(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Estensione del diritto di servitù

Articolo 1064 - Codice Civile

Il diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per usarne.
Se il fondo viene chiuso (841), il proprietario deve lasciarne libero e comodo l’ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il fondo stesso (843).

Articolo 1064 - Codice Civile

Il diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per usarne.
Se il fondo viene chiuso (841), il proprietario deve lasciarne libero e comodo l’ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il fondo stesso (843).

Note

Massime

In tema di servitù prediali di passaggio, il contenuto del relativo diritto comprende tutte le concrete e varie modalità del suo esercizio, inteso quale “utilitas” che il proprietario del fondo dominante riceve non soltanto in via diretta, ossia mediante l’esercizio del diritto proprio o dei familiari o di coloro che detengano il fondo in suo nome, ma anche in via indiretta, attraverso le visite di terzi, riferibili alle normali esigenze della vita di relazione. Cass. civ. sez. II, 19 febbraio 2019, n. 4821

La servitù costituita a favore di un determinato fondo, ove ad esso ne venga unito un altro, non si estende a favore di quest’ultimo, dovendo i due fondi riuniti rimanere distinti ai fini della servitù  senza, tuttavia, che al “dominus” del nuovo e più esteso fondo, come tale legittimato a muoversi in ogni parte del medesimo, ne possa essere imposta la divisione allo scopo di salvaguardare il fondo servente, la cui tutela può rinvenirsi solo nell’art. 1067 c.c. in caso di uso della servitù divenuto più oneroso. Cass. civ. sez. II, 18 maggio 2011, n. 10907

Il conflitto tra il proprietario del fondo servente, cui è assicurata dall’art. 841 c.c. la facoltà di chiusura del fondo, e il titolare della servitù di passaggio è regolato dall’art. 1064, secondo comma, c.c. nel senso di garantire a quest’ultimo il libero e comodo esercizio della servitù  in base ad un bilanciamento che tenga conto del contenuto specifico del diritto reale di godimento, delle precedenti modalità del suo esercizio, dello stato e della configurazione dei luoghi. Cass. civ. sez. II, 28 novembre 2012 n. 21129

In tema di servitù di passaggio, rientra nel diritto del proprietario del fondo servente l’esercizio della facoltà di apportare modifiche al proprio fondo e di apporvi un cancello per impedire l’accesso ai non aventi diritto, pur se dall’esercizio di tale diritto possano derivare disagi minimi e trascurabili al proprietario del fondo dominante in relazione alle pregresse modalità di transito. Ne consegue che, ove non dimostrato in concreto dal proprietario del fondo dominante al quale venga consegnata la chiave di apertura del cancello l’aggravamento o l’ostacolo all’esercizio della servitù  questi non può pretendere l’apposizione del meccanismo di apertura automatico con telecomando a distanza o di altro similare rimedio, peraltro in contrasto col principio “servitù us in faciendo consistere nequit”. Cass. civ. sez. II, 27 giugno 2011, n. 14179

Poiché la servitù di presa d’acqua comprende la facoltà di accedere al fondo servente al fine di esercitare il diritto di attingimento, pur conservando il proprietario del fondo servente la facoltà di chiudere o recintare il proprio fondo, tale recinzione deve essere effettuata in modo che il diritto del proprietario del fondo dominante, come quello del possessore, non ne risulti impedito o limitato, derivandone diversamente spoglio o turbativa del possesso, contro i quali è data la tutela prevista dagli artt. 1168 e 1170 c.c. (Omissis). Cass. civ. sez. II, 27 giugno 2011, n. 14178 

In tema di servitù di passaggio carraio, il proprietario, che abbia chiuso il fondo servente dotandolo di cancello automatico, è tenuto all’installazione di un citofono per garantire, ai sensi dell’art. 1064 secondo comma c.c. il diritto al libero e comodo accesso al fondo da parte del proprietario del fondo dominante e dei terzi – da lui autorizzati nei limiti della normalità – senza che ciò comporti alcun ampliamento delle facoltà del proprietario del fondo dominante con aggravamento della servitù . Cass. civ. sez. II, 24 novembre 2003, n. 17875

Il proprietario del fondo servente può recingere la sua proprietà, ancorché gravata da un diritto di servitù di passaggio, per tutelare indirettamente anche i suoi diritti alla sicurezza e alla riservatezza, se, conformemente alla disposizione dell’art. 1064 c.c. il transito per l’utilitas del fondo dominante è libero e comodo: né viola l’art. 833 c.c. se nella chiusura non è configurabile un atto emulativo. Cass. civ. sez. II, 13 aprile 2001, n. 5564

Il proprietario del fondo servente ha diritto di chiudere o recintare il proprio fondo lasciando »libero e comodo l’ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il fondo stesso» (art. 1064 c.c.) e può quindi, anche collocare un cancello sull’ingresso del suo fondo se, consegnandone le chiavi, non arrechi, in concreto, al proprietario del fondo dominante un disagio maggiore di quello, del tutto trascurabile, legato alla necessità di custodire le chiavi e di servirsene per la chiusura ed apertura del cancello, e se, in altri termini, avuto riguardo all’uso diretto ed indiretto della servitù da parte del fondo dominante, non renda più gravoso l’esercizio della servitù medesima. Cass. civ. sez. II, 30 marzo 1995, n. 3804

Poiché la servitù di acquedotto comprende la facoltà, quale adminiculum servitù utis, di accedere al fondo servente al fine di controllare lo stato dei canali e delle tubazioni dell’acqua, operare i necessari spurghi e procedere alle riparazioni occorrenti per il conseguimento dell’utilitas in cui essa si sostanzia, il possesso della servitù si estende anche ai manufatti e alle opere esistenti nel fondo servente. Pertanto, pur conservando il proprietario del fondo servente la facoltà di recintare il proprio fondo, tale recinzione deve essere effettuata in modo che il diritto del proprietario del fondo dominante, come quello del possessore, non ne risulti impedito o limitato (art. 1064 c.c.), derivandone diversamente spoglio o turbativa del possesso, contro i quali è data la tutela prevista dagli artt. 1168 e 1170 c.c. Cass. civ. sez. II, 16 febbraio 1994, n. 1497

L’esistenza di una servitù  pur comportando la restrizione delle facoltà di godimento del fondo servente, non impedisce al suo proprietario, anche quando il fondo è gravato da servitù di passaggio, di operare la chiusura del fondo stesso, essendogli riconosciuta tale facoltà dal combinato disposto degli artt. 841 e 1064 c.c. purché dalla chiusura non derivino restrizioni al contenuto della servitù e si adottino mezzi idonei ad assicurare al titolare di essa la libera esplicazione del proprio diritto, sia pure con un minimo e trascurabile disagio. Cass. civ. sez. II, 9 dicembre 1989, n. 5455

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