Il diritto alla salute ai tempi del Covid-19

Articolo a cura della Dott.ssa Isabella Velardo

Uno tra i fondamentali diritti di natura individuale e collettiva, il diritto alla salute, pone le radici, della sua arcaica storia, nella Carta Costituzionale Italiana, per opera della “Commissione dei 751”. L’Italia, nelle vesti di Repubblica Democratica, tutela la salute sia come fondamentale diritto dell’individuo, che come interesse della collettività.

Salute ai tempi del covid

Il duplice impegno, assunto dalla Repubblica, consiste, dunque, anche nella consapevolezza, da parte dei Costituenti, della necessità di legare indissolubilmente salute e persona. Il bilanciamento tra attitudine individuale e collettiva, rinviene nel II’ comma dell’articolo 32 della Costituzione, laddove “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Inoltre, la legge, che dispone in tal senso, non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
La possibile coincidenza tra salute del singolo e della collettività non si esclude. Il singolo non potrà mai sottoporsi a una pratica dannosa per perseguire un’ideale di benessere, ma dovrà permettere tutela e cura idonea alla sua salute. Nel caso in cui l’incolumità collettiva fosse minacciata da pochi individui, questi non possono essere sottoposti a interventi lesivi alla loro persona.
Il diritto alla salute, inoltre, non trova compimento nelle sole prestazioni sanitarie, ma anche nell’insieme degli interessi pubblici rivolti al recupero e alla conservazione dello stato di salute. Ed è così che i grandi principi della Costituzione, frutti di due grandi guerre mondiali, trovano spazio in uno status di emergenza attuale, generato dalla diffusione del Covid-19.
Le misure adottate per tutelare la sicurezza e la salute pubblica, mettono in discussione, ogni giorno, i diritti costituzionalmente tutelati, tra i quali: la libertà di movimento e di soggiorno soggetta a restrizioni per “motivi di sanità o di sicurezza”2, il diritto di riunirsi limitato “soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”3e il diritto di esercitare una attività economica che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza”4. L’Italia, ha così attuato una serie di misure atte a garantire “le cure gratuite agli indigenti”, supportando un piano di prevenzione5 ,mediante la pubblicazione di raccomandazioni quotidiane di pubblica igiene.
Pertanto la Costituzione, pur non prevedendo direttamente soluzioni a fenomeni pandemici, è stata comunque d’ispirazione agli enti amministrativi e governativi preposti. Invero, l’azione pubblica ha trovato riscontro in una serie d’interventi straordinari e urgenti atti a reprimere e a prevenire la pandemia e i suoi effetti.
A livello Nazionale, il Consiglio dei Ministri, il 17 Marzo, ha approvato il D.L. n. 18/2020, cosiddetto decreto “Cura Italia”6, al fine di finanziare e potenziare, tra le altre cose, il Sistema Sanitario Nazionale. Con il D.L. n. 33/20207, inoltre, il Presidente della Repubblica, vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri ha ritenuto la straordinaria necessità e urgenza di emanare adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento del Covid-19. A livello locale, pertanto, è stato riorganizzato il potere del Sindaco per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia. Ai sensi dell’articolo 54 TUEL8, il Sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Difatti, il Testo Unico degli Enti Locali, agli articoli dal 50 al 54, attribuisce al Sindaco (o al Vicesindaco9 in caso di sostituzione) un ampio potere di emanazione di ordinanze contingibili e urgenti per tutelare la sanità, l’igiene pubblica, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini.
L’evidente priorità emergenziale per cui il diritto alla salute è oggi il principale oggetto di tutela, potrebbe dirottare su questioni etiche di non poca rilevanza quali l’obbligo di vaccinazione. Sebbene, ancora nulla di definitivo sia stato disposto dal Ministero della Salute10, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato al riguardo, ha convenuto circa l’urgenza del vaccino, per quanto il suo obbligo possa essere incostituzionale11. La nozione di salute andrebbe così ad acquisire una dimensione relazionale di partecipazione solidale alla vita civile e sociale. Diversamente e a sostegno dell’articolo 32, comma II, della costituzione, l’articolo 5 del Codice Civile, in materia di autodeterminazione, vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.
I principi fondamentali della Costituzione, tutelando l’individuo nella collettività, tuttavia, non prevedono alcun obbligo vaccinale in caso di pandemia. Per compensare a questa mancanza, una strada mediana è stata proposta da due studiosi Americani di Scienze Sociali, uno dei quali, Richard Thaler, onorato del Premio Nobel per l’Economia nel 2017. Con l’ideale della “Spinta Gentile”,l’obiettivo è quello di trovare una via di mezzo tra l’obbligo di fare qualcosa e una mera raccomandazione.
Lo stato, pertanto, per ottenere tale risultato, da un lato dovrebbe rendere più semplice e immediato il comportamento desiderato, dall’altro invece, dovrebbe presentare come meno vantaggioso quello non desiderato. È allora che il terrorismo mediatico s’insinua nelle menti già confuse e disperate della gente, mentre ad oggi 61.240 cittadini italiani e 1,55 milioni di persone nel mondo sono morte di Coronavirus. La salute, diventa quindi lo specchio dell’anima di un paese, come riflesso attendibile per valutare non solo il proprio senso di cittadino individuale che vive nel mondo, nel rispetto o meno delle mores e delle leges, ma anche delle azioni e scelte politically correct di coloro che dovrebbero essere la voce del popolo.


