(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Regolamento della comunione e nomina di amministratore

Articolo 1106 - Codice Civile

Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall’articolo precedente, può essere formato un regolamento per l’ordinaria amministrazione e per il
miglior godimento della cosa comune (918, 1138).
Nello stesso modo l’amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell’amministratore (1129, 2257 ss.).

Articolo 1106 - Codice Civile

Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall’articolo precedente, può essere formato un regolamento per l’ordinaria amministrazione e per il
miglior godimento della cosa comune (918, 1138).
Nello stesso modo l’amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell’amministratore (1129, 2257 ss.).

Note

Massime

L’amministratore della comunione non può agire in giudizio in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comunisti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega di cui al secondo comma dell’art. 1106 cod. civ. non essendo applicabile analogicamente – per la presenza della disposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri delegati – la regola contenuta nel primo comma dell’art. 1131 cod. civ. la quale attribuisce all’amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi. Cass. civ. sez. II, 21 febbraio 2014, n. 4209

In tema di comunione, il regolamento avente ad oggetto l’ordinaria amministrazione e il miglior godimento della cosa comune non ha natura contrattuale, costituendo espressione delle attribuzioni dell’assemblea, e, come tale, seppure sia stato approvato con il consenso di tutti i partecipanti alla comunione, può essere modificato dalla maggioranza dei comunisti; ha, invece, natura di contratto plurisoggettivo, che deve essere approvato e modificato con il consenso unanime dei comunisti, il regolamento che esorbiti dalla potestà di gestione delle cose comuni attribuita all’assemblea, contenendo disposizioni che incidano sui diritti del comproprietario ovvero stabiliscano obblighi o limitazioni a carico del medesimo o ancora determinino criteri di ripartizione delle spese relative alla manutenzione diversi da quelli legali. Cass. civ. sez. II, 4 giugno 2010, n. 13632

Anche nella comunione pro indiviso è consentito ai partecipanti di delegare ad un soggetto l’amministrazione dei beni comuni e la rappresentanza, anche processuale, della comunione nei confronti dei terzi. In tal caso, l’amministratore acquisisce il potere di svolgere le stesse attività di amministrazione che, nell’interesse ed a tutela dei suddetti beni, spettano per legge ai singoli compartecipi. Cass. civ. sez. III, 5 gennaio 1977, n. 31

In forza del secondo comma dell’art. 1106 c.c. i partecipanti alla comunione possono deliberare, con la maggioranza indicata dal primo comma (e cioè calcolata secondo il valore delle quote) della medesima disposizione, la delegazione dell’amministrazione della cosa comune a uno di loro o ad un terzo. Cass. civ. 22 maggio 1974, n. 1507

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