La vittima nel processo penale

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Il nostro ordinamento garantisce la tutela dei diritti della vittima del danno criminale.

processo esecuzione

Bisogna però anzitutto chiarire la differenza tra persona offesa (vittima del reato), danneggiato civile e parte civile in quanto, alla diversa qualifica corrispondono diversi poteri nel processo:

  • la persona offesa è il soggetto a cui è stato leso il bene giuridico tutelato;
  • il danneggiato è il soggetto che ha subito il danno patrimoniale derivante dal reato;
  • la parte civile è una parte processuale eventuale del processo penale.

Quasi sempre persona offesa e danneggiato coincidono e possono partecipare attivamente al processo penale costituendosi parte civile.

I diritti e le facoltà della persona offesa dal reato aumentano nel caso in cui questa decida di costituirsi parte civile.

Con la costituzione di parte civile, in sostanza, la persona offesa introduce l’azione civile all’interno del processo penale e può chiedere il risarcimento del danno patito in conseguenza del reato evitando di instaurare una separata causa civile, parallela a quella penale. Per potersi costituire parte civile, quindi, la persona offesa deve essere anche danneggiato dal reato.

La persona offesa ha quindi il diritto di veder tutelati i suoi diritti lesi dall’evento criminoso e di ricevere un congruo ristoro per il danno subito costituendosi parte civile nel processo penale a carico del responsabile del reato commesso.

Innanzitutto, la vittima del reato ha la possibilità di dare avvio al processo con una istanza di punizione sporgendo querela. Intal modo la persona offesa può decidere se dar corso o no alla persecuzione del fatto penalmente rilevante.

Per alcuni tipi di reati, la proposizione della querela è condizione di procedibilità, senza la quale non può darsi corso al procedimento penale. A titolo esemplificativo si tratta dei reati di:

  • minaccia;
  • percosse;
  • lesioni personali lievi;
  • molestia o disturbo alle persone;
  • furto semplice.

La semplice presentazione di una querela, tuttavia, non è sufficiente a garantire alla vittima del reato il riconoscimento di una somma a titolo di risarcimento del danno. Tanto meno permette alla persona offesa di essere parte attiva nel processo penale.

Che fare, allora, per poter attivamente agire per tutelare i propri diritti lesi dal reato?

Lo strumento è l’introduzione nel processo penale di una domanda civile diretta ad ottenere il risarcimento dei danni da reato. Questa forma di intervento è chiamata costituzione di parte civile e, oltre a permettere alla persona offesa di divenire parte in senso processuale, risponde anche alla esigenza di economia dei giudizi, evitando l’instaurazione di un secondo giudizio civilistico.

La costituzione di parte civile nel processo penale. Modalità e termini di presentazione

La costituzione di parte civile è un atto scritto, redatto necessariamente da un avvocato e che deve contenere determinati elementi stabiliti dalla legge (articolo 78 del codice penale), a pena di inammissibilità tra cui:

  • le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o ente che si costituisce parte civile, nonché le generalità del legale rappresentante;
  • le generalità dell’imputato oppure altre indicazioni personali che valgono ad identificarlo;
  • il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura speciale rilasciata;
  •  la sottoscrizione del difensore, nonché l’esplicitazione delle ragioni che giustificano la domanda, cioè che legittimano le richieste della parte.

Quanto ai termini, la costituzione di parte civile può avvenire solo dopo che il pubblico ministero abbia esercitato l’azione penale, muovendo una formale accusa all’indagato.

Il codice di procedura penale, inoltre, prevede anche un termine ultimo entro cui la costituzione deve essere eseguita. Tale termine coincide con il momento in cui il giudice accerta in udienza (durante la prima udienza solitamente) la regolare costituzione delle parti.

Quanto alle modalità di costituzione, il difensore può depositare l’atto di costituzione direttamente nella prima udienza oppure procedere alla notifica dello stesso prima dell’udienza nei confronti dell’imputato e al pubblico ministero.

Una volta costituitosi ritualmente parte civile, salva un’eventuale esclusione o una rinuncia volontaria, si diventa parte del processo penale in ogni grado (primo grado, appello e cassazione) senza dover assumere particolari iniziative successive alla costituzione.

