(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Possesso delle servitù

Articolo 1066 - Codice Civile

Nelle questioni di possesso delle servitù si ha riguardo alla pratica dell’anno antecedente e, se si tratta di servitù esercitate a intervalli maggiori di un anno, si ha riguardo alla pratica dell’ultimo godimento (1140).

Articolo 1066 - Codice Civile

Nelle questioni di possesso delle servitù si ha riguardo alla pratica dell’anno antecedente e, se si tratta di servitù esercitate a intervalli maggiori di un anno, si ha riguardo alla pratica dell’ultimo godimento (1140).

Note

Massime

Ai fini della tutela del possesso di una servitù oggetto di spoglio, la regola posta dall’art. 1066 c.c. secondo la quale occorre avere riguardo alla pratica dell’anno antecedente, indica solo i criteri che devono essere seguiti per risolvere le controversie relative alla misura ed alle modalità del possesso della servitù  ma non subordina la tutela possessoria alla durata ultrannuale del potere di fatto corrispondente a quest’ultima. Cass. civ. sez. II, 4 maggio 2016, n. 8909

Ai fini della tutela del possesso di una servitù  per accertare e qualificare la relazione di fatto instauratasi fra il ricorrente ed il fondo che si assume servente non è sufficiente avere riguardo alla pratica dell’anno precedente al preteso spoglio (o alla turbativa), dovendosi valutare l’intera relazione di fatto, così come si è sviluppata nel tempo. La regola, posta dall’art. 1066 c.c. secondo la quale occorre avere riguardo alla pratica dell’anno antecedente, infatti, indica solo i criteri che devono essere seguiti per risolvere le controversie relative alla misura e alle modalità del possesso delle servitù  ma non stabilisce che per qualificare come possesso la relazione di fatto col fondo che si assume come servente occorra riferirsi solo alle manifestazioni di detta relazione nell’anno precedente al preteso spoglio. Cass. civ. sez. II, 29 novembre 2002, n. 16956

In tema di servitù prediali (nella specie, servitù di passaggio), la norma di cui all’art. 1066 c.c. (secondo la quale, nelle questioni di possesso delle servitù  si ha riguardo «alla pratica dell’anno antecedente»), consente al proprietario del fondo dominante di agire in possessoria per il ripristino della situazione preesistente alla turbativa od allo spoglio, onde ottenere il ripristino dello status quo ante, con esclusivo riferimento ai limiti qualitativi e quantitativi del precedente possesso, ed avuto riguardo alla relativa pratica esercitata nell’anno precedente, e non anche di pretendere la instaurazione di situazioni più favorevoli rispetto a quelle precedenti la turbativa e lo spoglio. Cass. civ. sez. II, 29 agosto 1998, n. 8609

In materia di servitù il riferimento alla pratica dell’anno antecedente ai sensi dell’art. 1066 c.c. va inteso quale criterio per la determinazione della situazione possessoria tutelabile, ove non sia contestata l’esistenza di un potere di fatto corrispondente alla servitù  ma non vi è accordo intorno al contenuto di esso, dovendo ricavarsi l’estensione e le modalità del possesso dal modo in cui si è concretizzata la pratica annuale, attraverso atti di possesso che anche se intermittenti, possano considerarsi «continui» a norma dell’art. 1170 c.c. Non costituisce, pertanto, «pratica», nel senso voluto dall’art. 1066 un atto occasionale, incoerente con lo stato dei luoghi, quale il passaggio esercitato una tantum sul fondo del vicino con un mezzo esorbitante i limiti del percorso, sì da recare danno alla proprietà del vicino. Cass. civ. sez. II, 10 dicembre 1994, n. 10581

Nella controversia inerente al possesso di servitù  l’estensione e le modalità di tale possesso vanno individuate, ai sensi dell’art. 1066 c.c. alla stregua della pratica dell’anno antecedente o dell’ultimo godimento, mentre non può trovare applicazione il criterio (sussidiario) posto dall’art. 1065 c.c. con riguardo al soddisfacimento del bisogno del fondo dominante che arrechi il minor aggravio per il fondo servente, trattandosi di disposizione inerente alla materia petitoria. Cass. civ. sez. II, 20 agosto 1991, n. 8924

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