Le associazioni forensi chiedono una norma per il legittimo impedimento causa Covid-19

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legittimo impedimento covid

L’Associazione dei giovani avvocati (Aiga) ha richiesto al legislatore l’introduzione di un “legittimo impedimento” alla comparsa in udienza per i casi in cui vi sia quarantena obbligatoria dei figli.
A base della richiesta vi è l’introduzione del congedo parentale straordinario retribuito al 50% o di smart working per i dipendenti pubblici con casi di positività dei propri figli minori di 14 anni, possibilità introdotta con il Dl. n. 111 dell’8 settembre 2020.

In una nota l’associazione specifica che “evidentemente, ancora una volta il Governo sembra essersi dimenticato di tutti quei lavoratori autonomi, quali gli avvocati e soprattutto i giovani, che, oltre a rischiare ulteriori perdite economiche a causa di una forzata inattività, avrebbero ulteriori difficoltà a svolgere il proprio ruolo difensivo per l’impossibilità di presenziare alle udienze, non trattandosi di fattispecie espressamente rientrante nel c.d. legittimo impedimento“.

Il presidente dell’Aiga, Avv. Antonio de Angelis, ha precisato che: “È inaccettabile il perdurare dell’assenza di una specifica norma che regolamenti il legittimo impedimento degli avvocati per l’attuale emergenza sanitaria” .

“Sarebbe auspicabile – ha dichiarato l’avv.ssa Mariarita Mirone, Coordinatrice Area Centro della Giunta Nazionale Aiga – la previsione di una particolare ipotesi di legittimo impedito per Covid-19 che preveda anche la calendarizzazione preferenziale di rinvii di udienza in tempi brevi (eventualmente pure riservando il sabato per le udienze di rinvio) in modo da consentire il giusto bilanciamento fra la tutela della salute e l’accesso alla giustizia dei cittadini, senza continuare a mortificare la classe forense sia nel proprio ruolo professionale sia in quello umano di genitori”.

legittimo impedimento covid

L’Associazione dei giovani avvocati (Aiga) ha richiesto al legislatore l’introduzione di un “legittimo impedimento” alla comparsa in udienza per i casi in cui vi sia quarantena obbligatoria dei figli.
A base della richiesta vi è l’introduzione del congedo parentale straordinario retribuito al 50% o di smart working per i dipendenti pubblici con casi di positività dei propri figli minori di 14 anni, possibilità introdotta con il Dl. n. 111 dell’8 settembre 2020.

In una nota l’associazione specifica che “evidentemente, ancora una volta il Governo sembra essersi dimenticato di tutti quei lavoratori autonomi, quali gli avvocati e soprattutto i giovani, che, oltre a rischiare ulteriori perdite economiche a causa di una forzata inattività, avrebbero ulteriori difficoltà a svolgere il proprio ruolo difensivo per l’impossibilità di presenziare alle udienze, non trattandosi di fattispecie espressamente rientrante nel c.d. legittimo impedimento“.

Il presidente dell’Aiga, Avv. Antonio de Angelis, ha precisato che: “È inaccettabile il perdurare dell’assenza di una specifica norma che regolamenti il legittimo impedimento degli avvocati per l’attuale emergenza sanitaria” .

“Sarebbe auspicabile – ha dichiarato l’avv.ssa Mariarita Mirone, Coordinatrice Area Centro della Giunta Nazionale Aiga – la previsione di una particolare ipotesi di legittimo impedito per Covid-19 che preveda anche la calendarizzazione preferenziale di rinvii di udienza in tempi brevi (eventualmente pure riservando il sabato per le udienze di rinvio) in modo da consentire il giusto bilanciamento fra la tutela della salute e l’accesso alla giustizia dei cittadini, senza continuare a mortificare la classe forense sia nel proprio ruolo professionale sia in quello umano di genitori”.

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