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Il tradimento ai tempi dei social network

L’infedeltà coniugale è la principale causa di separazione tra coniugi, in quanto rompe irrimediabilmente il rapporto di fiducia e di rispetto su cui basa l’intera vita matrimoniale, rendendo intollerabile la prosecuzione della convivenza.

tradimento social network

I social network consentono di instaurare nuovi rapporti con maggiore facilità. Tra questi si possono annidare amicizie nuove e potenzialmente equivoche, soprattutto quando ci si mette di mezzo l’iscrizione alle piattaforme sfacciatamente funzionali alla ricerca di nuove relazioni, come nel caso di Tinder, Badoo o Bumble (per non parlare di Gleeden, esplicitamente dedicata agli incontri extramatrimoniali).

Nell’epoca del virtuale accade spesso che relazioni clandestine online restino relegate nell’ambito di un rapporto platonico, apparentemente prive di quegli elementi che caratterizzano le relazioni extraconiugali tradizionali.

Quanti matrimoni finiscano però per dei tradimenti online, è difficile dirlo. Gli unici dati disponibili in questo senso sono quelli di Family Legal, secondo cui nella sola Milano circa quattro matrimoni su dieci finirebbero a causa di qualche messaggio sospetto su WhatsApp, un cuoricino di troppo su Instagram, un like su Facebook e via di questo passo. Un dato comunque non di poco rilievo.

Quello che è certo è che mettersi in mostra sui social network può costare caro.

Pubblicare una foto che ci ritrae abbracciati alla nostra nuova fiamma all’insaputa del coniuge (chiaramente!) con annessi cuoricini o frasi romantiche può comportare la pronuncia a nostro carico di addebito della separazione, vale a dire la responsabilità della rottura del vincolo matrimoniale.

La richiesta di addebito della separazione per infedeltà “online” scoperta a giudizio già avviato

Dell’addebito della separazione ne ho già parlato in un precedente articolo.

In questo articolo voglio invece chiarire se una relazione extraconiugale sbandierata su Facebook (o su altri social network), sia motivo sufficiente per richiedere l’addebito in un giudizio di separazione personale già incardinato.

La Corte di Cassazione ha più volte sottolineato come la pronuncia di addebito scatta se e quando sia accertato che l’infedeltà abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, in quanto ha reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

E se la relazione extraconiugale viene scoperta solo dopo che la causa per la separazione è iniziata?

È possibile richiedere l’addebito in tal caso? Stando alle numerose sentenze di merito sul punto pare di si.

È quanto affermato recentemente il Tribunale civile di Bari, con la sentenza n. 2525 del 6 agosto 2020 con la quale la separazione è stata addebitata ad una donna che su Facebook, alla voce “situazione sentimentale”, aveva scritto “fidanzata” con un altro uomo, pubblicando foto della sua dolce metà e un’emoticon a forma di anello.

Essendo già pendente il giudizio di separazione, il marito si era limitato ad integrare la domanda introduttiva, richiedendo l’addebito della separazione alla moglie.

Per il Giudice l’addebito deve essere riconosciuto, in quanto l’ufficializzazione della relazione a mezzo social, rappresenta la prova che la relazione extraconiugale essendo iniziata da molto tempo e durante il matrimonio, fosse stata il motivo che aveva reso intollerabile la prosecuzione dei rapporti.

Il principio enunciato è che per richiedere l’addebito della separazione, non è necessario l’evento lesivo nella condotta del coniuge a cui viene addebitata l’intollerabilità della convivenza. È sufficiente la consapevolezza di violare con il proprio comportamento i doveri coniugali, al punto da causare la rottura del rapporto.

La relazione extraconiugale su una piattaforma social

Ugualmente, si rischia grosso anche se si viene a scoprire che, attraverso i social network, è in corso una relazione clandestina ed extraconiugale. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, nella sentenza 9933 del 2018, con cui ha deciso di addebitare la separazione al marito dopo che la moglie aveva scoperto che sui social risultava ufficialmente fidanzato con un’altra ragazza.

Il Giudice ha riconosciuto il nesso causale tra la condotta descritta e l’intollerabilità della convivenza.

Nonostante le rimostranze dell’uomo che aveva sottolineato come la volontà reciproca dei coniugi di vivere come marito e moglie era venuta meno a causa dei comportamenti di quest’ultima, il Giudice ha ritenuto fondata la richiesta della moglie poiché il marito avrebbe violato non solo il dovere di fedeltà, ma avrebbe altresì coltivato la relazione adulterina con modalità lesive della dignità e dell’onore del coniuge.

Il flirt virtuale

Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tradimento perpetrato via social, in particolare sul flirting online, nel caso di un uomo sorpreso dalla moglie a ricercare relazioni extraconiugali online, equiparando la navigazione sui siti d’incontri alla violazione dell’obbligo di fedeltà.

La condotta del marito si è rivelata oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione.

Per questo è stato giustificato l’allontanamento della donna dall’abitazione ed esclusa la violazione da parte di quest’ultima dell’obbligo di coabitazione, mentre sussisteva, invece, una violazione dell’obbligo di fedeltà commessa dal marito con la conseguente pronuncia di addebito a suo carico.

