Monopattino Elettrico: normativa e criticità

Il Governo ha deciso di stanziare 120 milioni di euro per incentivare l’acquisto di bici, bici elettriche e monopattini elettrici. Di conseguenza abbiamo visto aumentare la presenza di questi mezzi su strada.

Bonus monopattino

Non possiamo quindi trascurare l’aspetto normativo connesso alla loro circolazione.

In particolare i monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette per quanto riguarda la circolazione su strada. Quindi la legge non impone nulla circa l’omologazione, approvazione, immatricolazione, targatura e assicurazione.

La circolazione del monopattino elettrico è assolutamente libera.

La normativa prevede che i monopattini elettrici (come le biciclette) possono essere guidati sia da maggiorenni che da minorenni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, senza alcun tipo di patente necessaria. Tuttavia, il conducente minorenne sarà però vincolato all’uso del casco. 

Chiunque dovrà indossare un giubbotto o le bretelle catarifrangenti da mezz’ora dopo il tramonto, per tutto il periodo di oscurità e anche di giorno, qualora le condizioni atmosferiche precludano la visibilità della strada. Inoltre dovranno essere indossate anche se si transita all’interno di gallerie.

E’ consentito portare un’altra persona sul monopattino elettrico? No. Anche se la precedente legge, del 27 Dicembre 2019, equiparava il monopattino elettrico a una bici (quindi, se omologata, si poteva trasportare un altro passeggero), il nuovo decreto Milleproroghe vieta il trasporto di persone, oggetti e animali, oltre che il traino di veicoli.

Tra le moltissime norme che disciplinano i monopattini elettrici due, a mio parere, dovrebbero essere modificate.

La prima si riferisce all’obbligo previsto per i conducenti di monopattino, e contenuto nell’art. 377 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, di segnalare tempestivamente con il braccio la manovra di svolta a sinistra, a destra e di fermata che intendono effettuare.

Condurre il monopattino senza reggere il manubrio con entrambe le mani, obbligando il conducente a sollevare il braccio per indicare la direzione, rende pressochè impossibile mantenere l’equilibrio sul mezzo.

I monopattini elettrici, infatti, non essendo dotati di posto a sedere devono essere condotti con una postura necessariamente eretta: da ciò consegue che obbligare il conducente a sollevare il braccio per indicare la manovra di svolta mentre costui è in movimento, equivale, di fatto, a farlo cadere.

Si auspica quindi che tale norma venga regolata meglio dal legislatore.

La seconda norma che meriterebbe di essere modificata (o meglio le cui sanzioni andrebbero sicuramente inasprite) è quella relativa alle conseguenze cui incorre un conducente di monopattino che circoli in autostrada.

Tutti noi siamo rimasti sbalorditi vedendo filmati, diffusi dai telegiornali e dai social network, di guidatori di monopattini che circolavano indisturbati sul filo della corsia d’emergenza in autostrada.

Ma cosa rischia chi si rende autore di una simile scriteriata condotta?

La normativa di riferimento è l’art. 1, comma 75 ter, della Legge 160/2019 secondo cui “i monopattini a propulsione elettrica possono circolare esclusivamente sulle strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, ove è consentita la circolazione dei velocipedi, nonché sulle strade extraurbane, se è presente una pista ciclabile ed esclusivamente all’interno della medesima”.

La violazione di tale condotta è sanzionata con il pagamento di una somma da € 100,00 a € 400,00.

In questo modo il legislatore, a fronte di comportamenti di diversa gravità, prevede un’unica sanzione. Quindi, ad esempio, chi circola su una strada urbana soggetta al limite dei 70 km/h verrà sanzionato allo stesso modo di chi si immette sull’autostrada. Non sono infatti previste sanzioni accessorie come ad esempio il sequestro del mezzo o il fermo amministrativo.

Pertanto, anche in questo caso, appare auspicabile che per questa specifica condotta il legislatore intervenga inasprendo le sanzioni.

