Opposizione alla richiesta di archiviazione

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L’opposizione alla richiesta di archiviazione può essere esercitata da chi ha interesse che si proceda al rinvio a giudizio della persona sottoposta a preliminare attività di indagine.

1. La possibilità di proporre opposizione alla richiesta di archiviazione

Solitamente la persona offesa di un reato, nel darne notizia alla procura attraverso la querela o la denuncia, richiede contestualmente di voler essere informata qualora dovesse esserci l’eventualità della richiesta di archiviazione.
Quindi, qualora il pubblico ministero decida per la chiusura delle indagini preliminari richiedendo l’archiviazione, questi dovrà darne comunicazione alla parte offesa notificando un avviso della richiesta stessa con avvertimento che nei 10 giorni successivi egli avrà la facoltà di prendere visione in segreteria del fascicolo delle indagini e presentare un’opposizione contenente la richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari, indicando eventuali ulteriori mezzi di prova o fatti utili.

2. Termine per proporre opposizione alla richiesta di archiviazione

Nel caso in cui la parte interessata, non condivida la volontà del pubblico ministero di proporre richiesta di archiviazione, avrà facoltà di proporre opposizione nel termine di venti giorni a far data dalla notifica di comunicazione del provvedimento.
Per il caso dei reati di violenza alla persona, nonché per il reato di furto, il termine per proporre opposizione è giorni trenta a far data dalla comunicazione del provvedimento.

3. La nullità del procedimento di archiviazione

Con la legge 103/2017 è stato inserito l’art. 410 bis all’interno del codice di procedura penale, il quale chiarisce le circostanze in cui il procedimento di archiviazione dovrà considerarsi nullo. Tali circostanze sono:

  • Mancato avviso alla persona offesa che aveva fatto richiesta di essere informata sull’eventuale richiesta di archiviazione;
  • Mancato avviso alla persona che ha subito violenza o è stata vittima di un furto (anche se non ha richiesto di essere informata);
  • Qualora la richiesta sia fondata sulla “particolare tenuità del fatto”;
  • Mancato rispetto dei termini previsti dall’art. 408 c.p.p. al comma 3 e 3 bis;
  • Mancato rispetto delle disposizioni previste dai commi 1, 3 e 4 dell’art. 127 c.p.p.


Nei casi di nullità, la persona interessata ha la facoltà di proporre reclamo dinanzi al tribunale nel termine di giorni quindici.
Se il reclamo dovesse risultare fondato, il giudice del tribunale annulla il provvedimento e ordina la restituzione degli atti al giudice che ha emesso il provvedimento.

4. Impugnazione del provvedimento di archiviazione

Anche l’ordinanza che dispone l’archiviazione (da non confondere con la richiesta) può essere oggetto di impugnazione. La stessa, infatti, è ricorribile per cassazione da parte:

  • del Pubblico Ministero;
  • della persona sottoposta alle indagini;
  • della persona offesa del reato.


I motivi che legittimano l’impugnazione sono quelli indicati dall’art. 127 c.p.p. comma 5°, ovvero:

  • mancato tempestivo avviso dell’udienza in camera di consiglio ad una delle parti indicate in precedenza e al difensore della persona sottoposta alle indagini preliminari;
  • per mancate audizione delle predette parti;
  • per mancato rinvio dell’udienza allorchè l’indagato o detenuto che abbia chiesto di essere sentito personalmente, è legittimamente impedito a comparire.

Note