Art. 1022 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Abitazione

Articolo 1022 - Codice Civile

Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla (636) limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia (1003, 1021, 1023).

Articolo 1022 - Codice Civile

Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla (636) limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia (1003, 1021, 1023).

Note

Massime

In tema di diritto di abitazione, il limite sancito dall’art. 1022 cod. civ. riguardo ai bisogni del titolare e della sua famiglia non deve essere inteso in senso quantitativo, che imporrebbe l’ardua determinazione della parte di casa necessaria a soddisfare tali bisogni, ma solo come divieto di utilizzo della casa in altro modo che per l’abitazione diretta dell’”habitator” e dei suoi familiari. Cass. civ.sez. , II, 27 giugno 2014, n. 14687

Il diritto di abitazione, che ha le sue origini nell’usus domus del diritto romano classico, ha natura reale e quindi può essere costituito mediante testamento, usucapione o contratto, per il quale è richiesta ad substantiam la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata (art. 1350, 4, c.c.). Cass. civ. sez. II, 21 maggio 1990, n. 4562

Il diritto di abitazione, a differenza dell’usufrutto e del diritto di uso, ha carattere talmente particolare e personale da non potere né essere ceduto ad altri, nemmeno quanto all’esercizio, né avere attuazione diversa da quella dell’abitazione personale dell’immobile da parte del relativo titolare. Cass. civ. sez. II, 6 luglio 1984, n. 3974

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