I sospetti possono essere fondati o meno. Le sensazioni tuttavia, rischiano di costituire un campanello d’allarme che è bene non ignorare perché il rispetto è alla base del rapporto coniugale, non solo di fatto ma anche in punto di diritto. La consulenza dell’avvocato può aiutarti a chiarire se ci sono i presupposti o meno per richiedere l’addebito della separazione in circostanze di tradimenti o flirt perpetrati attraverso i social network e per essere preparati alle relative conseguenze.

tradimento social network

I social network consentono di instaurare nuovi rapporti con maggiore facilità. Tra questi si possono annidare amicizie nuove e potenzialmente equivoche, soprattutto quando ci si mette di mezzo l’iscrizione alle piattaforme sfacciatamente funzionali alla ricerca di nuove relazioni, come nel caso di Tinder, Badoo o Bumble (per non parlare di Gleeden, esplicitamente dedicata agli incontri extramatrimoniali).

Nell’epoca del virtuale accade spesso che relazioni clandestine online restino relegate nell’ambito di un rapporto platonico, apparentemente prive di quegli elementi che caratterizzano le relazioni extraconiugali tradizionali.

Quanti matrimoni finiscano però per dei tradimenti online, è difficile dirlo. Gli unici dati disponibili in questo senso sono quelli di Family Legal, secondo cui nella sola Milano circa quattro matrimoni su dieci finirebbero a causa di qualche messaggio sospetto su WhatsApp, un cuoricino di troppo su Instagram, un like su Facebook e via di questo passo. Un dato comunque non di poco rilievo.

Quello che è certo è che mettersi in mostra sui social network può costare caro.

Pubblicare una foto che ci ritrae abbracciati alla nostra nuova fiamma all’insaputa del coniuge (chiaramente!) con annessi cuoricini o frasi romantiche può comportare la pronuncia a nostro carico di addebito della separazione, vale a dire la responsabilità della rottura del vincolo matrimoniale.

La richiesta di addebito della separazione per infedeltà “online” scoperta a giudizio già avviato

Dell’addebito della separazione ne ho già parlato in un precedente articolo.

In questo articolo voglio invece chiarire se una relazione extraconiugale sbandierata su Facebook (o su altri social network), sia motivo sufficiente per richiedere l’addebito in un giudizio di separazione personale già incardinato.

La Corte di Cassazione ha più volte sottolineato come la pronuncia di addebito scatta se e quando sia accertato che l’infedeltà abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale, in quanto ha reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

E se la relazione extraconiugale viene scoperta solo dopo che la causa per la separazione è iniziata?

È possibile richiedere l’addebito in tal caso? Stando alle numerose sentenze di merito sul punto pare di si.

È quanto affermato recentemente il Tribunale civile di Bari, con la sentenza n. 2525 del 6 agosto 2020 con la quale la separazione è stata addebitata ad una donna che su Facebook, alla voce “situazione sentimentale”, aveva scritto “fidanzata” con un altro uomo, pubblicando foto della sua dolce metà e un’emoticon a forma di anello.

Essendo già pendente il giudizio di separazione, il marito si era limitato ad integrare la domanda introduttiva, richiedendo l’addebito della separazione alla moglie.

Per il Giudice l’addebito deve essere riconosciuto, in quanto l’ufficializzazione della relazione a mezzo social, rappresenta la prova che la relazione extraconiugale essendo iniziata da molto tempo e durante il matrimonio, fosse stata il motivo che aveva reso intollerabile la prosecuzione dei rapporti.

Il principio enunciato è che per richiedere l’addebito della separazione, non è necessario l’evento lesivo nella condotta del coniuge a cui viene addebitata l’intollerabilità della convivenza. È sufficiente la consapevolezza di violare con il proprio comportamento i doveri coniugali, al punto da causare la rottura del rapporto.

La relazione extraconiugale su una piattaforma social

Ugualmente, si rischia grosso anche se si viene a scoprire che, attraverso i social network, è in corso una relazione clandestina ed extraconiugale. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, nella sentenza 9933 del 2018, con cui ha deciso di addebitare la separazione al marito dopo che la moglie aveva scoperto che sui social risultava ufficialmente fidanzato con un’altra ragazza.

Il Giudice ha riconosciuto il nesso causale tra la condotta descritta e l’intollerabilità della convivenza.

Nonostante le rimostranze dell’uomo che aveva sottolineato come la volontà reciproca dei coniugi di vivere come marito e moglie era venuta meno a causa dei comportamenti di quest’ultima, il Giudice ha ritenuto fondata la richiesta della moglie poiché il marito avrebbe violato non solo il dovere di fedeltà, ma avrebbe altresì coltivato la relazione adulterina con modalità lesive della dignità e dell’onore del coniuge.

Il flirt virtuale

Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tradimento perpetrato via social, in particolare sul flirting online, nel caso di un uomo sorpreso dalla moglie a ricercare relazioni extraconiugali online, equiparando la navigazione sui siti d’incontri alla violazione dell’obbligo di fedeltà.

La condotta del marito si è rivelata oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione.

Per questo è stato giustificato l’allontanamento della donna dall’abitazione ed esclusa la violazione da parte di quest’ultima dell’obbligo di coabitazione, mentre sussisteva, invece, una violazione dell’obbligo di fedeltà commessa dal marito con la conseguente pronuncia di addebito a suo carico.

I sospetti possono essere fondati o meno. Le sensazioni tuttavia, rischiano di costituire un campanello d’allarme che è bene non ignorare perché il rispetto è alla base del rapporto coniugale, non solo di fatto ma anche in punto di diritto. La consulenza dell’avvocato può aiutarti a chiarire se ci sono i presupposti o meno per richiedere l’addebito della separazione in circostanze di tradimenti o flirt perpetrati attraverso i social network e per essere preparati alle relative conseguenze.

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