Quali sono i poteri processuali a disposizione della parte civile?

Divenuta parte attiva nel processo penale, la parte civile potrà innanzitutto chiedere un risarcimento del danno subito, ed inoltre:

  • potrà avanzare istanza per l’ottenimento di una provvisionale, vale a dire una parte del risarcimento liquidata dal Giudice già al termine del primo grado del processo;
  •  potrà citare nel processo penale il responsabile civile, ovvero il soggetto obbligato per legge a risarcire i danni cagionati da altri;
  •  potrà essere effettivamente rappresentato nel processo da un difensore che ne curi gli interessi attivamente;
  •  potrà depositare una propria lista testimoniale;
  •  potrà esercitare l’accusa privata, offrendo in giudizio una serie di elementi che corroborino la tesi dell’accusa;
  • potrà controinterrogare, avvalendosi del proprio difensore di fiducia, i testimoni citati dalla difesa dell’imputato.

Chi può costituirsi parte civile?

In altri termini, chi è il danneggiato dal reato legittimato a costituirsi parte civile?

Danneggiato non è sinonimo di persona offesa.

Danneggiato è colui che a seguito della commissione del reato può dirsi titolare di un danno risarcibile; per danno risarcibile si intende il danno patrimoniale o non patrimoniale, quindi anche morale, conseguente al reato.

Un esempio esaustivo è l’omicidio, che consente di esemplificare anche chi sia tecnicamente il soggetto danneggiato dal reato e, dunque, legittimato a costituirsi parte civile. Evidentemente non chi è stato ucciso, che rimane pur sempre persona offesa ma non danneggiato in senso civilistico. Danneggiati saranno in questo caso i prossimi congiunti della vittima.

Posso, altresì, costituirsi parte civile le persone giuridiche.

In conclusione, data la tecnicità della materia e la sua complessità, per allargare il campo di scelta e consentire oculate strategie difensive è preferibile rivolgersi al più presto ad un avvocato, che studierà la via migliore adatta al caso concreto.

processo esecuzione

Bisogna però anzitutto chiarire la differenza tra persona offesa (vittima del reato), danneggiato civile e parte civile in quanto, alla diversa qualifica corrispondono diversi poteri nel processo:

  • la persona offesa è il soggetto a cui è stato leso il bene giuridico tutelato;
  • il danneggiato è il soggetto che ha subito il danno patrimoniale derivante dal reato;
  • la parte civile è una parte processuale eventuale del processo penale.

Quasi sempre persona offesa e danneggiato coincidono e possono partecipare attivamente al processo penale costituendosi parte civile.

I diritti e le facoltà della persona offesa dal reato aumentano nel caso in cui questa decida di costituirsi parte civile.

Con la costituzione di parte civile, in sostanza, la persona offesa introduce l’azione civile all’interno del processo penale e può chiedere il risarcimento del danno patito in conseguenza del reato evitando di instaurare una separata causa civile, parallela a quella penale. Per potersi costituire parte civile, quindi, la persona offesa deve essere anche danneggiato dal reato.

La persona offesa ha quindi il diritto di veder tutelati i suoi diritti lesi dall’evento criminoso e di ricevere un congruo ristoro per il danno subito costituendosi parte civile nel processo penale a carico del responsabile del reato commesso.

Innanzitutto, la vittima del reato ha la possibilità di dare avvio al processo con una istanza di punizione sporgendo querela. Intal modo la persona offesa può decidere se dar corso o no alla persecuzione del fatto penalmente rilevante.

Per alcuni tipi di reati, la proposizione della querela è condizione di procedibilità, senza la quale non può darsi corso al procedimento penale. A titolo esemplificativo si tratta dei reati di:

  • minaccia;
  • percosse;
  • lesioni personali lievi;
  • molestia o disturbo alle persone;
  • furto semplice.

La semplice presentazione di una querela, tuttavia, non è sufficiente a garantire alla vittima del reato il riconoscimento di una somma a titolo di risarcimento del danno. Tanto meno permette alla persona offesa di essere parte attiva nel processo penale.

