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L’omissione di soccorso

Il reato di omissione di soccorso si differenzia dagli altri reati previsti dalla legge penale, in materia di delitti contro l’incolumità personale, per il fatto che la condotta del reo dovrà essere di carattere omissivo anziché commissivo. La norma relativa a questa ipotesi di reato è contenuta nell’articolo 593 del codice penale.

1. Normativa di riferimento

L’articolo 593 c.p., in relazione al reato di omissione di soccorso, chiarisce al primo comma che:

“Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro”.

A livello casistico, la previsione contenuta nel predetto comma è di rara verificazione, mentre è molto più frequente il verificarsi della circostanza indicata nel comma successivo, ovvero che sarà assoggettato alla medesima pena il soggetto che, trovando un essere umano ferito, all’apparenza inanimato o in qualsivoglia circostanza di pericolo, ometta di prestare la propria assistenza o di comunicare la circostanza alle forze dell’ordine.

2. Modifica normativa del 2003

A seguito di dibattito parlamentare, ritenuta la pena prevista per il reato in esame di modesta entità, per il tramite della legge n. 72 del 9 aprile del 2003, il legislatore ha introdotto un suo inasprimento. Infatti, se nell’originario articolo introdotto dal codice Rocco era prevista una pena fino a tre mesi e una multa fino 309 euro, dalla modifica normativa apportata con l’emanazione della predetta legge, la pena della reclusione è stata aumentata fino a un anno, mentre quella pecuniaria è stata aumentata fino ad 2.500,00 euro.

3. Circostanze aggravanti nel reato di omissione di soccorso

In caso di omissione di soccorso, per il soggetto agente possono verificarsi due circostanze che conducono ad un aggravio di pena, rispetto a quella originariamente prevista e che si sintetizzano nella seguente tabella:

CircostanzaEffetti sul computo della pena
Dalla condotta omissiva deriva una lesione personaleGenerica previsione di aumento di pena
Dalla condotta omissiva deriva la morte del soggetto passivoLa pena prevista viene raddoppiata

4. Omissione di soccorso stradale

Una menzione a parte merita il caso di omissione di soccorso stradale. In tal caso, infatti, le pene previste dall’art. 593 c.p. vengono inasprite in maniera sostanziale. Si riporta di seguito tabella riassuntiva:

CircostanzaPena
Omissione dell’obbligo di fermarsi in caso di danni a sole coseSanzione fino a € 1000,00; Sospensione della patente fino a due mesi.
Omissione dell’obbligo di fermarsi in caso di danno a personeReclusione da 3 mesi a 3 anni; Ritiro patente da 1 a 3 anni
Omissione dell’obbligo di assistenza a persona feritaReclusione da 6 mesi a 3 anni; Ritiro patente fino a 5 anni

5. Elemento oggettivo

L’elemento oggettivo del delitto di omissione di soccorso consiste nella condotta posta in essere dal soggetto agente che, in questo caso, non ha carattere commissivo, bensì omissivo. L’omissione consisterà nel non prestare soccorso al soggetto passivo con le caratteristiche indicate nell’art. 593 del codice penale o di non darne avviso alla pubblica autorità.

6. Elemento soggettivo

Nel reato di omissione di soccorso l’elemento soggettivo consiste nel dolo che, in questo caso, corrisponde alla volontà da parte del soggetto agente di omettere il compimento di una azione che in quella circostanza è tenuto a compiere.

7. Ultime sentenze dalla Corte di Cassazione

Si configura il delitto di omicidio colposo mediante omissione ai sensi dell’art. 40, comma secondo, cod. pen., e non quello, meno severamente sanzionato, di omissione di soccorso aggravato ai sensi dell’art. 593, comma terzo, cod. pen., qualora, in capo all’agente, ricorra, non già un generico obbligo di attivazione, ma una specifica posizione di garanzia avente fondamento in una legge extra-penale o in altra fonte, anche contrattuale, produttiva di obblighi giuridici, che gli attribuisca adeguati poteri per l’impedimento di eventi lesivi di altrui beni in ragione dell’incapacità del titolare di provvedervi autonomamente. (Fattispecie in tema di omicidio, con riferimento alla quale la Corte ha ritenuto che gli imputati avessero volontariamente assunto un dovere di protezione – con conseguente obbligo di impedire l’evento – nei confronti di un giovane di cui si erano presi cura nell’apprezzabile intervallo di tempo durante il quale il medesimo era sopravvissuto dopo essere stato attinto da un colpo d’arma da fuoco esploso accidentalmente da uno dei predetti mentre, trovandosi nella loro abitazione per ragioni di familiarità, era intento a farsi la doccia). (Cass. Sez. I penale, sentenza del 6 marzo 2020, n. 9049)

Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è in rapporto di specialità rispetto a quello di omissione di soccorso, in quanto, a differenza di quest’ultimo che punisce chiunque si trovi occasionalmente a contatto diretto con una persona in stato di pericolo, sanziona la violazione di uno specifico dovere giuridico di cura o di custodia, che incombe su determinate persone o categorie di persone, da cui derivi una situazione di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata con la quale i giudici avevano qualificato come “omissione di soccorso”, anziché “abbandono di persona incapace”, la condotta dell’imputato che, rientrato a casa e trovata la moglie in gravissime condizioni di salute, aveva omesso di prestarle assistenza e di chiedere soccorso). (Cass. Sez. V penale, sentenza del 25 marzo 2016, n. 12644)

Nel reato di omissione di soccorso non ricorre il dolo, quale necessario elemento soggettivo dello stesso, qualora l’omissione sia dovuta ad un errore, ancorché colposo, compiuto dall’agente in ordine alla valutazione della situazione di pericolo percepita ovvero allorquando lo stesso agente, pur avendo riconosciuto la stessa, abbia poi errato nell’elezione delle modalità di soccorso pur poste in essere. (Cass. Sez. V penale, sentenza del 21 marzo 2013, n. 13310)

Note

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