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Le società in genere

Sintesi generale sui riferimenti normativi e le caratteristiche principali delle società previste dal nostro ordinamento giuridico.

1. La Disciplina societaria nel codice civile

Una prima sommaria definizione da parte del nostro ordinamento giuridico sulla società ci è fornita dall’art. 2247 del codice civile, che prevede: “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

Oltre allo scopo lucrativo, le società possono essere poi utilizzate a scopo mutualistico (società cooperative), o a scopo consortile (consorzi).
Non ricompresa nel novellato articolo del codice civile, ma prevista dal nostro ordinamento, è la società unipersonale.
Con l’oggetto sociale viene individuata l’attività che dovrà essere esercitata dalla società.

2. Modalità di costituzione societaria

Per la costituzione della società, quindi, è necessario recarsi da un notaio per stipulare il contratto con gli altri soci o, come nel caso della società unipersonale, per la sottoscrizione dell’atto unilaterale. Tale fattispecie contrattuale è generalmente composta dall’atto costitutivo e dallo statuto sociale.

In ossequio alle disposizioni dell’art. 2328 c.c. nell’atto costitutivo troveremo:

  • Dati anagrafici dei soci;
  • Denominazione della società;
  • L’attività costituente l’oggetto sociale;
  • Ammontare del capitale sottoscritto e versato;
  • Le quote di partecipazione di ciascun socio ed eventuale valore delle azioni;
  • Valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura;
  • Modalità di ripartizione degli utili;
  • Benefici per promotori o soci fondatori;
  • Il sistema amministrativo;
  • Numero di componenti il collegio sindacale;
  • Nomina delle prime cariche societarie (amministratori, sindaci, consiglio di sorveglianza ecc..);
  • Importo delle spese per la costituzione della società;
  • Quando previsto la durata, o il tempo necessario per recedere.

Lo statuto, invece, rappresenta il regolamento interno sottoscritto dai soci in sede di costituzione e al quale si dovranno attenere.

3. Classificazione delle società basata sulle caratteristiche

Il legislatore ha escluso tanto la configurabilità di una società atipica quanto la possibilità che gli associati, in via autonoma, possono personalizzare la disciplina della società che intendono costituire. I tipi di società costituiscono un numero chiuso: si può scegliere tra i vari tipi di organizzazione previsti dalla legge, ma non possono crearsene tipi nuovi e neppure possono essere modificate le caratteristiche previste per ciascuna società.

I diversi modelli societari previsti dal nostro ordinamento, possono essere classificati sulla base di alcuni criteri di distinzione:

a. Secondo lo scopo istituzionale perseguito: realizzazione di un utile, diverso vantaggio economico;
b. Secondo la natura dell’attività esercitata;
c. Secondo la struttura organizzativa: società di persone o capitali;
d. Secondo la disciplina dei controlli.

4. Il capitale sociale e il patrimonio sociale

Il capitale sociale consiste nelle risorse sottoscritte dai soci nell’atto costitutivo al momento della nascita della società. Il capitale “promesso” dai soci in sede di costituzione societaria può essere versato in diversi momenti e non immediatamente (talvolta è previsto comunque un versamento minimo all’atto di costituzione).

Per le società di persone non è previsto un capitale sociale minimo, poiché i soci rispondono illimitatamente con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni assunte dalla società.

Invece, l’entità del capitale minimo per le società di capitali, appunto, non è rimessa alla volontà delle parti ma, in base alla formula societaria scelta in sede di costituzione (s.r.l., s.n.c. ecc.), è soggetto alle disposizioni del nostro ordinamento.

Definito anche capitale di rischio, in quanto, la certezza della “restituzione” è subordinata prima al pagamento di tutte le passività contratte dalla società.

Il patrimonio sociale, invece, inizialmente è uguale al capitale sociale. Poi, seguendo il percorso economico della società, fino alla liquidazione, subisce costanti mutazioni. È, infatti, il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società, quindi, totalmente variabile. Il patrimonio della società è insensibile alle vicende che riguardano i singoli soci. Nelle società di persone si parla, a tal proposito, di autonomia patrimoniale imperfetta e cioè che i soci rispondono personalmente degli obblighi assunti dalla società della quale fanno parte. Invero, le società di capitali godono di autonomia patrimoniale perfetta e cioè che il patrimonio della società e quello dei singoli soci sono nettamente separati: delle obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio.

