(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Presa d'acqua continua

Articolo 1080 - Codice Civile

Il diritto alla presa d’acqua continua si può esercitare in ogni istante (1084 ss.).

Articolo 1080 - Codice Civile

Il diritto alla presa d’acqua continua si può esercitare in ogni istante (1084 ss.).

Note

Massime

Ai fini della costituzione della servitù di presa d’acqua per destinazione del padre di famiglia occorre che l’originario unico proprietario abbia impresso un’oggettiva situazione di subordinazione o servizio tra i fondi, mediante collocazione nel fondo servente di tubazioni di conduzione dell’acqua che, fuoriuscendo dalla fonte o dallo sbocco ed essendo idonee ad irrigare il fondo dominante nel quale confluiscono, siano visibili e stabilmente destinate a soddisfare le esigenze idriche del fondo dominante. Cass. civ. sez. un. 16 febbraio 2016, n. 2949

La servitù di presa d’acqua può avere ad oggetto materiale l’acqua fornita da un ente pubblico al fondo servente, donde viene prelevata a favore del fondo dominante, atteso che l’acqua fornita da tale ente al titolare del fondo servente, nel momento in cui è immessa nella condotta di tale fondo, non è più da considerarsi pubblica, ma privata, e che nel nostro ordinamento non è richiesto il requisito, posto dal diritto romano, che l’acqua – oggetto della presa – sia «viva», ossia legata in perpetuo ad una «porzione del fondo». Infatti, la derivazione d’acqua può essere eseguita anche da un serbatoio, da un canale o da una condotta. Cass. civ. sez. II, 29 gennaio 2003, n. 1315

La servitù di presa d’acqua, alla quale si riferisce l’art. 1080 c.c. ha per contenuto le facoltà di prelevare o derivare, mediante manufatti, l’acqua esistente nel fondo servente per condurla, in una determinata quantità, nel fondo dominante. Cass. civ. sez. II, 6 luglio 1995, n. 7475

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