Art. 1134 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Gestione di iniziativa individuale

articolo-1134-codice-civile

(1) Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni (1117) senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente (1110, 1135).

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(1) Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni (1117) senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente (1110, 1135).

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Note


(1) Questo articolo è stato così sostituito dall’art. 13, comma 1, della L. 11 dicembre 2012, n. 220 (in vigore dal 18 giugno 2013).
Si riporta il testo precedente: «1134. (Spese fatte dal condomino) Il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.».

Massime

Al condomino cui non sia riconosciuto il diritto al rimborso delle spese sostenute per la gestione delle parti comuni, per essere carente il presupposto dell’urgenza all’uopo richiesto dall’art. 1134 c.c. non spetta neppure il rimedio sussidiario dell’azione di arricchimento ex art. 2041 c.c. in quanto, per un verso, essa non può essere esperita in presenza di un divieto legale di esercitare azioni tipiche in assenza dei relativi presupposti e, per altro verso ed avuto riguardo al suo carattere sussidiario, esso difetta giacché, se la spesa non è urgente ma è necessaria, il condomino interessato può comunque agire perché sia sostenuta, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1133 c.c. (con ricorso all’assemblea) e 1137 e 1105 c.c. (con ricorso all’autorità giudiziaria). Cass. civ. sez. II, 30 agosto 2017, n. 20528

Il condomino che, in mancanza di autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea, abbia anticipato le spese di conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso purché ne dimostri, ex art. 1134 c.c. l’urgenza, ossia che le opere, per evitare un possibile nocumento a sé, a terzi od alla cosa comune, dovevano essere eseguite senza ritardo e senza possibilità di avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini. Cass. civ. sez. II, 23 settembre 2016, n. 18759

In tema di condominio negli edifici, ai sensi dell’art. 1134 cod. civ. (nel testo applicabile “ratione temporis”), il condomino può ottenere il rimborso della spesa fatta “per la cosa comune”, sostenuta, cioè, in funzione dell’utilità comune, indipendentemente dalla circostanza che la spesa stessa sia stata fatta su cosa comune o di proprietà esclusiva. Cass. civ. sez. II, 12 febbraio 2014, n. 3221

In tema di condominio, la cui disciplina codicistica trova applicazione anche nel caso, come nella specie, di due soli condomini, l’usufruttuario di una delle due unità abitative ha titolo per commissionare, legittimamente nei confronti dell’altro condomino, i lavori di riparazione urgente della cosa condominiale comune, essendo a tal fine abilitato ad agire anche in dissenso dell’intestatario della nuda proprietà. Cass. civ. sez. II, 30 ottobre 2007, n. 22898

Qualora, al fine del consolidamento delle strutture di un fabbricato condominiale, si renda indispensabile l’esecuzione di lavori, sia su porzioni comuni, sia in appartamenti di proprietà esclusiva di alcuni condomini, e, a fronte dell’inerzia di costoro, provvedano alle une ed alle altre opere altri condomini, ricorrendo al credito bancario per la disponibilità della somma all’uopo occorrente, a questi ultimi condomini deve riconoscersi, mediante azione generale di arricchimento ai sensi dell’art. 2041 c.c. (e stante anche la non invocabilità, nel rapporto fra condomini, delle disposizioni dell’art. 936 c.c. in tema di opere sul fondo altrui), il diritto di conseguire dai primi il rimborso delle spese affrontate, per la parte di loro spettanza, ivi compresi gli interessi bancari sopportati per conseguire detto prestito (e non quindi i minori interessi di cui al tasso legale, trattandosi di una componente dell’obbligazione principale di rimborso delle erogazioni effettuate dai condomini diligenti). Cass. civ. sez. II, 11 giugno 1986, n. 3860

L’art. 1134 c.c. secondo cui il condomino non ha diritto al rimborso di spese fatte senza autorizzazione dell’amministratore e dell’assemblea, trova applicazione solo nel caso in cui le spese si riferiscono, alla riparazione di cose comuni e non pure allorché afferiscono ad opere dallo stesso effettuate nell’ambito della sua proprietà singola al fine di accertare le cause del danno verificatosi (nella specie infiltrazioni d’acqua) e la sua derivazione o meno dalla rottura di impianto condominiale (nella specie, condotta fognaria). Cass. civ. sez. II, 5 agosto 1983, n. 5264

Ai sensi dell’art. 1134 c.c. il diritto del singolo condomino ad essere rimborsato dalle spese effettuate per le parti comuni dell’edificio, senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea, postula l’urgenza delle spese medesime, e, cioè, la loro indifferibilità, secondo il criterio del bonus pater familias, allo scopo di evitare un possibile, anche se non certo nocumento. (Omissis). Cass. civ. sez. II, 10 dicembre 1977, n. 5356

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