5. Le società di persone

Le società in generale, costituite per fini di lucro, possono essere suddivise in due prime macro-categorie ovvero società di persone e società di capitali. Le differenze tra le due conformazioni societarie sono sostanziali.

Peculiarità principale della società di persone è quella che prevede la responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni assunte dalla società. I soci saranno, quindi, privi di ogni scudo “giuridico” che possa tenere al riparo il proprio patrimonio personale da eventuali creditori societari che potranno, aggredire anche il patrimonio personale dei creditori. Solo per la società in accomandita semplice, come si vedrà in seguito, non tutti i soci risponderanno illimitatamente per le obbligazioni societarie.

Nelle società di persone, la ragione sociale dovrà comprendere il nome di almeno un socio.
Vediamo brevemente le caratteristiche principali delle singole società di persone.

5.1 La società semplice (s.s.)

La società semplice è disciplinata dagli artt. 2251 – 2290 del codice civile e rappresenta la forma più basilare di costituzione societaria.

L’oggetto sociale non può rientrare tra quelle specifiche attività definite dall’art. 2195 c.c. come attività commerciali, altrimenti, sarà soggetta alla disciplina indicata per tali attività. Ciò non vuol dire, però, che non possa conseguire interessi economici. Infatti, per esempio, una società avente come oggetto sociale l’attività agricola può essere costituita sotto la forma della società semplice. Potrà altresì essere formata società semplice per attività professionali; per attività di revisione legale e per attività digestione di immobili o di partecipazioni azionarie.

Il contratto sociale della società semplice potrà essere effettuato in forma scritta, verbalmente o anche tacitamente.
La legge non prevede un capitale minimo iniziale né la valutazione iniziale dei conferimenti dei soci.

In siffatta categoria societaria, oltre al denaro, sono ritenuti conferimenti anche beni in natura e crediti, prestazioni d’opera e servizi.

A’ sensi dell’art. 2267 del codice civile i soci della società semplice rispondono illimitatamente e solidalmente con il patrimonio personale per le obbligazioni societarie assunte. Rientra, pertanto, tra i tipi di società che godono di autonomia patrimoniale imperfetta.

Ai creditori particolari dei singoli soci è fatto divieto di aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfare i propri crediti.
Sul punto il creditore potrà, comunque:

– far valere i suoi diritti sugli utili eventualmente spettanti al socio suo debitore;
– compiere atti conservativi, come ad esempio procurarsi un sequestro conservativo sulla quota spettante al socio debitore in caso di liquidazione della società.

Gli amministratori possono essere previsti dall’atto costitutivo e, in caso di mancata indicazione degli amministratori, tutti i soci si intenderanno come rivestiti di tale qualifica.

L’art. 2272 c.c. indica le cause di scioglimento della società, ovvero:

a. per il decorso del termine indicato nell’atto introduttivo;
b. per il conseguimento dell’oggetto sociale;
c. per la volontà di tutti i soci;
d. se viene a mancare la pluralità dei soci;
e. per le altre cause previste dal contratto sociale sottoscritto dai soci.

Ultima fase della vita societaria (in generale) è rappresentata dalla liquidazione. Tale procedimento è disciplinato dagli artt. 2275 – 2283 del codice civile, anche se i soci potranno comunque scegliere di liquidare liberamente il patrimonio societario. In caso di diversa pattuizione, però, la liquidazione viene effettuata da uno o più liquidatori nominati da tutti i soci o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale.

Al termine della procedura di liquidazione, il liquidatore incaricato dovrà chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese, che ne sancirà la definitiva estinzione.

5.2 La società in nome collettivo (s.n.c.)

La società in nome collettivo viene costituita, in forma scritta, ai sensi dell’art. 2296 del c.c.. Tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. Sarà ritenuto nullo ogni patto che produca l’effetto di limitare la responsabilità di qualunque socio.

Quindi la caratteristica principale della società in nome collettivo è proprio quella della responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci.

