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L’istruzione probatoria

L’istruzione probatoria rappresenta quella fase del processo in cui vengono raccolte le prove ritenute necessarie per la decisione della causa. Vediamo quali sono le caratteristiche individuate dalla dottrina sulle diverse tipologie di prova utilizzabili in sede di giudizio.

1. Cenni sull’istruzione probatoria per l’ordinamento italiano

L’importanza cruciale della prova è generalmente indicata dall’art. 2697 c.c., il quale indica che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provarne i fatti sul quale fonda la domanda.
Il medesimo articolo, indica ulteriormente che anche chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti o eccepisce che il diritto rivendicato ha subito delle modificazione o si è estinto è necessario che provi i fatti sui quali l’eccezione si fonda.

Anche se per consuetudine acquisita le indicazioni fornite dal predetto articolo possano sembrare addirittura banali, in realtà l’art. 2697 c.c. fornisce il perno essenziale su cui dovrà ruotare ogni sentenza emessa da un giudice in ogni sede e grado di giudizio.

2. Tipologie di prova

Le varie tipologie di prova utilizzabili in sede civile sono state suddivise dalla dottrina in relazione al suo:

  • Oggetto – che a sua volta comprende le seguenti sottocategorie:

a. prova diretta – ha per oggetto il fatto stesso che deve essere provato;
b. prova indiretta – ha per oggetto un fatto diverso attraverso il quale si possono rinvenire elementi utili per giudicare il fatto oggetto di causa;
c. prova contraria – ha per oggetto un fatto diverso dal quale può essere arguito il fatto che deve essere provato.

  • Momento temporale di formazione della prova – che a sua volta comprende le seguenti sottocategorie:

a. precostituita – ovvero quella che si è formata prima dell’inizio del processo;
b. costituenda – ovvero quella che si forma durante il processo.

  • Grado di “interpretabilità della prova” – cha a sua volta si suddivide in:

a. prova apprezzabile: ovvero quel genere di prova la cui efficacia è demandata al libero apprezzamento del giudice;
b. prova legale: questo genere di prova non può essere oggetto di interpretazione e il giudice è obbligato a dare atto del valore probatorio che la prova costituisce (es. giuramento).

Questo genere di classificazione, non costituisce l’unico tipo di classificazione esistente in dottrina, ma fin qui si è ritenuto utile riportare quelli che riescono a rendere più chiare le varie caratteristiche che può possedere un elemento di prova.

3. Aspetti procedurali di produzione della prova in sede civile

L’esibizione dei mezzi di prova in sede di giudizio non è sempre ammissibile ma è soggetta a dei termini perentori che non possono essere oggetto di revoca. Ai sensi del nostro codice di procedura civile, infatti, il termine per presentare i propri mezzi istruttori coincide con l’udienza di trattazione a meno che, durante la stessa, le parti chiedano un secondo termine per l’articolazione delle prove. In tale ultima ipotesi, il giudice potrà concedere un ulteriore termine di 30 giorni per la presentazione delle prove, oltre ad un successivo termine di giorni 20 destinato soltanto alla presentazione di prove contrarie.

L’unica deroga a questa impostazione processuale può aversi in caso di prova sopravvenuta durante lo svolgimento del processo, ovvero nel caso in cui vi sia una formazione probatoria anche successiva al radicamento del giudizio e di ulteriore importanza ai fini decisori.

4. Ammissibilità dei mezzi istruttori

L’assunzione dei mezzi istruttori è demandata quindi al giudice. Quest’ultimo però non è obbligato ad ammettere tutti i mezzi di prova di cui le parti intendono avvalersi, in quanto sarà per lui sufficiente ammettere i soli mezzi che risultano essere rilevanti ai fini decisori.

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