Che fare, allora, per poter attivamente agire per tutelare i propri diritti lesi dal reato?

Lo strumento è l’introduzione nel processo penale di una domanda civile diretta ad ottenere il risarcimento dei danni da reato. Questa forma di intervento è chiamata costituzione di parte civile e, oltre a permettere alla persona offesa di divenire parte in senso processuale, risponde anche alla esigenza di economia dei giudizi, evitando l’instaurazione di un secondo giudizio civilistico.

La costituzione di parte civile nel processo penale. Modalità e termini di presentazione

La costituzione di parte civile è un atto scritto, redatto necessariamente da un avvocato e che deve contenere determinati elementi stabiliti dalla legge (articolo 78 del codice penale), a pena di inammissibilità tra cui:

  • le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o ente che si costituisce parte civile, nonché le generalità del legale rappresentante;
  • le generalità dell’imputato oppure altre indicazioni personali che valgono ad identificarlo;
  • il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura speciale rilasciata;
  •  la sottoscrizione del difensore, nonché l’esplicitazione delle ragioni che giustificano la domanda, cioè che legittimano le richieste della parte.

Quanto ai termini, la costituzione di parte civile può avvenire solo dopo che il pubblico ministero abbia esercitato l’azione penale, muovendo una formale accusa all’indagato.

Il codice di procedura penale, inoltre, prevede anche un termine ultimo entro cui la costituzione deve essere eseguita. Tale termine coincide con il momento in cui il giudice accerta in udienza (durante la prima udienza solitamente) la regolare costituzione delle parti.

Quanto alle modalità di costituzione, il difensore può depositare l’atto di costituzione direttamente nella prima udienza oppure procedere alla notifica dello stesso prima dell’udienza nei confronti dell’imputato e al pubblico ministero.

Una volta costituitosi ritualmente parte civile, salva un’eventuale esclusione o una rinuncia volontaria, si diventa parte del processo penale in ogni grado (primo grado, appello e cassazione) senza dover assumere particolari iniziative successive alla costituzione.

Quali sono i poteri processuali a disposizione della parte civile?

Divenuta parte attiva nel processo penale, la parte civile potrà innanzitutto chiedere un risarcimento del danno subito, ed inoltre:

  • potrà avanzare istanza per l’ottenimento di una provvisionale, vale a dire una parte del risarcimento liquidata dal Giudice già al termine del primo grado del processo;
  •  potrà citare nel processo penale il responsabile civile, ovvero il soggetto obbligato per legge a risarcire i danni cagionati da altri;
  •  potrà essere effettivamente rappresentato nel processo da un difensore che ne curi gli interessi attivamente;
  •  potrà depositare una propria lista testimoniale;
  •  potrà esercitare l’accusa privata, offrendo in giudizio una serie di elementi che corroborino la tesi dell’accusa;
  • potrà controinterrogare, avvalendosi del proprio difensore di fiducia, i testimoni citati dalla difesa dell’imputato.

Chi può costituirsi parte civile?

In altri termini, chi è il danneggiato dal reato legittimato a costituirsi parte civile?

Danneggiato non è sinonimo di persona offesa.

Danneggiato è colui che a seguito della commissione del reato può dirsi titolare di un danno risarcibile; per danno risarcibile si intende il danno patrimoniale o non patrimoniale, quindi anche morale, conseguente al reato.

Un esempio esaustivo è l’omicidio, che consente di esemplificare anche chi sia tecnicamente il soggetto danneggiato dal reato e, dunque, legittimato a costituirsi parte civile. Evidentemente non chi è stato ucciso, che rimane pur sempre persona offesa ma non danneggiato in senso civilistico. Danneggiati saranno in questo caso i prossimi congiunti della vittima.

Posso, altresì, costituirsi parte civile le persone giuridiche.

In conclusione, data la tecnicità della materia e la sua complessità, per allargare il campo di scelta e consentire oculate strategie difensive è preferibile rivolgersi al più presto ad un avvocato, che studierà la via migliore adatta al caso concreto.

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