Tra soci interni, però, non è fatto divieto di sottoscrivere patti limitativi della responsabilità e, quindi, un creditore della s.n.c. potrà escutere qualsiasi socio e successivamente, qualora in realtà ci sia stato un patto sociale interno che prevedeva dei limiti di responsabilità per il socio escusso, quest’ultimo potrà avere diritto di regresso verso gli altri soci per ottenere il rimborso della parte eccedente le sue responsabilità internamente pattuite.

I creditori personali del socio non possono aggredire in alcun modo il patrimonio della società.

Salvo diversa pattuizione societaria, tutti i soci sono anche amministratori della società, ed hanno altresì poteri di rappresentanza. Può comunque essere previsto in sede di costituzione che l’attività di amministrazione e rappresentanza possa essere conferita solo ad alcuni soci.

In linea generale, scioglimento e liquidazione sono disciplinati allo stesso modo delle società semplici.

5.3 La società in accomandita semplice (s.a.s.)

Questa previsione societaria è disciplinata dagli artt. 2313 e ss. del codice civile. La caratteristica principale della società in accomandita semplice è la compresenza di due diverse categorie di soci, quella dei soci accomandatari e quella dei soci accomandanti.

Il socio accomandatario corrisponde, generalmente, a colui che amministra l’azienda e che è responsabile in maniera illimitata verso terzi per le obbligazioni sociali. Tuttavia, il socio accomandatario può anche non amministrare, ma resta comunque illimitatamente responsabile.

Il socio accomandante, invece, non ha poteri di amministrazione ed è responsabile per le obbligazioni sociali, limitatamente alla quota conferita.

Per la costituzione della società in accomandita semplice è necessario che la ragione sociale contenga il nome di almeno un socio accomandatario, mentre vi è il divieto di includere il nome di un socio accomandante.

Lo scioglimento della società avviene, oltre che per le cause generali previste dal codice civile, quando rimangono soltanto soci accomandatari o accomandanti, a meno che nei sei mesi successivi sia stato sostituito il socio mancante.

Lo scioglimento verrà poi seguito dalla fase di liquidazione.

6. Le società di capitali

A differenza delle società di persone, le società di capitali sono dotate di autonomia patrimoniale perfetta che significa che la società risponde per le obbligazioni sociali assunte solo con il suo patrimonio. I soci, quindi, sono limitatamente responsabili solo nella misura limitata al capitale conferito e non con quello personale. Quindi, l’elemento fondamentale di questo genere di società è dato dal fatto che, a differenza delle società di persone, per le società di capitali la legge conferisce ai soci uno “scudo giuridico” che tenga al riparo il proprio patrimonio da eventuali creditori della società di capitali.

Vediamo ora, brevemente, quanti tipi di società di capitali sono previste dalla giurisdizione italiana.

6.1 La società per azioni (s.p.a.)

Questo genere di società è disciplinato dagli artt. 2325 c.c. e ss. del codice civile. Come per tutte le società di capitali la s.p.a. è caratterizzata dalla responsabilità limitata al capitale conferito dai singoli soci per rispondere alle obbligazioni sociali. La partecipazione economica dei soci è rappresentata, quindi, da azioni.

Per costituzione della società per azioni è necessaria la redazione di un atto costitutivo e di uno statuto per atto pubblico contenenti le informazioni prescritte dall’art. 2328 del codice civile.

Ai sensi dell’art. 2326 c.c. la denominazione sociale può essere formata in qualunque modo, a patto che contenga l’indicazione di s.p.a. Il capitale minimo da versare per la costituzione di una s.p.a. deve essere non inferiore a 50.000 euro.

I soci hanno diritto a prendere parte alle assemblee dei soci, sede in cui vengono prese le decisioni più importanti, come la nomina o la revoca di amministratori, l’approvazione dei bilanci e le modifiche allo statuto. Il valore del voto del socio in assemblea sarà pari al numero di azioni possedute, quindi la maggioranza non è sancita dal numero dei soci ma dal numero di azioni.

I più ampi poteri di gestione di una s.p.a., vengono conferiti dai soci agli amministratori, questi ultimi andranno a formare così il consiglio di amministrazione (è comunque possibile che l’amministratore sia unico).

Ai sensi dell’art. 2328 c.c. è possibile altresì, che la società per azioni sia costituita per atto unilaterale da un unico azionista. Anche nel caso della costituzione unilaterale, delle obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio.

Le società per azioni possono essere definite come di tipo “chiuso” , quando non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e di tipo “aperto” quando invece fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (società quotate).