1 https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/storia_costituzione.pdf
2 Art. 16 Costituzione
3 Art. 17 Costituzione
4 Art. 41, II comma, Costituzione
5 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2.html
6 http://www.salute.gov.it/portale/home.html
7 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/16/20G00051/sg
8 https://dait.interno.gov.it/finanza­-locale/documentazione/testo-unico­-delle-leggi-sullordinamento-degli-enti-locali
9 Art. 53 D.lgs. n. 267/2000
10 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5202_1_file.pdf
11 https://www1.ordinemediciroma.it/comunicati-stampa/26288-magi-obbligo-vaccino-influenza-contro-legge-costituzione-non-prevede-pandemie-ma-in-situazione-emergenza-e-indispensabile.html

salute ai tempi del covid

Il duplice impegno, assunto dalla Repubblica, consiste, dunque, anche nella consapevolezza, da parte dei Costituenti, della necessità di legare indissolubilmente salute e persona. Il bilanciamento tra attitudine individuale e collettiva, rinviene nel II’ comma dell’articolo 32 della Costituzione, laddove “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Inoltre, la legge, che dispone in tal senso, non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
La possibile coincidenza tra salute del singolo e della collettività non si esclude. Il singolo non potrà mai sottoporsi a una pratica dannosa per perseguire un’ideale di benessere, ma dovrà permettere tutela e cura idonea alla sua salute. Nel caso in cui l’incolumità collettiva fosse minacciata da pochi individui, questi non possono essere sottoposti a interventi lesivi alla loro persona.
Il diritto alla salute, inoltre, non trova compimento nelle sole prestazioni sanitarie, ma anche nell’insieme degli interessi pubblici rivolti al recupero e alla conservazione dello stato di salute. Ed è così che i grandi principi della Costituzione, frutti di due grandi guerre mondiali, trovano spazio in uno status di emergenza attuale, generato dalla diffusione del Covid-19.
Le misure adottate per tutelare la sicurezza e la salute pubblica, mettono in discussione, ogni giorno, i diritti costituzionalmente tutelati, tra i quali: la libertà di movimento e di soggiorno soggetta a restrizioni per “motivi di sanità o di sicurezza”2, il diritto di riunirsi limitato “soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”3e il diritto di esercitare una attività economica che “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza”4. L’Italia, ha così attuato una serie di misure atte a garantire “le cure gratuite agli indigenti”, supportando un piano di prevenzione5 ,mediante la pubblicazione di raccomandazioni quotidiane di pubblica igiene.
Pertanto la Costituzione, pur non prevedendo direttamente soluzioni a fenomeni pandemici, è stata comunque d’ispirazione agli enti amministrativi e governativi preposti. Invero, l’azione pubblica ha trovato riscontro in una serie d’interventi straordinari e urgenti atti a reprimere e a prevenire la pandemia e i suoi effetti.
