Quali beni non possono essere pignorati?

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È bene chiarire, soprattutto a quegli individui che ricevono la notifica di un atto di pignoramento, che non tutti i beni di cui si è proprietari possono essere oggetto di esproprio. Il nostro sistema legislativo, infatti, prevede che una serie di beni non possono in nessun caso essere sottratti al debitore.

1. Elenco dei beni non pignorabili

Per un migliore inquadramento delle norme che ruotano intorno ai limiti di pignorabilità dei beni, è necessario frammentare l’elenco in base alla fonte normativa di riferimento. Per questo, i prossimi paragrafi saranno suddivisi in base ai riferimenti legislativi.

1.1 Beni materiali mobili ex art. 514 c.p.c.

Con riferimento ai limiti di pignorabilità su beni mobili nella disponibilità del debitore, l’art. 514 c.p.c. dispone l’assoluta impignorabilità dei seguenti beni:

  • Anello nuziale;
  • Vestiti;
  • Letti;
  • Utensili utili per la casa e la cucina e relativo mobile per il loro contenimento;
  • Tavoli necessari per consumare i pasti e relative sedie;
  • Armadi guardaroba;
  • Frigorifero;
  • Stufe e fornelli;
  • Cose sacre utili all’esercizio del culto;
  • Commestibili e combustibili necessari per un mese di sopravvivenza;
  • Armi e oggetti utili al debitore per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • Decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia;
  • Animali di affezione senza fini produttivi (es. cane domestico, gatto ecc.).

Da questa prima ricostruzione emerge il chiaro intento del legislatore di tutelare i beni di prima necessità ai fini di una dignitosa sopravvivenza e di tutelare, altresì, quei beni suscettibili di affezione, come il caso degli animali o delle decorazioni al valore ecc.

1.2 Crediti nelle disponibilità di terzi ex art. 545 c.p.c.

Anche determinati crediti, di cui il debitore è titolare, non possono essere oggetto pignoramento. Tale ipotesi è prevista per:

  • Crediti alimentari (tranne per causa di alimenti);
  • Sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri;
  • Sussidi per maternità, malattie o funerali;
  • Crediti maturati da rapporti di lavoro sono tutti impignorabili sino alla sogna corrispondente all’entità dell’assegno sociale (praticamente non possono essere pignorate le somme utili per la sopravvivenza.

1.3 Beni non suscettibili di espropriazione

Alcuni beni, pur essendo nella disponibilità del debitore, non sono di sua esclusiva proprietà e, per tale motivo, non possono essere oggetto di pignoramento. Rientrano in tale categoria di beni:

  • Beni demaniali;
  • Beni che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato;
  • Edifici destinati all’esercizio del culto cattolico (anche se di proprietà privata);
  • I beni utili a sostenere i pesi del matrimonio (ovvero la dote);
  • Usufrutto legale degli ascendenti;
  • Diritti d’uso e di abitazione;
  • Beni del fondo patrimoniale destinato a far fronte ai bisogni della famiglia.

2. Beni mobili relativamente pignorabili

Il legislatore ha anche previsto la possibilità che alcune cose possano essere soltanto limitatamente pignorabili e pignorabili al verificarsi di una determinata condizione.
Ad esempio, sono oggetto di pignorabilità soltanto in mancanza di altri mobili, le cose che il proprietario di un fondo utilizza per la sua stessa coltivazione e conservazione.

Recentemente sono stati resi relativamente pignorabili anche gli strumenti necessari all’esercizio della professione da parte del debitore. Prima tale divieto era assoluto ora, è prevista la possibilità di pignorare un quinto dei beni utili alla professione a condizione che, dagli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario in sede di esproprio, non ne sono stati trovati altri utili, da soli, alla soddisfazione del credito.

3. Beni pignorabili solo in determinate circostanze di tempo

Quest’ultima ipotesi, assai rara, è prevista per i frutti non ancora raccolti o comunque separati dal suolo, che non possono essere pignorati se non nelle ultime sei settimane antecedenti alla maturazione.
Tale limite è esteso anche al pignoramento dei bachi da seta, che potrà essere effettuato soltanto quando sono per la maggior parte sui rami per formare il bozzolo.

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