Le azioni che formano il capitale della società per azioni possono essere:

a. azioni nominative: si trasferiscono mediante l’intestazione sul titolo e sul libro dei soci con la girata o il transfert;
b. azioni al portatore: si trasferiscono mediante la semplice consegna materiale del titolo.

Anche se l’azione è di per se un titolo liberamente trasferibile, può comunque essere soggetto ad alcune limitazioni di natura legale o convenzionale.

In linea generale le azioni devono essere di uguale valore e conferire ai possessori uguali diritti. È possibile, tuttavia, creare con l’aiuto dello statuto diverse categorie di azioni. In sintesi (perché meritevoli di separata trattazione) si riportano:
– azioni privilegiate;
– azioni di risparmio;
– azioni di godimento;
– azioni a favore dei prestatori di lavoro;
– azioni con prestazioni accessorie;
– azioni correlate;
– azioni riscattabili.

Le azioni possono essere oggetto di diritti reali, di misure cautelari ed esecutive.

È possibile, tra soci, la sottoscrizione di cosiddetti patti parasociali, che consistono in accordi tra soci rispetto ai quali, però, la società deve rimanere estranea. In virtù di questo genere di patti, quindi, la società non potrà subire mai alcun mutamento e la loro funzione è quella di creare una obbligazione diretta tra i soci sottoscrittori del patto. Esempio concreto di patto parasociale può essere l’impegno di un socio nei confronti di altro socio di rimanere in società per un determinato periodo di tempo. Il mancato rispetto del periodo di permanenza concordato non avrà alcun effetto sull’andamento della società, ma potrà costituire fonte di risarcimento del danno da parte del socio inadempiente verso il socio o i soci con cui aveva sottoscritto il patto parasociale.

6.2 La società in accomandita per azioni (s.a.p.a.)

La società in accomandita per azioni, diverge dalla società per azioni, per la presenza (come nel caso della s.a.s.) di soci accomandatari e soci accomandanti.

Anche per le società di capitali, quindi, è possibile trovare due distinte categorie di soci: quella degli accomandatari, che sono illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali assunte; e quella degli accomandanti, che sono responsabili solo in ragione della quota capitale conferita.

A differenza della società in accomandita semplice, nella società in accomandita per azioni, la figura del socio accomandatario deve coincidere obbligatoriamente con la figura dell’amministratore.

Oltre a queste caratteristiche, la costituzione, il capitale sociale minimo, il funzionamento e l’amministrazione di una società in accomandita per azioni è uguale ad una s.p.a.

6.3 La Società a responsabilità limitata (s.r.l.)

La s.r.l. è regolamentata dagli artt. 2462 e ss. È una forma societaria adatta per imprese sociali di piccole dimensioni (per questo tra le forme più diffuse) e la sua costituzione è utile per il beneficio della responsabilità limitata.

Oltre ad una questione di carattere dimensionale, la società a responsabilità limitata è molto simile ad una società di persone, gode, infatti di autonomia patrimoniale perfetta poiché per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio. Da un punto di vista strettamente amministrativo, però, la regolamentazione attuale tende a favorire la gestione della società da parte dei soci (a differenza della s.p.a. che è governata in prevalenza dagli amministratori).

Altra differenza, proprio perché tesa a favorire la costituzione societaria di piccole dimensioni, riguarda il capitale minimo da sottoscrivere, che a differenza della s.p.a. può essere di 10.000,00 euro.

Il capitale sottoscritto, comunque, potrà non essere versato integralmente all’atto della sottoscrizione, ma è sufficiente che venga versato il 25% del totale.

Con riguardo alla denominazione sociale, non è obbligatoria la presenza del nome dei soci, ma è obbligatoria l’indicazione di s.r.l.
L’atto costitutivo dovrà essere depositato presso il registro delle imprese.

A differenza della s.p.a. nella società a responsabilità limitata non sono previste azioni, ma quote. Le differenze tra i due strumenti si individuano nel fatto che le azioni sono tutte di uguale valore, mentre le quote possono essere diverse. Inoltre, in una s.p.a. il socio può detenere più partecipazioni (quindi più azioni) in una s.r.l., invece il socio può detenere una unica quota. Infine la quota, a differenza dell’azione, non può essere soggetta a libera circolazione.

