Guida pratica alle perizie per la valutazione dei danni materiali in seguito a sinistro stradale

Dopo un incidente stradale, in caso di danni, per ottenere il risarcimento deve essere svolta una perizia assicurativa.
In questo articolo mi concentro sui danni materiali e la relativa valutazione, sulla figura del perito, su come vengono determinati i danni e quali siano le tempistiche per il risarcimento danni da incidente stradale.

Guida perizia assicurativa

Cosa è la perizia

In termini generali, la perizia è l’accertamento effettuato da un tecnico incaricato dalla compagnia d’assicurazioni e che serve a stimare l’entità dei danni materiali subiti dal veicolo e dei danni fisici patiti dal conducente e dai passeggeri coinvolti nel sinistro. In un prossimo articolo approfondiremo la perizia volta alla valutazione dei danni fisici. Qui ci concentriamo sulla perizia per la valutazione dei danni a cose e al veicolo.

Come si svolge la perizia

Subito dopo un incidente stradale, l’assicurato è tenuto a denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa, nel breve termine di 3 giorni dall’evento.
Non ottemperare tempestivamente a questo obbligo può comportare una riduzione del risarcimento, o addirittura, in caso di inadempimento doloso, la perdita del diritto ad ottenerlo.
Nella denuncia l’assicurato è tenuto a indicare i giorni, le ore e il luogo in cui il veicolo può essere messo a disposizione per essere visionato dal perito. Il veicolo deve restare disponibile a tale scopo per almeno 5 giorni lavorativi.
Nei 10 giorni successivi al ricevimento della denuncia, la compagnia assicurativa incarica il perito per eseguire gli accertamenti al fine di ricostruire la dinamica del sinistro e dell’attribuzione della responsabilità per la sua causazione oltre che per la valutazione dei danni.
Di conseguenza, ove le risultanze degli accertamenti peritali dovessero concludere per una distribuzione della responsabilità tra le parti coinvolte, l’assicurato vedrà ridotto il suo risarcimento in proporzione alla percentuale di colpa attribuitagli.
La perizia del veicolo può essere effettuata anche presso l’officina ove verranno eseguite le riparazioni necessarie, oltre che presso l’abitazione dell’assicurato.
La carrozzeria deve fornire al perito la documentazione necessaria per la redazione del proprio elaborato, comprese le fotografie eseguite prima, durante ed al termine della riparazione.
È buona prassi far valutare il danno da un meccanico o da un carrozziere ottenendo un preventivo per le riparazioni, poiché con a disposizione una stima effettuata da un professionista di fiducia in merito ai danni subiti si può decidere se accettare o meno la somma che verrà offerta dalla compagnia assicurativa.
Per quanto riguarda, invece, l’opportunità di far riparare il veicolo prima della perizia, l’articolo 148 del codice delle assicurazioni private consente, nei sinistri con soli danni a cose, di effettuare la riparazione del veicolo prima dell’ispezione. È bene però tenere presente che nella pratica quotidiana, effettuata la riparazione, l’assicurato non può più dimostrare il danno e quindi qualora l’assicurazione dovesse rifiutarsi di riconoscere un risarcimento, il danneggiato non avrebbe più modo – o farebbe notevole maggiore fatica – di dimostrare i danni subiti in un’eventuale causa davanti a un giudice.
Infatti, anche le eventuali fotografie dei danni riportati dal veicolo, scattate dal proprietario del veicolo, potrebbero essere agilmente contestate dall’assicurazione, in quanto non è possibile accertare con precisione la data di creazione del materiale fotografico e la concreta entità dei danni riportati dalla vettura.
Ad ogni modo, ove tale circostanza si verificasse, l’assicurazione dovrà valutare i danni ed il successivo riconoscimento di una somma a titolo di risarcimento solo dopo aver ricevuto la fattura delle riparazioni effettivamente eseguite. Non un preventivo!
Una volta ricevuta la perizia del tecnico, la compagnia formulerà la sua offerta di risarcimento da proporre all’assicurato danneggiato, il quale potrà accettare l’importo, o accettarlo a titolo di acconto sul maggior dovuto chiedendo una valutazione maggiore. Ma ciò potrà avvenire solo se si è in possesso di documentazione che comprova tale richiesta.

I tempi per ottenere il risarcimento

Una volta effettuate le perizie e ottenuta tutta la documentazione richiesta, la legge impone alle compagnie dei tempi massimi entro cui formulare un’offerta di risarcimento ai danneggiati:

  • per i soli danni materiali a cose e veicoli, in presenza di un modulo CAI (o modulo blu) firmato da entrambi i conducenti, l’impresa è tenuta a comunicare un’offerta, o i motivi per cui ritiene di non doverla fare, entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione;
  • ove manchi il modulo di constatazione amichevole o se lo stesso sia stato sottoscritto da un solo conducente, i tempi invece possono allungarsi fino a un massimo di 60 giorni.

