ambito degli acquisti “a non domino” è estensibile anche ai beni mobili suscettibili di iscrizione nei pubblici registri qualora la situazione possessoria si sia verificata prima della registrazione; essa, tuttavia, può essere dichiarata solo su specifica richiesta della parte che la invoca, previo accertamento da parte del giudice di merito della sussistenza, in concreto, di tutte le condizioni richieste dalla legge, vale a dire la presenza di un titolo idoneo al trasferimento della proprietà, l’avvenuta consegna del bene e la buona fede dell’acquirente. Cass. civ. sez. II, 25 luglio 2011, n. 16235

Un bene mobile (nella specie, autovettura) che, pur dovendosi iscrivere nei pubblici registri, non sia stato ancora iscritto, ai sensi dell’art. 815 c.c. è oggetto di acquisto da parte del possessore di buona fede secondo le modalità di cui all’art. 1153 c.c. senza che la mancanza dei documenti necessari alla sua utilizzazione possa influire sulla buona fede dell’acquirente; tali documenti che, essendo preordinati a consentire l’utilizzazione ordinaria del bene (nella specie, documenti di circolazione), si pongono, rispetto a quest’ultimo, in rapporto di complementarietà funzionale, costituendone, per l’effetto, pertinenze che, ai sensi dell’art. 818 c.c. vengono ipso facto acquistate dal proprietario della cosa principale. Cass. civ. sez. III, 11 novembre 2002, n. 15810

Il particolare modo di acquisto della proprietà di beni mobili regolato dall’art. 1153, primo comma, c.c. richiede, per la sua operatività, il requisito della consegna materiale della cosa stessa, la quale deve realizzare, oltre che il venir meno nell’alienante dell’animus possidendi e del corpus possessionis, la corrispondente situazione di possesso reale da parte dell’acquirente, il quale ultimo deve ottenere una disponibilità di fatto del bene non condizionata dalla volontà del tradens. Tuttavia la consegna materiale, se deve provenire dall’alienante, non comporta anche la necessità del contatto fisico e diretto dell’acquirente con la cosa mobile, poiché ciò che viene in rilievo è il fatto che l’acquirente, ad esclusione di altri, sia posto in grado di esercitare sul bene i poteri di controllo e vigilanza, che costituiscono il contenuto proprio del possesso uti dominus trasmessogli dal suo dante causa a titolo particolare, per cui la consegna ben può essere effettuata ad un rappresentante, ad un incaricato ovvero ad un adiectus solutionis causa del compratore. Cass. civ. sez. III, 5 agosto 2002, n. 11719

La buona fede rilevante, ai sensi dell’art. 1153 c.c. per l’acquisto della proprietà di beni immobili da parte dell’acquirente a non domino, deve ricorrere solo nel momento dell’acquisto (mala fides superveniens non nocet) ed, essendo presunta iuris tantum, può essere vinta anche con illazioni, purché gravi, precise e concordanti, desunte da elementi di fatto coevi o precedenti all’acquisto. Cass. civ. sez. II, 24 giugno 1995, n. 7202

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