(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Abusi dell'usufruttuario

Articolo 1015 - Codice Civile

L’usufrutto può anche cessare per l’abuso (2814) che faccia l’usufruttuario del suo diritto alienando i beni o deteriorandoli o lasciandoli andare in perimento per mancanza di ordinarie riparazioni (981, 1004).
L’autorità giudiziaria può, secondo le circostanze, ordinare che l’usufruttuario dia garanzia (119 c.p.c.), qualora ne sia esente (1002), o che i beni siano locati o posti sotto amministrazione a spese di lui, o anche dati in possesso al proprietario con l’obbligo di pagare annualmente all’usufruttuario, durante l’usufrutto, una somma determinata.
I creditori dell’usufruttuario possono intervenire nel giudizio per conservare le loro ragioni (2900; 105 c.p.c.), offrire il risarcimento dei danni e dare garanzia per l’avvenire.

Articolo 1015 - Codice Civile

L’usufrutto può anche cessare per l’abuso (2814) che faccia l’usufruttuario del suo diritto alienando i beni o deteriorandoli o lasciandoli andare in perimento per mancanza di ordinarie riparazioni (981, 1004).
L’autorità giudiziaria può, secondo le circostanze, ordinare che l’usufruttuario dia garanzia (119 c.p.c.), qualora ne sia esente (1002), o che i beni siano locati o posti sotto amministrazione a spese di lui, o anche dati in possesso al proprietario con l’obbligo di pagare annualmente all’usufruttuario, durante l’usufrutto, una somma determinata.
I creditori dell’usufruttuario possono intervenire nel giudizio per conservare le loro ragioni (2900; 105 c.p.c.), offrire il risarcimento dei danni e dare garanzia per l’avvenire.

Note

Massime

Il nudo proprietario che chieda la decadenza dell’usufruttuario dal suo diritto in conseguenza dell’abuso fattone, ex art. 1015 c.c. consistente nella mancanza di ordinarie riparazioni che lasci andare in perimento i beni che ne formano oggetto, deve limitarsi a dimostrare la sussistenza di tale condizione al momento della proposizione della domanda, mentre grava sull’usufruttuario, che affermi che la mancanza di manutenzione preesisteva alla costituzione del suo diritto, l’onere di provare tale circostanza, trattandosi un’eccezione diretta a paralizzare la pretesa fatta valere in giudizio. Cass. civ. sez. II, 14 giugno 2017, n. 14803

L’usufruttuario, che esegue (o che consenta siano eseguite) opere che alterino l’originaria destinazione dell’immobile oggetto del suo diritto, si rende inadempiente all’obbligazione di godere della cosa usando della diligenza del buon padre di famiglia e, essendo tenuto a risarcire il danno che ne derivi al nudo proprietario, può essere condannato al risarcimento del danno in forma specifica e, perciò al ripristino delle precedenti condizioni dell’immobile. Cass. civ. Sezioni Unite, 14 febbraio 1995, n. 1571

La decadenza dell’usufrutto per abusi, a norma del primo comma dell’art. 1015 c.c. riguarda i casi più gravi, poiché per gli abusi meno gravi dell’usufruttuario la legge stessa prevede, nel secondo comma della norma citata, rimedi meno rigorosi di carattere non repressivo, ma semplicemente cautelari a tutela preventiva del nudo proprietario; pertanto, l’esclusione dell’ipotesi di decadenza dell’usufrutto per abusi non impedisce l’applicabilità delle anzidette misure cautelari a carico dell’usufruttuario. Cass. civ. sez. II, 2 marzo 1976, n. 699

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