Ci si può separare al di fuori del Tribunale?

Separazione e divorzio

Separarsi è davvero molto facile al giorno d’oggi. Una coppia su tre “scoppia”. Si stima che nel 2030 le separazioni ed i divorzi aumenteranno del 78,5 %.
Fino a poco tempo fa l’unica via per la separazione era quella del Tribunale, attraverso procedimenti difficili economicamente ed emotivamente. Oggi, invece, separarsi è più semplice e veloce perlomeno per i coniugi che maturino questa decisione di comune accordo.
Sono, infatti, possibili due vie alternative alla separazione consensuale in Tribunale:
separazione in Comune;
– separazione con negoziazione assistita dell’avvocato.

Indice
1.La separazione in Comune
2.La separazione con negoziazione assistita dell’avvocato

1.La separazione in Comune

La separazione in Comune, ossia davanti al Sindaco o, in sua assenza, davanti all’ufficiale di stato civile può essere solo consensuale, cioè presuppone che i coniugi abbiano già raggiunto un accordo sulla separazione e su come attuarla.

Capiamo in concreto come si svolge la procedura di separazione in Comune.

La coppia può decidere di separarsi in Comune se sono presenti le seguenti condizioni:

  1.  non vi siano figli ancora minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap o incapaci. I figli, ancorché minori, nati da precedenti relazioni non sono un ostacolo alla separazione in Comune;
  2.  la coppia deve avere trovato già un accordo su tutti gli aspetti della separazione, sia per quanto riguarda le questioni personali che patrimoniali;
  3. la coppia non può disporre trasferimenti patrimoniali tra i coniugi come, ad esempio, l’assegnazione della casa, ma può accordarsi sull’assegno di mantenimento.

I coniugi che abbiano deciso di separarsi, presenti tali presupposti, possono recarsi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune ove hanno contratto matrimonio o presso quello del Comune di residenza di uno dei due coniugi o di entrambi.

Il procedimento si svolge in due incontri:

  1. la coppia si presenta in Comune e manifesta la volontà di separarsi. Il sindaco o l’ufficiale di Stato Civile redige l’accordo di separazione che i coniugi gli riferiscono di avere raggiunto. Dopo aver compilato l’accordo, il pubblico ufficiale dà ai coniugi appuntamento per un secondo incontro fissato non prima di 30 giorni; La ragione di questo lasso di tempo è per consentire loro una pausa di riflessione sulla scelta in atto.
  2. al secondo incontro, viene richiesto ai coniugi di confermare l’intenzione di separarsi.

Per separarsi consensualmente in Comune la presenza dell’avvocato non è necessaria, ma è consigliabile rivolgersi comunque ad un professionista che possa innanzitutto verificare la presenza dei requisiti per accedere a questa procedura alternativa, poi possa consigliarvi prospettandovi tutte le conseguenze di tale scelta e seguirvi in questo percorso delicato.

Un vantaggio di non poco conto è che il procedimento è gratuito, salvo un contributo fisso di 16 euro.

2.La separazione con negoziazione assistita dell’avvocato

Se la coppia vuole separarsi ma ha figli minori e vuole trasferire beni e regolare i rapporti patrimoniali, dovrà ricorrere a questa seconda alternativa.

La separazione con negoziazione assistita viene formalizzata con un vero e proprio contratto, redatto dagli avvocati dei due coniugi (necessariamente uno a testa) e che poi passa al vaglio finale del Tribunale.

Dopo la sottoscrizione dell’accordo, la documentazione va trasmessa entro 10 giorni al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale che sarebbe competente per la separazione, affinchè quest’ultimo possa procedere o all’apposizione del nullaosta o, in presenza di figli minori, maggiorenni non autosufficienti,  portatori di handicap od incapaci, al rilascio dell’autorizzazione necessaria per il successivo inoltro all’Ufficio dello Stato Civile nei cui registri è stato iscritto o trascritto il matrimonio.

L’autorizzazione implica sempre il riscontro della conformità delle condizioni pattuite dai coniugi rispetto all’interesse prioritario dei figli, con la conseguenza che, difettando tale presupposto, al Pubblico Ministero non residuerà altra scelta che quella di rimettere gli atti al Presidente del Tribunale, affinchè il procedimento possa proseguire nelle forme ordinarie.

Ricevuto il nullaosta e l’autorizzazione, è onere di almeno uno degli avvocati che hanno assistito le parti in fase di negoziazione trasmettere una copia autentica dell’accordo all’Ufficio di Stato Civile competente entro il termine perentorio di 10 giorni dalla comunicazione così da consentire la successiva trascrizione dell’accordo stesso a margine dell’atto di matrimonio.

