Traffico di influenze

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Il traffico di influenze illecite rientra tra quei delitti previsti dal codice penale che possono essere commessi dai privati nei confronti della pubblica amministrazione.
In questo caso, quello per cui è prevista la pena della reclusione per il privato è l’indebito arricchimento derivante dall’attività di mediazione con il pubblico ufficiale o con l’incaricato di pubblico servizio.

1. La norma del codice penale dedicata al traffico di influenze illecite

L’articolo 346 bis del codice penale è quello dedicato all’istituto del traffico di influenze illecite, il quale dispone al primo comma che “Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319, 319 ter e nei reati di corruzione di cui all’articolo 322 bis, sfruttando o vantando relazioni esistenti o asserite con un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’art. 322 bis, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità, come prezzo della propria mediazione illecita verso un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all’articolo 322 bis, ovvero per remunerarlo in relazione all’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, è punito con la pena della reclusione da un anno a quattro anni e sei mesi”.
L’articolo appena riportato, è di recente introduzione all’interno del codice penale. Infatti, lo stesso è stato aggiunto a seguito dell’emanazione della c.d. Legge Severino del 2012(1). La predetta legge ha apportato un importante processo di riforma di tutte quelle norme dedicate al contrasto del fenomeno della corruzione.

2. Caratteristiche generali

Quello che il legislatore ha inteso tutelare con l’introduzione di questa norma è il principio del corretto andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione.
Rientra tra le fattispecie delittuose procedibili d’ufficio.
Vi è poi la previsione di una serie di circostanze che possono portare ad un aggravio della pena o ad una sua attenuazione.

2.1 Circostanze aggravanti e circostanze attenuanti

Ai sensi del medesimo articolo, in base alla condotta concreta attuata dal soggetto agente potrà esserci un aumento di pena nel caso in cui:

  • Il soggetto che intraprende l’attività di mediazione è, a sua volta, un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio;
  • L’attività di influenza è esercitata in relazione ad attività giudiziarie;
  • L’attività di influenza è esercitata per offrire remunerazione al pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio per il compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio.

La diminuzione della pena, invece, è prevista per i soli fatti di particolare tenuità.

3. Caratteristiche del soggetto agente

La fattispecie delittuosa del traffico di influenze illecite rientra nella categoria dei reati comuni, ovvero quella tipologia di reato per cui non è necessario rivestire una particolare qualifica soggettiva. Infatti, il mediatore persona terza rispetto ai pubblici uffici che si intendono influenzare e la sua funzione è solo quella di far incontrare le parti sui reciproci interessi.
Il fatto che il mediatore possa rivestire qualche carica pubblica, viene prevista soltanto come una circostanza eventuale che porterebbe ad un aggravio della pena.

4. Elemento oggettivo del reato

L’elemento oggettivo del reato di influenze illecite è rappresentata dalla condotta del soggetto agente che si ritiene inevitabilmente volta a fornire un servizio di mediazione tra un soggetto privato e i pubblici uffici.
L’oggetto della mediazione dovrà comunque essere finalizzato a generare un arricchimento o del soggetto agente o del mediatore.
La punibilità è comunque prevista anche per quei soggetti millantano soltanto di avere relazioni influenzabili all’interno dei pubblici uffici.

5. Elemento soggettivo del reato

L’elemento soggettivo di questa fattispecie delittuosa si rinviene nel dolo generico. Il soggetto agente, quindi, dovrà porre in essere con coscienza e volontà la condotta che produrrà il reato di traffico di influenze illecite.

6. Termine di prescrizione

Il reato previsto dall’art. 346 bis del codice penale soggiace all’ordinario calcolo dei termini di prescrizione previsto dal nostro ordinamento. Infatti, il reato si considererà prescritto qualora sia decorso il termine di sei anni, dalla data di sua verificazione, così come previsto dall’art. 157 c.p.

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