Al fine di fornire uno strumento di tutela del patrimonio personale, con il D.lgs. 88/1993 è stata introdotta la possibilità, per un unico imprenditore, di dotarsi di una società a responsabilità limitata unipersonale da costituirsi, quindi, mediante atto unilaterale. Anche in questo caso per le obbligazioni contratte dalla società i creditori non potranno rivalersi sul patrimonio personale dell’unico socio.

Ultima novità in materia di s.r.l. è relativa all’introduzione della società a responsabilità limitata semplificata. Quest’ultima fattispecie societaria è stata, appunto, introdotta dalla D.L. 1/2012 per facilitare la costituzione di una s.r.l. Infatti, il capitale sociale previsto dalla legge deve essere compreso tra 1 euro e 9.999,99 euro e le spese per la costituzione e l’avviamento di questo tipo di società sono nettamente inferiori rispetto alla costituzione di una società a responsabilità limitata.

7. Le società cooperative

Le società cooperative costituiscono una ulteriore fattispecie societaria, che ha l’essenziale differenza rispetto alle società di persone e società di capitali di perseguire uno specifico scopo c.d. mutualistico.

In pratica, i soci e i destinatari dei servizi della società, sono le stesse persone. Questa impostazione favorisce l’eliminazione di figure intermediarie giungendo così ad una riduzione dei costi per la fornitura di beni e servizi e, contemporaneamente, a un salario più elevato per le prestazioni lavorative offerte.

In un primo momento le cooperative non potevano formarsi se il numero di soci non fosse almeno pari a 9. Dal 2003 è prevista invece la possibilità di formare anche cooperative formate da 3 a 8 soci e in questo caso assumono la forma di srl.

La società cooperativa gode di autonomia patrimoniale perfetta.
La più importante distinzione tra cooperative è sancita dalle cooperative a mutualità prevalente e le altre cooperative.

Le cooperative a mutualità prevalente sono caratterizzate dal fatto di agire in prevalenza con i soci e dalla presenza di clausole nello statuto societario che pongono dei limiti in ordine alla partecipazione agli utili e alle riserve accumulate dalla cooperativa.

Quindi, la ratio della cooperativa a mutualità prevalente, si rinviene nel requisito di “lucro limitato” da parte dei soci che saranno, a loro volta, premiati dall’ordinamento giuridico con delle importanti agevolazioni fiscali. Per mantenere questo genere di status, infatti, la cooperativa dovrà prevedere in maniera obbligatoria, alcune limitazioni all’interno dello statuto societario. Tra queste limitazioni troviamo:

– il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale sociale versato;
– il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
– impossibilità di distribuire le riserve tra i soci cooperatori;
– la devoluzione obbligatoria, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Le cooperative a mutualità non prevalente, invece, non rispettando i parametri tracciati per la mutualità prevalente sono disciplinate in maniera diversa. In questo caso, infatti, la cooperativa perderà i vantaggi fiscali previsti per quelle a mutualità prevalente. In questo secondo caso, infatti, l’utile potrà essere tassato al 70%.

Per la costituzione di una cooperativa è necessaria la forma scritta per atto pubblico, ed è soggetta alla registrazione presso il registro delle imprese e all’iscrizione nell’albo delle società cooperative. Nella denominazione sociale dovrà sempre essere riportata la dicitura cooperativa sociale. L’atto costitutivo dovrà contenere le regole per l’espletamento dell’attività mutualistica; non dovrà riportare l’ammontare del capitale sociale ma la quota sottoscritta da ciascun socio e dovrà riportare le spese, almeno indicative, per la costituzione della stessa cooperativa.

L’ingresso a nuovi soci è sempre consentito che dovranno, chiaramente, adeguarsi alle condizioni stabilite dall’atto costitutivo.

Tabella consuntiva

Società di persone Società di capitali
Autonomia patrimoniale imperfetta Autonomia patrimoniale perfetta
Società semplice (s.s.) Società per azioni (s.p.a.)
Società in nome collettivo (s.n.c.) Società a responsabilità limitata (s.r.l.)
Società in accomandita semplice (s.a.s.) Società in accomandita per azioni (s.a.p.a.)

Le tipologie di società nell’ordinamento italiano

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