Il costo della procedura di negoziazione assistita è costituito solamente dalla parcella del legale con notevole risparmio, anche in questo caso, in termini di denaro e anche di tempo.

separazione e divorzio

Separarsi è davvero molto facile al giorno d’oggi. Una coppia su tre “scoppia”. Si stima che nel 2030 le separazioni ed i divorzi aumenteranno del 78,5 %.
Fino a poco tempo fa l’unica via per la separazione era quella del Tribunale, attraverso procedimenti difficili economicamente ed emotivamente. Oggi, invece, separarsi è più semplice e veloce perlomeno per i coniugi che maturino questa decisione di comune accordo.
Sono, infatti, possibili due vie alternative alla separazione consensuale in Tribunale:
separazione in Comune;
– separazione con negoziazione assistita dell’avvocato.

Indice
1.La separazione in Comune
2.La separazione con negoziazione assistita dell’avvocato

1.La separazione in Comune

La separazione in Comune, ossia davanti al Sindaco o, in sua assenza, davanti all’ufficiale di stato civile può essere solo consensuale, cioè presuppone che i coniugi abbiano già raggiunto un accordo sulla separazione e su come attuarla.

Capiamo in concreto come si svolge la procedura di separazione in Comune.

La coppia può decidere di separarsi in Comune se sono presenti le seguenti condizioni:

  1.  non vi siano figli ancora minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap o incapaci. I figli, ancorché minori, nati da precedenti relazioni non sono un ostacolo alla separazione in Comune;
  2.  la coppia deve avere trovato già un accordo su tutti gli aspetti della separazione, sia per quanto riguarda le questioni personali che patrimoniali;
  3. la coppia non può disporre trasferimenti patrimoniali tra i coniugi come, ad esempio, l’assegnazione della casa, ma può accordarsi sull’assegno di mantenimento.

I coniugi che abbiano deciso di separarsi, presenti tali presupposti, possono recarsi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune ove hanno contratto matrimonio o presso quello del Comune di residenza di uno dei due coniugi o di entrambi.

Il procedimento si svolge in due incontri:

  1. la coppia si presenta in Comune e manifesta la volontà di separarsi. Il sindaco o l’ufficiale di Stato Civile redige l’accordo di separazione che i coniugi gli riferiscono di avere raggiunto. Dopo aver compilato l’accordo, il pubblico ufficiale dà ai coniugi appuntamento per un secondo incontro fissato non prima di 30 giorni; La ragione di questo lasso di tempo è per consentire loro una pausa di riflessione sulla scelta in atto.
  2. al secondo incontro, viene richiesto ai coniugi di confermare l’intenzione di separarsi.

Per separarsi consensualmente in Comune la presenza dell’avvocato non è necessaria, ma è consigliabile rivolgersi comunque ad un professionista che possa innanzitutto verificare la presenza dei requisiti per accedere a questa procedura alternativa, poi possa consigliarvi prospettandovi tutte le conseguenze di tale scelta e seguirvi in questo percorso delicato.

Un vantaggio di non poco conto è che il procedimento è gratuito, salvo un contributo fisso di 16 euro.

2.La separazione con negoziazione assistita dell’avvocato

Se la coppia vuole separarsi ma ha figli minori e vuole trasferire beni e regolare i rapporti patrimoniali, dovrà ricorrere a questa seconda alternativa.

La separazione con negoziazione assistita viene formalizzata con un vero e proprio contratto, redatto dagli avvocati dei due coniugi (necessariamente uno a testa) e che poi passa al vaglio finale del Tribunale.

Dopo la sottoscrizione dell’accordo, la documentazione va trasmessa entro 10 giorni al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale che sarebbe competente per la separazione, affinchè quest’ultimo possa procedere o all’apposizione del nullaosta o, in presenza di figli minori, maggiorenni non autosufficienti,  portatori di handicap od incapaci, al rilascio dell’autorizzazione necessaria per il successivo inoltro all’Ufficio dello Stato Civile nei cui registri è stato iscritto o trascritto il matrimonio.

L’autorizzazione implica sempre il riscontro della conformità delle condizioni pattuite dai coniugi rispetto all’interesse prioritario dei figli, con la conseguenza che, difettando tale presupposto, al Pubblico Ministero non residuerà altra scelta che quella di rimettere gli atti al Presidente del Tribunale, affinchè il procedimento possa proseguire nelle forme ordinarie.

Ricevuto il nullaosta e l’autorizzazione, è onere di almeno uno degli avvocati che hanno assistito le parti in fase di negoziazione trasmettere una copia autentica dell’accordo all’Ufficio di Stato Civile competente entro il termine perentorio di 10 giorni dalla comunicazione così da consentire la successiva trascrizione dell’accordo stesso a margine dell’atto di matrimonio.

Il costo della procedura di negoziazione assistita è costituito solamente dalla parcella del legale con notevole risparmio, anche in questo caso, in termini di denaro e anche di tempo.

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