Per il resto ci si rimette sempre al senso di responsabilità dei singoli cittadini.

bonus monopattino

Non possiamo quindi trascurare l’aspetto normativo connesso alla loro circolazione.

In particolare i monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette per quanto riguarda la circolazione su strada. Quindi la legge non impone nulla circa l’omologazione, approvazione, immatricolazione, targatura e assicurazione.

La circolazione del monopattino elettrico è assolutamente libera.

La normativa prevede che i monopattini elettrici (come le biciclette) possono essere guidati sia da maggiorenni che da minorenni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, senza alcun tipo di patente necessaria. Tuttavia, il conducente minorenne sarà però vincolato all’uso del casco. 

Chiunque dovrà indossare un giubbotto o le bretelle catarifrangenti da mezz’ora dopo il tramonto, per tutto il periodo di oscurità e anche di giorno, qualora le condizioni atmosferiche precludano la visibilità della strada. Inoltre dovranno essere indossate anche se si transita all’interno di gallerie.

E’ consentito portare un’altra persona sul monopattino elettrico? No. Anche se la precedente legge, del 27 Dicembre 2019, equiparava il monopattino elettrico a una bici (quindi, se omologata, si poteva trasportare un altro passeggero), il nuovo decreto Milleproroghe vieta il trasporto di persone, oggetti e animali, oltre che il traino di veicoli.

Tra le moltissime norme che disciplinano i monopattini elettrici due, a mio parere, dovrebbero essere modificate.

La prima si riferisce all’obbligo previsto per i conducenti di monopattino, e contenuto nell’art. 377 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, di segnalare tempestivamente con il braccio la manovra di svolta a sinistra, a destra e di fermata che intendono effettuare.

Condurre il monopattino senza reggere il manubrio con entrambe le mani, obbligando il conducente a sollevare il braccio per indicare la direzione, rende pressochè impossibile mantenere l’equilibrio sul mezzo.

I monopattini elettrici, infatti, non essendo dotati di posto a sedere devono essere condotti con una postura necessariamente eretta: da ciò consegue che obbligare il conducente a sollevare il braccio per indicare la manovra di svolta mentre costui è in movimento, equivale, di fatto, a farlo cadere.

Si auspica quindi che tale norma venga regolata meglio dal legislatore.

La seconda norma che meriterebbe di essere modificata (o meglio le cui sanzioni andrebbero sicuramente inasprite) è quella relativa alle conseguenze cui incorre un conducente di monopattino che circoli in autostrada.

Tutti noi siamo rimasti sbalorditi vedendo filmati, diffusi dai telegiornali e dai social network, di guidatori di monopattini che circolavano indisturbati sul filo della corsia d’emergenza in autostrada.

Ma cosa rischia chi si rende autore di una simile scriteriata condotta?

La normativa di riferimento è l’art. 1, comma 75 ter, della Legge 160/2019 secondo cui “i monopattini a propulsione elettrica possono circolare esclusivamente sulle strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, ove è consentita la circolazione dei velocipedi, nonché sulle strade extraurbane, se è presente una pista ciclabile ed esclusivamente all’interno della medesima”.

La violazione di tale condotta è sanzionata con il pagamento di una somma da € 100,00 a € 400,00.

In questo modo il legislatore, a fronte di comportamenti di diversa gravità, prevede un’unica sanzione. Quindi, ad esempio, chi circola su una strada urbana soggetta al limite dei 70 km/h verrà sanzionato allo stesso modo di chi si immette sull’autostrada. Non sono infatti previste sanzioni accessorie come ad esempio il sequestro del mezzo o il fermo amministrativo.

Pertanto, anche in questo caso, appare auspicabile che per questa specifica condotta il legislatore intervenga inasprendo le sanzioni.

Per il resto ci si rimette sempre al senso di responsabilità dei singoli cittadini.

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