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Trattamento di fine rapporto

Il Trattamento di fine rapporto, chiamato comunemente TFR, è una somma che il datore di lavoro deve obbligatoriamente corrispondere al lavoratore subordinato quando si interrompe il rapporto di lavoro.

1. Fonti normative del Trattamento di Fine Rapporto

«Nelle imprese a lavoro continuo il lavoratore ha diritto, in caso di cessazione dei rapporti di lavoro per licenziamento senza sua colpa, ad una indennità proporzionata agli anni di servizio. Tale indennità è dovuta anche in caso di morte del lavoratore»

Così esordisce nel nostro ordinamento giudico il Trattamento di fine rapporto nel testo della Carta del Lavoro pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30/04/1927.

La prima revisione normativa avviene nel 1982 con la L. 2197, che introduce “l’indennità di anzianità”, una liquidazione da versare al lavoratore al termine del rapporto calcolata sulla base dell’ultima retribuzione e sugli anni di servizio prestati.
Uno degli elementi più innovativi era la confusione tra il patrimonio del lavoratore e l’accantonamento del TFR, infatti la Corte di Cassazione con una storica pronuncia stabilì che il Fondo subentra in caso di insolvenza verso terzi del lavoratore.

2. Come si calcola il TFR

Il calcolo del TFR lordo su base annua è immediato, basta infatti dividere la retribuzione lorda annua per 13,5.
Al contrario, la questione si complica, quando bisogna effettuare il calcolo su un periodo lavorativo maggiore ad un anno, infatti bisognerà calcolare l’effetto dell’indice Istat dei prezzi al consumo rispetto all’anno precedente.
Vi riportiamo due esempi, uno riguardante il calcolo lordo del TFR su singolo anno lavorativo, ed un secondo esempio su una periodo lavorativo pari a due anni.

Ex:
Calcolo TFR su singolo anno lavorativo
Ipotizziamo uno stipendio annuo lordo di €30.000,00
30.000 euro : 13,5 = 2.222,22 € = TFR accantonato in un anno

Ora ipotizziamo sempre uno stipendio annuo lordo di €30.000,00
Per l’anno 2019 ipotizziamo l’indice Istat all’1% e allo 0.8% per l’anno 2020
Quota annua= 30.000 €/13.5= 2.222,22 €
anno 2019 1.5 + (1 * 0,75) = 2,25
anno 2020 1.5 + (0.8*0.75) = 2.1

Rivalutazione 2019 = (2.222,22 * 0.0225) = 49,99
Rivalutazione 2020 = (2.272,21 * 0.021) = 47,71
Totale TFR= 2.222,22 € + 2.272,21 € + 49,99 + 47,71 € = 4.592,13 €

3. Modifiche legislative della Legge di stabilità del 3 aprile 2015

Con il DPCM del 3 aprile 2015 è stata introdotta la possibilità da parte dei dipendenti delle società private di farsi liquidare la quota parte del TFR direttamente in busta paga, eliminando così l’accantonamento.

4. Anticipo del TFR

Tutti i dipendenti che hanno maturato almeno 8 anni di servizio possono richiedere un anticipo del TFR, tale richiesta può avvenire solo una volta durante lo svolgimento del rapporto lavorativo.
L’anticipo del TFR può essere richiesto per l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli o per estinguere un mutuo già acceso per l’acquisto della prima casa.

5. La gestione del TFR nelle pubbliche amministrazioni

Hanno diritto all’accantonamento del TFR tutti i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato che risultano in servizio al 30 maggio 2000, tutti coloro che sono stati assunti dopo questa data con un contratto di durata minima di 15 giorni e tutti i dipendenti a tempo indeterminato assunti con decorrenza dal 1 gennaio 2001.
Tutti coloro che non rientrano in questi parametri sono assoggettati al regime del trattamento di fine servizio.

Note

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