Omicidio colposo

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L’omicidio colposo rientra tra i delitti “contro la persona” indicati dal codice penale. La sua definizione e le sue prime peculiarità sono contenute nell’articolo 589 c.p.
Consiste in una fattispecie delittuosa chiaramente molto più complessa rispetto all’omicidio commesso con dolo, poiché è necessario prendere in considerazione una moltitudine di ulteriori fattori per poter sancire, oltre ogni ragionevole dubbio, della sussistenza della colpa anziché del dolo.

1. Introduzione all’istituto dell’omicidio colposo

Come già accennato, la nozione sull’omicidio colposo è contenuta nell’articolo 589 del codice penale, il quale, al primo comma chiarisce che “chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.
A questa prima indicazione generica della pena, nei successivi commi, vi sono ulteriori disposizioni in merito alla concomitanza di ulteriori fattori che potrebbero portare ad un aggravio della pena originariamente prevista.

1.1 Ipotesi di aggravio della pena per omicidio colposo

I commi successi al primo, dell’art. 589 c.p. indicano in quali casi si applica una pena superiore a quella massima di cinque anni previsti dal primo comma.

Fatto che ha generato l’omicidio colposoPena
Fatto commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoroReclusione da due a sette anni
Violazione delle norme del codice della stradaReclusione da due a sette anni
Guida di un veicolo in stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze psicotropeReclusione da otto a dodici anni
Morte di più persone per colpaSi applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni aumentata fino al triplo (fino a un massimo di quindici anni)

2. Definizione di colpa per l’ordinamento penale

La colpa, per come intesa secondo il nostro ordinamento penale, è chiarita dall’articolo 43 del codice penale il quale indica che “il delitto è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.

3. Elemento oggettivo: La condotta tipica in caso di omicidio colposo

Mentre nel caso di omicidio doloso la condotta è rappresentata dalla semplice causazione della morte del soggetto passivo, nel caso dell’omicidio colposo, invece, la condotta dovrà non solo consistere nella causazione della morte di un individuo: bensì dall’aver causato l’evento morte per aver adottato una condotta in contrasto con una norma di carattere precauzionale.
In sostanza, l’evento morte dovrà rappresentare una concretizzazione del rischio specifico che la norma di condotta violata tendeva a prevenire.

4. Elemento soggettivo nell’omicidio colposo

Nella ipotesi dell’omicidio colposo, il soggetto agente non ha in realtà l’intenzione di voler procurare la morte del soggetto passivo. In questo caso però l’evento si verifica ugualmente a causa di:

ImprudenzaIl soggetto agente ha compiuto quello che era doveroso non compiere
NegligenzaIl soggetto agente non ha compiuto quello che era doveroso compiere, non rispettando le comuni regole indicate dalla ragione o dall’esperienza per il caso concreto.
ImperiziaScarsa attitudine nello svolgimento di determinate azioni, soprattutto di quelle che rientrano nella propria sfera professionale.

5. Scissione tra omicidio colposo e omicidio stradale

Fino al 2016, l’ipotesi di omicidio stradale era ricompresa nelle ipotesi di omicidio colposo previste dall’art. 589 c.p.
Per porre una netta separazione tra le due ipotesi di omicidio (anche se simili nella sostanza) il legislatore ha voluto introdurre, con la legge n. 41/2016(1) l’articolo 589 bis c.p. per disciplinare in via autonoma il reato di omicidio stradale.
In questo nuovo articolo, vi è una maggiore articolazione su quelle che sono le pene previste in base agli articoli violati del codice della strada.

6. Omicidio Colposo: ultime dalla Corte di Cassazione

“In tema di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, sussiste un rapporto di continuità normativa tra la circostanza oggettiva ad effetto speciale prevista dall’art. 589 cod. pen., formalmente abrogata dalla legge 23 marzo 2016, n. 41, e l’autonoma fattispecie incriminatrice prevista dall’art. 589-bis cod. pen., in quanto la predetta circostanza aggravante è stata pedissequamente riprodotta quale elemento costitutivo della nuova fattispecie incriminatrice. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto, in virtù della predetta continuità normativa, la correttezza del raddoppio del termine di prescrizione ai sensi dell’art. 157, comma sesto cod. pen. per il reato di omicidio colposo commesso sotto il vigore della previgente normativa).” (Cass. Sez. III penale del 15 maggio 2020 n. 15238)

Si configura il delitto di omicidio colposo mediante omissione ai sensi dell’art. 40, comma secondo, cod. pen., e non quello, meno severamente sanzionato, di omissione di soccorso aggravato ai sensi dell’art. 593, comma terzo, cod. pen., qualora, in capo all’agente, ricorra, non già un generico obbligo di attivazione, ma una specifica posizione di garanzia avente fondamento in una legge extra-penale o in altra fonte, anche contrattuale, produttiva di obblighi giuridici, che gli attribuisca adeguati poteri per l’impedimento di eventi lesivi di altrui beni in ragione dell’incapacità del titolare di provvedervi autonomamente. (Fattispecie in tema di omicidio, con riferimento alla quale la Corte ha ritenuto che gli imputati avessero volontariamente assunto un dovere di protezione – con conseguente obbligo di impedire l’evento – nei confronti di un giovane di cui si erano presi cura nell’apprezzabile intervallo di tempo durante il quale il medesimo era sopravvissuto dopo essere stato attinto da un colpo d’arma da fuoco esploso accidentalmente da uno dei predetti mentre, trovandosi nella loro abitazione per ragioni di familiarità, era intento a farsi la doccia). (Cass. Sez. I penale del 6 marzo 2020 n. 9049)

In tema di omicidio colposo la distanza temporale della condotta colposa rispetto all’evento da essa causato non impedisce di riconoscere la responsabilità penale dell’agente. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva riconosciuto la responsabilità, a titolo di omicidio colposo, del costruttore di una macchina, il cui difetto di costruzione aveva cagionato, sei anni dopo la messa in commercio della macchina, il decesso di un lavoratore). (Cass. Sez. IV penale del 12 febbraio 2020 n. 5541)