Bancomat: zero commissioni per i pagamenti elettronici fino a 5 euro

Il Cashless nazionale trova l’appoggio di diversi soggetti che si fanno promotori dell’iniziativa promossa dal Governo per la riduzione dell’uso del contante. Il progetto, affiancato dal piano Cashback Italia, trova il supporto importante di Bancomat Spa.

Cashless

La società leader nel settore dei pagamenti digitali, che gestisce i circuiti di pagamento PagoBancomat, Bancomat e Bancomat Pay, ha infatti annunciato che dall’1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023 saranno azzerate le commissioni bancomat relative alle transazioni di importo pari e inferiore a 5 euro. Le commissioni interessate sono quelle interbancarie corrisposte, cioè, dalla banca acquirer alla banca che emette la carta con la quale si effettua il pagamento.

L’iniziativa nasce per supportare il piano Cashless ideato dal Governo per stimolare l’uso della moneta elettronica e contrastare il tanto famigerato fenomeno dell’evasione fiscale.

Il Governo, per incentivare i pagamenti-no cash, ha dato avvio al progetto cashback che permetterà a tutti coloro che effettuano pagamenti digitali di ricevere un rimborso pari al 10% del valore delle transazioni.

Nell’era Cashless, cashback e contactless, importante è il supporto offerto da Bancomat Spa. La politica in attuazione incoraggerà l’installazione dei POS in tutti gli esercizi commerciali, anche quelli per cui la moneta elettronica, purtroppo, rappresenta ancora un tabù (si pensi ai piccoli negozi presenti nei piccoli Comuni).

La mission va analizzata sotto un duplice aspetto: da un lato, infatti, l’azzeramento delle commissioni spingerà gli esercenti all’installazione del Pos (considerata la soppressione dei costi relativi alle commissioni di importo minimo, gli esercenti accetteranno senza esitazioni i pagamenti elettronici) e dall’altro, di riflesso, stimolerà il consumatore ad utilizzare i pagamenti digitali anche per acquisti di importo irrisorio che caratterizzano le operazioni quotidiane.
D’altro canto l’abbattimento delle commissioni inciderà positivamente anche sulla customer experience: il consumatore prediligerà l’esercente abilitato ai pagamenti elettronici utili ai fini del progetto cashback.
In poche parole, il consumatore che ha aderito al cashback sarà molto più incline a pagare gli acquisti con carta (utili alla maturazione del rimborso cashback) e, di conseguenza, preferirà acquistare nei negozi fisici in cui è possibile usare la moneta elettronica. L’inclinazione del cliente stimolerà l’esercente all’installazione del Pos.
Insomma gli strumenti che si stanno attuando sembrano predisporsi perfettamente in un sistema circolare le cui iniziative si stimolano e supportano reciprocamente e sono orientate verso lo stesso obiettivo: la riduzione dell’uso del contante e la lotta all’evasione fiscale.

cashless

La società leader nel settore dei pagamenti digitali, che gestisce i circuiti di pagamento PagoBancomat, Bancomat e Bancomat Pay, ha infatti annunciato che dall’1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023 saranno azzerate le commissioni bancomat relative alle transazioni di importo pari e inferiore a 5 euro. Le commissioni interessate sono quelle interbancarie corrisposte, cioè, dalla banca acquirer alla banca che emette la carta con la quale si effettua il pagamento.

L’iniziativa nasce per supportare il piano Cashless ideato dal Governo per stimolare l’uso della moneta elettronica e contrastare il tanto famigerato fenomeno dell’evasione fiscale.

Il Governo, per incentivare i pagamenti-no cash, ha dato avvio al progetto cashback che permetterà a tutti coloro che effettuano pagamenti digitali di ricevere un rimborso pari al 10% del valore delle transazioni.

Nell’era Cashless, cashback e contactless, importante è il supporto offerto da Bancomat Spa. La politica in attuazione incoraggerà l’installazione dei POS in tutti gli esercizi commerciali, anche quelli per cui la moneta elettronica, purtroppo, rappresenta ancora un tabù (si pensi ai piccoli negozi presenti nei piccoli Comuni).

La mission va analizzata sotto un duplice aspetto: da un lato, infatti, l’azzeramento delle commissioni spingerà gli esercenti all’installazione del Pos (considerata la soppressione dei costi relativi alle commissioni di importo minimo, gli esercenti accetteranno senza esitazioni i pagamenti elettronici) e dall’altro, di riflesso, stimolerà il consumatore ad utilizzare i pagamenti digitali anche per acquisti di importo irrisorio che caratterizzano le operazioni quotidiane.
D’altro canto l’abbattimento delle commissioni inciderà positivamente anche sulla customer experience: il consumatore prediligerà l’esercente abilitato ai pagamenti elettronici utili ai fini del progetto cashback.
In poche parole, il consumatore che ha aderito al cashback sarà molto più incline a pagare gli acquisti con carta (utili alla maturazione del rimborso cashback) e, di conseguenza, preferirà acquistare nei negozi fisici in cui è possibile usare la moneta elettronica. L’inclinazione del cliente stimolerà l’esercente all’installazione del Pos.
Insomma gli strumenti che si stanno attuando sembrano predisporsi perfettamente in un sistema circolare le cui iniziative si stimolano e supportano reciprocamente e sono orientate verso lo stesso obiettivo: la riduzione dell’uso del contante e la lotta all’evasione fiscale.

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