Il patto di famiglia per anticipare la successione dell’imprenditore

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patto di famiglia eredità

Le aziende italiane frequentemente sono a conduzione familiare e per agevolare il “passaggio generazionale”, nel 2006 nel codice civile è stato introdotto il “contratto di patto di famiglia” all’articolo 768-bis.

Il patto di famiglia è un contratto, stipulato necessariamente per atto pubblico,  con cui l’imprenditore anticipa la propria successione per quanto riguarda il trasferimento della proprietà dell’azienda o di partecipazioni societarie ai discendenti, per garantire la continuità familiare nella gestione dei propri affari.

Indice
1. I soggetti coinvolti
2. Scioglimento del patto
3. Impugnazione del contratto di patto di famiglia

I soggetti coinvolti

Al contratto devono partecipare tutti quei soggetti che sarebbero legittimari se, in quel momento, si aprisse la successione testamentaria dell’imprenditore, quindi il coniuge dell’imprenditore ed eventuali figli.

I beneficiari del patto, detti “assegnatari”, devono liquidare il coniuge e i legittimari  con una somma il cui valore viene imputato alla quota di legittima, anticipando così l’eredità.

 La liquidazione può avvenire anche con un contratto successivo, purché collegato al patto di famiglia e con la presenza degli stessi partecipanti.

Scioglimento del patto

Il contratto con il quale viene stipulato il patto di famiglia può essere sciolto o modificato con un nuovo patto o, se il contratto lo prevede, con l’esercizio del diritto di recesso da parte di un partecipante al patto.

 Scioglimento e modifica richiedono la necessaria partecipazione dei medesimi soggetti coinvolti nel primo patto di famiglia.

Impugnazione del contratto di patto di famiglia

Una peculiarità del contratto di patto di famiglia è che quanto ricevuto dal coniuge e dai legittimari non può essere oggetto di collazione o di un’azione di riduzione

L’azione di annullamento del patto è esperibile da ciascun partecipante (quindi non solo da parte del coniuge o dei legittimari, ma anche da parte dell’imprenditore o dei figli assegnatari), ma entro il termine prescrizionale di un anno. 

 Se il coniuge o alcuni legittimari non partecipano al patto di famiglia, in caso di morte dell’imprenditore , i soggetti esclusi possono chiedere ai figli assegnatari la corresponsione della somma dovuta a titolo di liquidazione più gli interessi legali: se i figli non versano tale somma, il patto di famiglia può essere impugnato, sempre nel breve termine di un anno.

patto di famiglia eredità

Le aziende italiane frequentemente sono a conduzione familiare e per agevolare il “passaggio generazionale”, nel 2006 nel codice civile è stato introdotto il “contratto di patto di famiglia” all’articolo 768-bis.

Il patto di famiglia è un contratto, stipulato necessariamente per atto pubblico,  con cui l’imprenditore anticipa la propria successione per quanto riguarda il trasferimento della proprietà dell’azienda o di partecipazioni societarie ai discendenti, per garantire la continuità familiare nella gestione dei propri affari.

Indice
1. I soggetti coinvolti
2. Scioglimento del patto
3. Impugnazione del contratto di patto di famiglia

I soggetti coinvolti

Al contratto devono partecipare tutti quei soggetti che sarebbero legittimari se, in quel momento, si aprisse la successione testamentaria dell’imprenditore, quindi il coniuge dell’imprenditore ed eventuali figli.

I beneficiari del patto, detti “assegnatari”, devono liquidare il coniuge e i legittimari  con una somma il cui valore viene imputato alla quota di legittima, anticipando così l’eredità.

 La liquidazione può avvenire anche con un contratto successivo, purché collegato al patto di famiglia e con la presenza degli stessi partecipanti.

Scioglimento del patto

Il contratto con il quale viene stipulato il patto di famiglia può essere sciolto o modificato con un nuovo patto o, se il contratto lo prevede, con l’esercizio del diritto di recesso da parte di un partecipante al patto.

 Scioglimento e modifica richiedono la necessaria partecipazione dei medesimi soggetti coinvolti nel primo patto di famiglia.

Impugnazione del contratto di patto di famiglia

Una peculiarità del contratto di patto di famiglia è che quanto ricevuto dal coniuge e dai legittimari non può essere oggetto di collazione o di un’azione di riduzione

L’azione di annullamento del patto è esperibile da ciascun partecipante (quindi non solo da parte del coniuge o dei legittimari, ma anche da parte dell’imprenditore o dei figli assegnatari), ma entro il termine prescrizionale di un anno. 

 Se il coniuge o alcuni legittimari non partecipano al patto di famiglia, in caso di morte dell’imprenditore , i soggetti esclusi possono chiedere ai figli assegnatari la corresponsione della somma dovuta a titolo di liquidazione più gli interessi legali: se i figli non versano tale somma, il patto di famiglia può essere impugnato, sempre nel breve termine di un anno.