Il pignoramento

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Il pignoramento dei beni consiste in quell’atto che precede l’avvio della procedura esecutiva verso il proprio debitore. I beni oggetto di pignoramento, vengono sottratti dalla disponibilità del debitore, poiché necessari a soddisfare le esigenze del creditore che ha dato avvio al processo esecutivo e quelle di altri eventuali creditori insinuatisi nella procedura esecutiva nelle forme previste dalla legge.

1. In cosa consiste l’atto di pignoramento

È l’art. 491 del codice di procedura civile a prevedere che l’avvio del procedimento di espropriazione forzata deve avvenire tramite il pignoramento.
Per il successivo art. 492 c.p.c. il pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito, i beni assoggettati ad espropriazione.
Nel caso, quindi, di vendita dei beni da parte del debitore in data successiva alla notifica dell’atto di pignoramento, tale azione non sottrae comunque il bene alienato dalla disponibilità dell’espropriante (art. 2913 c.c.).

1.1 Tipologie di pignoramento

Il pignoramento, a seconda del bene che si intende espropriare, può essere:

2. Come ricercare i beni da pignorare al debitore

I beni pignorabili sono chiaramente quelli rientranti nella sfera patrimoniale del debitore. Ma come fare a ricercare i beni di sua proprietà?
Con l’introduzione dell’art. 492 bis c.p.c. (l. 162/2014) è prevista la possibilità di conferire potere all’ufficiale giudiziario di effettuare la ricerca dei beni da pignorare con modalità telematica.
Ai sensi del predetto articolo, tale tipologia di ricerca si avvia con istanza del creditore al presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
L’accoglimento dell’istanza è subordinato al controllo, da parte del presidente del tribunale, circa l’esistenza di un valido titolo esecutivo che giustifichi l’avvio della ricerca.

2.1 La ricerca dell’ufficiale giudiziario

Dopo l’accoglimento dell’istanza indicata nel paragrafo precedente, l’ufficiale giudiziario inizia le operazioni di ricerca in modalità telematica e, al termine di esse, redige verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze. In caso di individuazione dei beni, procede a pignoramento.
Se i beni individuati dall’ufficiale giudiziario ricadono nel circondario di sua competenza, egli ha la possibilità di accedevi personalmente per procedere al pignoramento delle cose mobili. Se, viceversa, ricadono in territorio non di sua diretta competenza, l’ufficiale giudiziario dovrà rilasciare al creditore copia autentica del verbale contenente i risultati della ricerca e, quest’ultimo, entro 15 giorni dal rilascio dovrà presentare istanza di esecuzione del pignoramento ad altro ufficiale giudiziario territorialmente competente.
Se dall’accesso alle banche telematiche risulta che il debitore abbia crediti o cose nella disponibilità di terzi (ex art. 2910 c.c.) l’ufficiale giudiziario procede, nelle modalità previste dal pignoramento presso terzi.

3. Contenuto formale dell’atto di pignoramento

La corretta redazione dell’atto di pignoramento è disciplinata dall’art. 492 c.p.c. Ai sensi e per l’effetto del predetto articolo, infatti, esso dovrà contenere:

  • Indicazione del credito;
  • Titolo esecutivo e atto di precetto;
  • Indicazione dei beni che si intendono sottoporre ad esproprio;
  • Indicazione della residenza o domicilio del creditore;
  • Invito al debitore di dichiarare la propria residenza o la propria elezione di domicilio;
  • Avvertimento al debitore che potrà chiedere la sostituzione delle cose o dei crediti pignorati con una somma di denaro che dovrà comprendere anche le spese di procedura;
  • Avvertimento circa i termini di opponibilità ex art. 615 c.p.c.

Nel caso di pignoramento presso terzi, dovrà altresì contenere, ex art. 543 c.p.c.:

  • La citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice del luogo di residenza del terzo, per fargli prestare la dichiarazione prevista dal successivo art. 547 c.c.;
  • Indicazione della data d’udienza;

4. Notifica

Ai fini di una corretta notifica dell’atto di pignoramento, è necessario che prima sia stato notificato l’atto di precetto unitamente al titolo esecutivo su cui fondano le pretese creditorie.
Superati i 10 giorni dalla notifica del precetto, si può procedere con atto di pignoramento, la cui notifica è demandata all’ufficiale giudiziario.
L’avvocato del creditore, infatti, entro 90 giorni dalla notificazione dell’atto di precetto, dovrà rivolgersi all’ufficiale giudiziario e chiedere di sottoporre a pignoramento i beni contenuti nell’atto medesimo.
Non è possibile per il creditore, quindi, sottoporre direttamente ad espropriazione i beni del debitore.

5. Apertura del processo esecutivo

L’atto di pignoramento costituisce l’ultima di una serie di attività propedeutiche all’avvio del procedimento esecutivo.
Con l’avvio dell’esecuzione forzata, il fascicolo viene assegnato dal presidente del tribunale al giudice dell’esecuzione che, con l’ausilio di professionisti per l’occasione incaricati, procederà alla trasformazione in denaro dei beni sottoposti a pignoramento.
L’atto di pignoramento perde efficacia se nel termine di novanta giorni dal suo compimento non viene chiesta la vendita del bene o l’assegnazione del bene.

6. Modalità di sospensione o cessazione degli effetti derivanti dall’atto di pignoramento

Oltre alle numerose norme che prevedono ampia tutela per la soddisfazione dei crediti vantati da un creditore, ve ne sono altre che prevedono anche una serie di tutele e diritti in favore del debitore esecutato e che saranno oggetto di trattazione nei paragrafi seguenti.

6.1 Pagamento

L’art. 494 c.p.c. prevede la possibilità per il debitore di evitare il pignoramento, pagando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma contenuta nell’atto di pignoramento, comprensiva delle spese sostenute dal creditore.
Questa possibilità è prevista anche nel caso in cui si tratti di pignoramento di cose.

6.2 Conversione

L’art. 495 c.p.c. prevede che anche se il pignoramento ha dato avvio alla procedura esecutiva, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni, il debitore potrà comunque chiedere la conversione delle cose o crediti pignorati in una somma di denaro.
Anche in questa ipotesi, oltre alla somma indicata nel pignoramento, dovranno essere altresì versate le spese sostenute dal creditore per avviare il procedimento esecutivo e gli interessi maturati dai creditori.

6.3 Riduzione

Altra ipotesi a tutela del debitore esecutato è prevista dall’art. 497 c.p.c. Infatti, qualora il valore dei beni pignorati dal creditore, ecceda in maniera irragionevole rispetto al credito vantato nell’atto di pignoramento, il debitore potrà presentare istanza al giudice dell’esecuzione circa una riduzione dei beni da sottoporre ad esecuzione.
Il giudice, dopo aver sentito la massa dei creditori presenti nel procedimento e, dopo aver effettuato le proprie valutazioni, può concedere la riduzione del pignoramento.

Tabella consuntiva

Conseguenze pignoramento Contenuto Contenuto
Nell’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi. L’invito al debitore a depositare presso il tribunale che ha emesso l’ingiunzione la dichiarazione di residenza con l’avvertimento che in caso di irreperibilità le successive notifiche siano effettuate presso la cancelleria L’avvertimento al debitore della sua facoltà di poter sostituire le cose o i crediti oggetto di pignoramento con una somma in denaro pari all’importo dovuto al creditore maggiorato degli interessi e delle spese. (art. 495 c.p.c.)

Note

  1. “Precetto e Pignoramento” di Clara Gualtieri – Lulu.com, 2016
  2. “Il pignoramento immobiliare” di Giancarlo Giusti Giuffrè Editore, 2012