A livello Nazionale, il Consiglio dei Ministri, il 17 Marzo, ha approvato il D.L. n. 18/2020, cosiddetto decreto “Cura Italia”6, al fine di finanziare e potenziare, tra le altre cose, il Sistema Sanitario Nazionale. Con il D.L. n. 33/20207, inoltre, il Presidente della Repubblica, vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri ha ritenuto la straordinaria necessità e urgenza di emanare adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento del Covid-19. A livello locale, pertanto, è stato riorganizzato il potere del Sindaco per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia. Ai sensi dell’articolo 54 TUEL8, il Sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Difatti, il Testo Unico degli Enti Locali, agli articoli dal 50 al 54, attribuisce al Sindaco (o al Vicesindaco9 in caso di sostituzione) un ampio potere di emanazione di ordinanze contingibili e urgenti per tutelare la sanità, l’igiene pubblica, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini.
L’evidente priorità emergenziale per cui il diritto alla salute è oggi il principale oggetto di tutela, potrebbe dirottare su questioni etiche di non poca rilevanza quali l’obbligo di vaccinazione. Sebbene, ancora nulla di definitivo sia stato disposto dal Ministero della Salute10, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato al riguardo, ha convenuto circa l’urgenza del vaccino, per quanto il suo obbligo possa essere incostituzionale11. La nozione di salute andrebbe così ad acquisire una dimensione relazionale di partecipazione solidale alla vita civile e sociale. Diversamente e a sostegno dell’articolo 32, comma II, della costituzione, l’articolo 5 del Codice Civile, in materia di autodeterminazione, vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.
I principi fondamentali della Costituzione, tutelando l’individuo nella collettività, tuttavia, non prevedono alcun obbligo vaccinale in caso di pandemia. Per compensare a questa mancanza, una strada mediana è stata proposta da due studiosi Americani di Scienze Sociali, uno dei quali, Richard Thaler, onorato del Premio Nobel per l’Economia nel 2017. Con l’ideale della “Spinta Gentile”,l’obiettivo è quello di trovare una via di mezzo tra l’obbligo di fare qualcosa e una mera raccomandazione.
Lo stato, pertanto, per ottenere tale risultato, da un lato dovrebbe rendere più semplice e immediato il comportamento desiderato, dall’altro invece, dovrebbe presentare come meno vantaggioso quello non desiderato. È allora che il terrorismo mediatico s’insinua nelle menti già confuse e disperate della gente, mentre ad oggi 61.240 cittadini italiani e 1,55 milioni di persone nel mondo sono morte di Coronavirus. La salute, diventa quindi lo specchio dell’anima di un paese, come riflesso attendibile per valutare non solo il proprio senso di cittadino individuale che vive nel mondo, nel rispetto o meno delle mores e delle leges, ma anche delle azioni e scelte politically correct di coloro che dovrebbero essere la voce del popolo.


1 https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/storia_costituzione.pdf
2 Art. 16 Costituzione
3 Art. 17 Costituzione
4 Art. 41, II comma, Costituzione
5 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2.html
6 http://www.salute.gov.it/portale/home.html
7 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/16/20G00051/sg
8 https://dait.interno.gov.it/finanza­-locale/documentazione/testo-unico­-delle-leggi-sullordinamento-degli-enti-locali
9 Art. 53 D.lgs. n. 267/2000
10 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5202_1_file.pdf
11 https://www1.ordinemediciroma.it/comunicati-stampa/26288-magi-obbligo-vaccino-influenza-contro-legge-costituzione-non-prevede-pandemie-ma-in-situazione-emergenza-e-indispensabile.html

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