Art. 1 – Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Capacità giuridica

Articolo 1 - Codice Civile

La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita (22 Cost.).
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita (320, 462, 687, 715).
[Le limitazioni alla capacita’ giuridica derivanti dall’appartenenza a determinate razze sono stabilite da leggi speciali.](1).

Articolo 1 - Codice Civile

La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita (22 Cost.).
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita (320, 462, 687, 715).
[Le limitazioni alla capacita’ giuridica derivanti dall’appartenenza a determinate razze sono stabilite da leggi speciali.](1).

Note

(1) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 1, R.D. 20.01.1944, n. 25 e dall’art 3, D.Lgs.Lgt. 14.09.1944, n. 287.

Massime

In tema di soggettività degli enti ecclesiastici, il riconoscimento, agli effetti civili, della personalità giuridica della parrocchia con la pubblicazione del decreto del Ministero dell’Interno, ai sensi dell’art. 29 della legge n. 222 del 1985, comporta non già l’estinzione di quel soggetto e la nascita di uno nuovo, bensì una vicenda meramente evolutivo-modificativa di quello stesso soggetto che, fino alla pubblicazione del decreto ministeriale, ha natura di ente di fatto e, come tale, soggetto di diritto “rilevante” per l’ordinamento statuale quale centro di imputazione di diritti ed obblighi, con conseguente applicazione delle norme di diritto comune. Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 14247 del 4 giugno 2018 (Cass. civ. n. 14247/2018)

Il concepito, pur non avendo una piena capacità giuridica, è comunque un soggetto di diritto, perché titolare di molteplici interessi personali riconosciuti dall’ordinamento sia nazionale che sovranazionale, quali il diritto alla vita, alla salute, all’onore, all’identità personale, a nascere sano, diritti, questi, rispetto ai quali l’avverarsi della “condicio iuris” della nascita è condizione imprescindibile per la loro azionabilità in giudizio ai fini risarcitori. Ne consegue che la persona nata con malformazioni congenite, dovute alla colposa somministrazione di farmaci dannosi (nella specie teratogeni), alla propria madre, durante la gestazione, è legittimata a domandare il risarcimento del danno alla salute nei confronti del medico che quei farmaci prescrisse o non sconsigliò. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10741 del 11 maggio 2009 (Cass. civ. n. 10741/2009)

La personalità giuridica degli enti ecclesiastici, ivi ricompresi i capitoli, non è soggetta alle regole di cui agli artt. 1 e 16 del codice civile, né dell’art. 16 delle preleggi, trovando per essi applicazione la disciplina pattizia ed eccezionale e come tale derogatoria di quella generale di cui all’art. 29, secondo comma, lett. a) del Concordato tra la Santa Sede e l’Italia dell’11 febbraio 1929, ratificato dall’Italia con legge 29 maggio 1929, n. 810 (secondo cui «ferma restando la personalità giuridica degli enti ecclesiastici finora riconosciuti dalle leggi italiane (Santa Sede, diocesi, capitoli, seminari, parrocchie, ecc.), tale personalità sarà riconosciuta anche alle chiese …»; né è onere dell’ente ecclesiastico che sia stato convenuto in giudizio avanti al giudice italiano dare prova del proprio status di persona giuridica secondo la legge italiana mediante l’esibizione dell’atto di fondazione o di costituzione, essendo allo scopo sufficiente che da tutti i documenti prodotti in giudizio (nel caso, nota verbale della Segreteria di Stato Vaticana all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede; denunzia dei redditi presentata dal Capitolo: documenti tutti attinenti alla capacità di essere parte in giudizio, ed in quanto tali direttamente esaminabili anche dalla Suprema Corte di Cassazione) tale status risulti incontestato ed incontestabile. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4627 del 2 aprile 2002 (Cass. civ. n. 4627/2002)

Poiché la capacità giuridica si acquista al momento della nascita e si estingue con la morte della persona fisica (art. 1 c.c.), deve ritenersi affetta da giuridica inesistenza, denunciabile in ogni tempo e sede, la sentenza pronunciata nei confronti di colui che, pur dichiarato contumace, risulti deceduto al momento della proposizione della domanda introduttiva, senza che possa attribuirsi alcun rilievo in contrario al fatto che la dichiarazione di contumacia sia avvenuta a seguito di una notificazione della citazione effettuata nella formale osservanza delle norme in materia di notificazione, giacché tale osservanza non vale ad escludere che, in ragione dell’inesistenza del notificando al momento della notificazione, quest’ultima debba a sua volta considerarsi inesistente, e restando inoltre irrilevante che erroneamente il giudice di primo grado abbia autorizzato la notificazione di una nuova citazione nei confronti degli eredi del deceduto al fine di integrare il contraddittorio, giacché, non essendosi mai instaurato il contraddittorio nei confronti del medesimo il contraddittorio non era integrabile. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11688 del 18 settembre 2001 (Cass. civ. n. 11688/2001)

Le disposizioni di legge che, in deroga al principio generale dettato dal primo comma dell’art. 1 c.c., prevedono la tutela dei diritti del nascituro sono da considerare disposizioni di carattere eccezionale e come tali di stretta interpretazione. Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3467 del 28 dicembre 1973 (Cass. civ. n. 3467/1973)

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