Quando si rimane coinvolti in un incidente stradale è importante non trascurare gli adempimenti burocratici per non incorrere in errori (anche banali) che possono pregiudicare il diritto ad ottenere un giusto risarcimento dei danni subiti. È altrettanto importante avvalersi di un professionista che sappia spiegare in maniera onesta i diritti tutelabili, specialmente nei confronti delle compagnie di assicurazione.

guida perizia assicurativa

Cosa è la perizia

In termini generali, la perizia è l’accertamento effettuato da un tecnico incaricato dalla compagnia d’assicurazioni e che serve a stimare l’entità dei danni materiali subiti dal veicolo e dei danni fisici patiti dal conducente e dai passeggeri coinvolti nel sinistro. In un prossimo articolo approfondiremo la perizia volta alla valutazione dei danni fisici. Qui ci concentriamo sulla perizia per la valutazione dei danni a cose e al veicolo.

Come si svolge la perizia

Subito dopo un incidente stradale, l’assicurato è tenuto a denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa, nel breve termine di 3 giorni dall’evento.
Non ottemperare tempestivamente a questo obbligo può comportare una riduzione del risarcimento, o addirittura, in caso di inadempimento doloso, la perdita del diritto ad ottenerlo.
Nella denuncia l’assicurato è tenuto a indicare i giorni, le ore e il luogo in cui il veicolo può essere messo a disposizione per essere visionato dal perito. Il veicolo deve restare disponibile a tale scopo per almeno 5 giorni lavorativi.
Nei 10 giorni successivi al ricevimento della denuncia, la compagnia assicurativa incarica il perito per eseguire gli accertamenti al fine di ricostruire la dinamica del sinistro e dell’attribuzione della responsabilità per la sua causazione oltre che per la valutazione dei danni.
Di conseguenza, ove le risultanze degli accertamenti peritali dovessero concludere per una distribuzione della responsabilità tra le parti coinvolte, l’assicurato vedrà ridotto il suo risarcimento in proporzione alla percentuale di colpa attribuitagli.
La perizia del veicolo può essere effettuata anche presso l’officina ove verranno eseguite le riparazioni necessarie, oltre che presso l’abitazione dell’assicurato.
La carrozzeria deve fornire al perito la documentazione necessaria per la redazione del proprio elaborato, comprese le fotografie eseguite prima, durante ed al termine della riparazione.
È buona prassi far valutare il danno da un meccanico o da un carrozziere ottenendo un preventivo per le riparazioni, poiché con a disposizione una stima effettuata da un professionista di fiducia in merito ai danni subiti si può decidere se accettare o meno la somma che verrà offerta dalla compagnia assicurativa.
Per quanto riguarda, invece, l’opportunità di far riparare il veicolo prima della perizia, l’articolo 148 del codice delle assicurazioni private consente, nei sinistri con soli danni a cose, di effettuare la riparazione del veicolo prima dell’ispezione. È bene però tenere presente che nella pratica quotidiana, effettuata la riparazione, l’assicurato non può più dimostrare il danno e quindi qualora l’assicurazione dovesse rifiutarsi di riconoscere un risarcimento, il danneggiato non avrebbe più modo – o farebbe notevole maggiore fatica – di dimostrare i danni subiti in un’eventuale causa davanti a un giudice.
Infatti, anche le eventuali fotografie dei danni riportati dal veicolo, scattate dal proprietario del veicolo, potrebbero essere agilmente contestate dall’assicurazione, in quanto non è possibile accertare con precisione la data di creazione del materiale fotografico e la concreta entità dei danni riportati dalla vettura.
Ad ogni modo, ove tale circostanza si verificasse, l’assicurazione dovrà valutare i danni ed il successivo riconoscimento di una somma a titolo di risarcimento solo dopo aver ricevuto la fattura delle riparazioni effettivamente eseguite. Non un preventivo!
Una volta ricevuta la perizia del tecnico, la compagnia formulerà la sua offerta di risarcimento da proporre all’assicurato danneggiato, il quale potrà accettare l’importo, o accettarlo a titolo di acconto sul maggior dovuto chiedendo una valutazione maggiore. Ma ciò potrà avvenire solo se si è in possesso di documentazione che comprova tale richiesta.

I tempi per ottenere il risarcimento

Una volta effettuate le perizie e ottenuta tutta la documentazione richiesta, la legge impone alle compagnie dei tempi massimi entro cui formulare un’offerta di risarcimento ai danneggiati:

  • per i soli danni materiali a cose e veicoli, in presenza di un modulo CAI (o modulo blu) firmato da entrambi i conducenti, l’impresa è tenuta a comunicare un’offerta, o i motivi per cui ritiene di non doverla fare, entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione;
  • ove manchi il modulo di constatazione amichevole o se lo stesso sia stato sottoscritto da un solo conducente, i tempi invece possono allungarsi fino a un massimo di 60 giorni.

Quando si rimane coinvolti in un incidente stradale è importante non trascurare gli adempimenti burocratici per non incorrere in errori (anche banali) che possono pregiudicare il diritto ad ottenere un giusto risarcimento dei danni subiti. È altrettanto importante avvalersi di un professionista che sappia spiegare in maniera onesta i diritti tutelabili, specialmente nei confronti delle compagnie di assicurazione.

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